La Nuova Sardegna

Aias stop alla convenzione Ma il futuro resta incerto

Aias stop alla convenzione Ma il futuro resta incerto

L’assessore Nieddu non si sbilancia. Due opzioni: Sas Domos, o un nuovo bando Oggi il Tribunale civile potrebbe dichiarare il fallimento dell’Associazione

4 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La Regione sa come risolvere il caso Aias, ma non lo svela, almeno per ora. Sono ancora troppe, un’infinità, le variabili in campo, per sciogliere la riserva e annunciare una via d’uscita dopo cinquant’anni di caos e tiremmolla. C’è subito un’incognita che domina sulle altre: oggi cosa deciderà il Tribunale civile di Cagliari sull’istanza di fallimento per insolvenza della famiglia Randazzo, unica azionista dell’Associazione onlus, e presentata dalla procura della Repubblica? Sarà nominato un commissario liquidatore, oppure accadrà qualcosa di più drastico? È un mistero. Nel frattempo il Consiglio regionale ha votato all’unanimità la risoluzione della commissione d’inchiesta. È quella che di fatto vuole mettere fine allo storico e sempre più controverso rapporto fra l’Aias e la Regione, anche se, va ribadito, il futuro è tutto da scrivere. Lo è soprattutto per i quasi duemila pazienti assistiti dall’Associazione, e in questa incertezza senza fine vivono ancora anche i 1.200 dipendenti dell’Aias: da undici mesi sono senza stipendio.

L’assessore. Mario Nieddu ha parlato alla fine del dibattito in aula sull’inchiesta della commissione presieduta da Gianfranco Ganau del Pd. Il discorso dell’assessore alla sanità è stato questo: «Da mesi siamo al lavoro per arrivare a una soluzione definitiva che presto garantisca il massimo della continuità nell’assistenza e nei contratti di lavoro». Però subito dopo ha scelto la strada della prudenza: «Non è il momento di parlare delle soluzioni. Vediamo quello che accadrà nelle prossime ore». Di sicuro – ha aggiunto – «non faremo passi azzardati come la revoca immediata della convenzione». È questo, tra l’altro, un passo già tentato in passato, ma bloccato in corsa dal Tribunale civile di Sassari, che a luglio ha imposto alla Regione di andare avanti fino al 2020 con l’Aias per motivi di ordine pubblico. «È anche per quanto accaduto neanche pochi mesi fa – ha ribadito Nieddu – che da oggi in poi ogni passo dovrà essere ponderato».

Le soluzioni possibili. Sono due, ma non si è capito ancora quale preferisca la Regione. La prima: il ritorno in sella della società mista pubblico-privata Sas Domos, voluta a suo tempo dalla precedente giunta di centrosinistra, con però un bel po’ di correzioni rispetto al precedente modello. «È una delle frecce che abbiamo nel nostro arco, ma non l’unica», ha detto Nieddu La seconda: l’avvio a breve di un nuovo bando per affidare il servizio assistenza e riabilitazione dei disabili solo ai privati, ma non più in regime di monopolio com’è stato con l’Aias in cinquant’anni. In ogni caso, qualunque sia la scelta, il passaggio dei 1.200 dipendenti da una società all’altra potrebbe non essere automatico e non lo sarà soprattutto se in futuro dovesse arrivare una società pubblica, particolare importante sottolineato da Massimo Zedda dei Progressisti.

Il dibattito. La risoluzione della commissione è passata all’unanimità. «Tutt’insieme – ha detto il presidente Ganau – abbiamo preso atto che negli ultimi cinque anni l’Aias ha incassato dalla Regione 107 milioni, mentre sono solo una decina quelli contestati, e quindi non c’è alcun motivo che giustifichi il mancato pagamento degli stipendi». È proprio su questo punto che i partiti di centrodestra, al governo, e quell’opposizione, centrosinistra e Cinque stelle, si sono trovati d’accordo, mentre su un possibile domani le differenze continuano a esserci state eccome. Eugenio Lai e Daniele Cocco di LeU hanno rilanciato il ruolo fondamentale di Sas Domos. Michele Ennas della Lega e Michele Cossa dei Riformatori invece hanno avanzato il rischio che nasca nuovo carrozzone. Carrozzone che per Desirè Manca e Michele Ciusa dei 5 stelle, salterebbe per aria, com’è accaduto con l’Aias, perché «la cattiva politica mai ha controllato, ma solo sfruttato questi enormi bacini elettorali». Giorgio Oppi e Domenico Gallus dell’Udc hanno rilanciato: «Non servono colpi di spugna alla cieca, metterebbero in difficoltà le famiglie dei pazienti, ma soluzioni ragionate». Anche Francesco Agus, gruppo Progressista, ha parlato di «alternative da decidere in tempi rapidi, ma senza scatenare illusioni». Stefano Tunis, Sardegna 20.Venti, Franco Mula e Giovanni Satta del Psd’Az, hanno rilanciato la necessità che ci siano «paletti chiari prima di decidere il futuro». L’assessore Nieddu una soluzione ha detto di averla in tasca, però oggi ad avere il pallino in mano è prima di tutto un Tribunale e semmai la Regione scoprirà le carte soltanto dopo quel verdetto.

In piazza. I dipendenti dell’Aias hanno continuato a protestare, ma dopo il via libera alla risoluzione, lo sciopero di giovedì è stato sospeso. «Consideriamo questo voto – scrivono a caldo i sindacati – come un passaggio utile in una vertenza difficile ma non ancora conclusa». (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative