STRANE DIETE: L’INSANO CAMPO DEI MIRACOLI
di EUGENIA TOGNOTTI
Impossibile tenere il conto delle diete comparse sulle scene in questi anni, da quelle plausibili (come la Scarsdale, per fare un solo nome), a quelle pericolose basate su presupposti sbagliati,...
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Impossibile tenere il conto delle diete comparse sulle scene in questi anni, da quelle plausibili (come la Scarsdale, per fare un solo nome), a quelle pericolose basate su presupposti sbagliati, privi di fondamento scientifico o massimamente improbabili: dalla dieta dissociata con variante “maccheroni a colazione”, alla metabolica, alla Atkins, alla dieta “dei gruppi sanguigni” a quella del minestrone, alla Dukan, alla South Beach, alla più recente Life 120. Un numero, questo, che corrisponde agli anni promessi a chi si vota ad un un’alimentazione “paleo” che segue le abitudini alimentari dei nostri antenati vissuti all’età della pietra. Che, va da sé, si alimentavano di ciò che procacciavano in natura, carne, pesce, verdura. Un’alimentazione che, abbinata all’attività fisica e all’assunzione di integratori multivitaminici, eviterebbe a noi contemporanei i mali del nostro tempo sedentario e segnato da scorrette abitudini alimentari. Vale a dire malattie degenerative, come il morbo di Parkinson e altre patologie comuni che impediscono di arrivare alla fatidica soglia dei 120 anni, ritenuta fino ad oggi un invalicabile limite biologico.
E’ persino troppo facile ironizzare sul fatto che i popoli di raccoglitori - cacciatori che resistono alla civilizzazione in remote aree del pianeta, seguono di necessità “la dieta paleo”. Ma hanno un’aspettativa di vita bassa per cui sono ovviamente al riparo dalle malattie cardiovascolari e da altre patologie tipiche dell’età adulta nel mondo occidentale.
Impossibile passare qui in rassegna l’infinita serie di storture delle diverse diete, sulla base di quello che ne scrivono autorevolmente - additandone i pericoli per la salute - medici e biologi nutrizionisti, scienziati dell’alimentazione, dietisti . Così come è superfluo richiamare i profitti accumulati dagli improvvisatori di diete, attraverso libri, prodotti dietetici, integratori, persino film. Ma non si può non interrogarsi su ciò che sta avvenendo nel nostro mondo industrializzato, a cominciare dalla facilità con cui guadagnano adesioni e seguaci in tutte le classi sociali e il credito di cui godono (insieme a lauti profitti) falsi specialisti, privi di qualsiasi titolo e benemerenza scientifica. Quali paure spingono tanti ad affidarsi alle loro mani per perdere peso o per inseguire la meta dei 120 anni, ritenuta fin qui un invalicabile limite biologico? Com’è che nonostante le acquisizioni scientifiche sull’influenza del cibo sulla salute e sul rendimento fisico e mentale, tante persone scelgono di imboccare la strada dell’alimentazione alternativa, di seguire consigli campati in aria di improbabili ‘esperti’ (inutili e pericolosi per la salute)? E’ un fatto: a più di un secolo e mezzo dall’introduzione del metodo scientifico in Medicina, le pseudomedicine non si sono estinte e anzi la loro influenza sociale sembra riemergere in modo prepotente. E oggi, in pieno XXI secolo, esperti di diete e spacciatori di cure miracolose hanno una ben diversa visibilità e capacità di mobilitazione - attraverso i media, il web, i social network - del dottor Dulcamara , il falso medico che, nell’opera buffa di Donizetti, riesce a vendere il suo portentoso elisir d’amore.
E’ persino troppo facile ironizzare sul fatto che i popoli di raccoglitori - cacciatori che resistono alla civilizzazione in remote aree del pianeta, seguono di necessità “la dieta paleo”. Ma hanno un’aspettativa di vita bassa per cui sono ovviamente al riparo dalle malattie cardiovascolari e da altre patologie tipiche dell’età adulta nel mondo occidentale.
Impossibile passare qui in rassegna l’infinita serie di storture delle diverse diete, sulla base di quello che ne scrivono autorevolmente - additandone i pericoli per la salute - medici e biologi nutrizionisti, scienziati dell’alimentazione, dietisti . Così come è superfluo richiamare i profitti accumulati dagli improvvisatori di diete, attraverso libri, prodotti dietetici, integratori, persino film. Ma non si può non interrogarsi su ciò che sta avvenendo nel nostro mondo industrializzato, a cominciare dalla facilità con cui guadagnano adesioni e seguaci in tutte le classi sociali e il credito di cui godono (insieme a lauti profitti) falsi specialisti, privi di qualsiasi titolo e benemerenza scientifica. Quali paure spingono tanti ad affidarsi alle loro mani per perdere peso o per inseguire la meta dei 120 anni, ritenuta fin qui un invalicabile limite biologico? Com’è che nonostante le acquisizioni scientifiche sull’influenza del cibo sulla salute e sul rendimento fisico e mentale, tante persone scelgono di imboccare la strada dell’alimentazione alternativa, di seguire consigli campati in aria di improbabili ‘esperti’ (inutili e pericolosi per la salute)? E’ un fatto: a più di un secolo e mezzo dall’introduzione del metodo scientifico in Medicina, le pseudomedicine non si sono estinte e anzi la loro influenza sociale sembra riemergere in modo prepotente. E oggi, in pieno XXI secolo, esperti di diete e spacciatori di cure miracolose hanno una ben diversa visibilità e capacità di mobilitazione - attraverso i media, il web, i social network - del dottor Dulcamara , il falso medico che, nell’opera buffa di Donizetti, riesce a vendere il suo portentoso elisir d’amore.
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