Per il pecorino doppio yes sui dazi Usa e sulla Brexit

Al via la tassazione di Trump sui prodotti Ue: escluse le forme da grattugia. E l’accordo tra Europa e Gran Bretagna mette al sicuro un mercato importante

SASSARI. Si invita a dire “cheese” per far sorridere in maniera un po’ finta i soggetti ripresi nelle foto, ma è il mondo del formaggio sardo a sprizzare felicità vera dopo la doppia buona notizia della giornata di ieri: l’ufficialità dell’esclusione del pecorino romano da grattugia dai dazi Usa, ma anche l’intesa sulla Brexit che salva il mercato britannico della Dop.

Ora è certo: il più venduto pecorino è fuori dalla temuta black list dei dazi imposti da Trump. La conferma è arrivata dal Consorzio di tutela della Dop nel giorno in cui scattavano le tagliole per i prodotti europei. Negli elenchi il pecorino romano con il codici “for grating” (da grattugia) non appariva, ma c’era chi non si fidava del fatto che non ha mai subito dazi e che non ha nessun concorrente nel mercato nordamericano dove i formaggi, anche da grattugia, sono prodotti col latte bovino. Inoltre, pur essendo commercializzato in forme intere, viene trasformato negli Usa, dove tutte le fasi della lavorazione producono valore aggiunto. Ma è anche vero che vi sono dei produttori Usa specializzati nell’“italian sounding” interessati a un crollo dell’export del pecorino romano, quello vero. Per l'isola il mercato statunitense vale il 52% della produzione totale, 120-130mila quintali per un fatturato di 100 milioni di euro all'anno.

L’accordo fra Ue e Gran Bretagna che scongiura una «hard Brexit» senza accordi salva invece 7.600 quintali di pecorino romano, per un valore di oltre 6 milioni di euro di esportazioni verso il Paese inglese. «È un'ottima notizia – dice il presidente del Consorzio, Salvatore Palitta –: per noi la Gran Bretagna rappresenta il terzo mercato in Europa, quest'anno in forte crescita, con +7,2% come fatturato e +17,6% come volume di prodotto. L'intesa protegge il nostro pecorino romano e dunque l'economia della Sardegna». Palitta spera in una ratifica «che fra l'altro ci consentirà di mantenere sul mercato britannico la tutela di tutti i prodotti Dop e Igp assegnata dall'Ue. Dopo aver scongiurato i Dazi Usa, grazie al lungo lavoro che abbiamo fatto insieme ai nostri legali, è un altro ottimo risultato».

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