Ultrà polacchi scatenati, sei arresti

Risse e bar danneggiati, sequestrati spranghe e fumogeni

CAGLIARI. Alla Sardegna Arena è stata una amichevole. Con un solo ammonito. Fuori dal terreno di gioco, invece, è stata guerriglia. E lí i cartellini gialli o rossi certo non servivano: per riportare la calma nel quartiere della Marina trasformato in campo di battaglia post partita è dovuta intervenire la polizia. Con sei arrestati per rissa e danneggiamento, tutti ultras polacchi al seguito del Pogon, la squadra che ha giocato e perso per 3-1 il match col Cagliari. Tutti hanno patteggiato 4 mesi di reclusione e sono stati rimessi in libertà. Ci sono anche tre cagliaritani identificati e deferiti. All'orizzonte altre novità: proseguono gli accertamenti della Digos, col contributo della Scientifica, per identificare altri responsabili. Potrebbero scapparci provvedimenti e Daspo.

È successo davvero di tutto: i poliziotti hanno trovato e sequestrato due parti di piccozze, un fumogeno e un razzo paracadute abbandonati durante la fuga. Come armi di difesa e offesa sono state usate anche spranghe e sedie rubate ai ristoranti del quartiere. E sono stati esplosi anche dei petardi. Tutto questo in una situazione ad alto rischio, nelle stradine della Marina, in mezzo a residenti, passanti e frequentatori del quartiere a ridosso del porto. C'è un antefatto. Poco prima dell’inizio della gara, nell’area esterna antistante i settori distinti-curva nord, ci sono stati gesti di sfida tra tifosi locali e ospiti. Poi il vero e proprio contatto. Prima un cagliaritano, secondo la ricostruzione della polizia, ha colpito un polacco. Poi, nella rissa, un supporter di casa, rimasto isolato dal gruppo, è stato colpito con calci e pugni. La situazione è stata risolta con l’intervento di una squadra del reparto mobile “Sardegna”.

Sembrava finita lí. Partita tranquilla, scambio di gagliardetti prima della partita e di complimenti via social dopo. E invece, lontano dallo stadio, un gruppo di circa 50 polacchi ha raggiunto la Marina, tra via Cavour e via Lepanto, proprio a un passo dalla zona degli scontri degli hooligans nel 1990. Lí è iniziato il finimondo, tra l’altro con scoppio di petardi e accensione di fumogeni – questo il resoconto della Questura – da parte di un altro gruppo di cagliaritani pronti alla battaglia con cinture, bottiglie di vetro e bastoni.

La situazione è degenerata. I video in rete testimoniano la disperazione dei gestori. «Ci hanno preso una sedia», si sente. E infatti proprio le sedie sono diventate nuove armi da rompere (per utilizzare le parti come bastoni) o per lanciarle. La battaglia è stata interrotta dall'arrivo della polizia. Un piccolo gruppo di polacchi ha provato a scappare e far perdere le tracce rifugiandosi in un bed&breakfast. Ma sono stati bloccati, identificati e arrestati.

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