La Nuova Sardegna

Un maxi fondo australiano acquista il 3% della Saras

di Giuseppe Centore
Un maxi fondo australiano acquista il 3% della Saras

Platinum crede nella raffineria. Entra al posto della banca centrale norvegese Nelle mani dei Moratti rimane comunque poco più del 40 per cento delle quote

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CAGLIARI . Importante cambio nella compagine azionaria di Saras. Al posto dei norvegesi di Norges, il fondo sovrano del paese nordico, detenuto dalla banca centrale, il cuore dei conti della Norvegia (capitalizza 1000 miliardi di dollari) arrivano gli australiani di Platinun. Le due operazioni, l’addio dei norvegesi e l’ingresso degli australiani si sono svolte quasi in contemporanea ma non sono direttamente collegate. I norvegesi stanno riposizionando il loro fondo, alimentato soprattutto dalle royalties dell’estrazione dell’oro nero di quel paese, uscendo progressivamente dal settore petrolifero e dalla raffinazione. Una scelta strategica, di lungo periodo che impegna somme ridotte in percentuale (lo 0,8 per cento delle azioni del fondo, pari però a 5,6 miliardi di dollari) ma significative. Tra le quote progressivamente cedute da Norges anche quella di Saras che sino a metà agosto arrivava al 3,01 del capitale sociale, per un controvalore di circa 45 milioni di euro. È invece di qualche giorno fa l’ingresso nel capitale azionario con il 3,055 per cento delle azioni di Platinum Investment managment, fondo di investimento australiano che opera in prevalenza sui mercato asiatici e dell’estremo oriente. Il resto della compagine azionaria di Saras rimane immutato. Massimo Moratti continua a detenere il 20,011 per cento del capitale così come i suoi due nipoti, figli di Gian Marco, Angelo e Gabriele che hanno il 10,005 delle azioni. Alle spalle della famiglia, che mantiene così una robusta quota azionaria, il fondo Platinum. Non si tratta di un normale fondo di investimento ma di una corazzata finanziaria che muove centinaia di milioni di dollari ogni giorno. Il fondo ha come raggio principale d’azione l’Asia, il Giappone e l’Oriente. In totale capitalizza oltre 18 miliardi di dollari. L’ingresso in Saras, costato poco meno di 50 milioni di euro, è una goccia tra le partecipazioni di Platinum, anche in Europa, dove gli australiani operano con un fondo da 800 milioni. I settori di intervento principali sono industria, finanza, salute ed energia. Tra le partecipazioni che Platinum ha in Europa da segnalare la Reiffesen bank austriaca, la Roche svizzera e una banca rumena, tutte con partecipazioni inferiori al 5 per cento. Adesso al top di questa lista adesso c’è anche la Saras, unico investimento in Italia per gli australiani. Il titolo in Borsa, appena diffusa la notizia, a seguito delle comunicazioni obbligatorie alla Consob, ne ha risentito positivamente, attestandosi sopra quota 1,65 con un incremento negli ultimi sei mesi del 2,6 per cento, ma con una performance annuale ancora negativa per il 4,7 per cento. Nei prossimi giorni arriveranno i dati del terzo trimestre per Saras. Non dovrebbero esserci modifiche rispetto al secondo trimestre, con gli utili tornati nei conti dopo il dato negativo della prima parte dell’anno a causa di importanti costose e lunghe manutenzioni agli impianti. Il primo semestre si è chiuso con una perdita di 36 milioni, ma il secondo trimestre ha riportato un utile di 4 milioni che dovrebbe salire anche nel terzo trimestre. «I risultati del primo semestre sono stati influenzati dalla grande volatilità del mercato petrolifero, da prezzi particolarmente elevati dei grezzi pesanti e da un ciclo di manutenzioni programmate rilevante. Siamo pronti – ha detto al termine del consiglio di amministrazione di luglio lo stesso presidente Moratti – a cogliere uno scenario che si prevede più favorevole grazie al miglioramento dei margini e ai primi effetti della normativa IMO che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020 determinando condizioni vantaggiose per le raffinerie ad alta conversione ed integrate come la nostra». Saras sta già vendendo carburanti tradizionali e “verdi” a basso contenuto di zolfo, unico punto di bunkeraggio diretto nel Mediterraneo.

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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