La Nuova Sardegna

Nave incagliata in Corsica «Mai più senza un pilota»

di Roberto Petretto
Nave incagliata in Corsica «Mai più senza un pilota»

Protesta dei sindaci della Maddalena e di Bonifacio: «Servono nuove regole» Mentre si indagano le cause dell’incidente si tenta il recupero del cargo

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LA MADDALENA. Il quesito è lo stesso del giorno prima: cosa è successo sul ponte di comando della Rhodanus nella notte tra sabato e domenica? Perché la nave non ha modificato la rotta secondo le prescrizioni ed è finita sulla costa della Corsica? Ma, soprattutto, perché nessuno rispondeva ai messaggi radio che arrivavano dalle autorità francesi e dal quelle italiane? Le risposte potranno arrivare solo dalle inchieste che sono state avviate sulla vicenda. Sono i francesi a guidare gli accertamenti. Per ora solo sospetti, ipotesi. E soprattutto dubbi: chi doveva badare alla rotta della Rhodanus, poco prima delle 3 di domenica, non era evidentemente in grado di vigilare. La stessa nave, dieci anni prima, aveva rischiato di schiantarsi sulla costa perché il comandante si era addormentato. Il disastro fu evitato grazie alla guardia costiera.

Intanto ieri sono proseguite le operazioni per tentare di disincagliare il cargo. Lo scafo è stato alleggerito e un rimorchiatore francese ha operato per tentare di riportarlo in navigazione.

I quesiti su cosa sia successo sulla Rhodanus sono però solo una parte del problema. Più vasta e complessa è la questione del traffico marittimo su una rotta difficile e irta di insidie come quella delle Bocche di Bonifacio, della sua regolamentazione e dei controlli.

Il sindaco di La Maddalena, Luca Montella, già domenica mattina era stato categorico: «A poco serve la sorveglianza via radar se non ci si decide una volta per tutte a rendere obbligatorio anche il pilotaggio marittimo».

In pratica si chiede che, quando le navi attraversano le Bocche di Bonifacio la manovra venga effettuata da “piloti” esperti della zona che salgono a bordo per il tempo strettamente necessario all’operazione. L’appello di Montella è stato condiviso dal sindaco di Bonifacio, Jean-Charles Orsucci: «Questo incidente deve contribuire a rafforzare ulteriormente la sicurezza nelle bocche di Bonifacio e nel canale di Corsica».

Una «regolamentazione ferrea dei traffici navali tra Corsica e Sardegna» è stata chiesta anche dal presidente del parco nazionale dell’Arcipelago di la Maddalena, Fabrizio Fonnesu. La soluzione prospettata, ancora una volta, è quella del ricorso a piloti locali: «L’idea -condivisa e sostenuta da tutti- è la creazione di un servizio obbligatorio di pilotaggio delle navi in transito nelle Bocche di Bonifacio - si legge nella nota del Parco -. Attualmente i piloti in forza al Porto di Olbia svolgono già un servizio di volontariato non remunerato per le navi (pochissime, purtroppo) che fanno richiesta di un pilota a bordo».

Secondo Fonnesu si dovrebbe potenziare la dotazione finanziaria che il Ministero riconosce al Parco nazionale « in modo che il Parco stesso possa contribuire fattivamente a sostenere i costi per lo stesso servizio».

Ma non solo: si dovrebbe anche trovare il modo per «obbligare tutte le navi che attraversano il braccio di mare tra Corsica e Sardegna a usufruire del pilota locale».Sul problema è intervenuto anche Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, la federazione degli agenti marittimi italiani. La federazione dice no alla chiusura dell’area alle navi: «Siamo contrari a misure di totale interdizione della navigazione e quindi all'obbligo di circumnavigazione delle isole». +La soluzione prospettata è, ancora una volta, «l'obbligo di pilotaggio» per le navi che attraversino questo braccio di mare. Poi «un controllo preventivo e qualitativo su navi e carichi» e «un sistema di pronto intervento con rimorchiatore anti-inquinamento».

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