Scanu resta in cella e ora spera nel riesame
Respinta dal gip la richiesta di scarcerazione. Si cercano nuovi indizi nel pc e negli smartphone
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CAGLIARI. Resta in carcere Alberto Scanu, il manager e imprenditore cagliaritano cinquantaduenne arrestato sabato scorso con trenta accuse di bancarotta fraudolenta legate alla gestione di una decina di società attive nel campo della sanità privata in un vortice di trasferimenti di beni, denaro e cespiti attivi. Dopo che l’indagato aveva scelto di non rispondere all’esame di garanzia, il difensore Rodolfo Meloni aveva comunque depositato alla cancelleria del gip l’istanza di scarcerazione motivandola con la mancanza di esigenze cautelari: Scanu si è infatti dimesso da amministratore della Sogaer, da revisore contabile di Assaaeroporti e da tutti gli altri incarichi amministrativi nelle società sopravvissute finora alle procedure fallimentari. Per l’avvocato Meloni non esisterebbe dunque il rischio di reiterazione dei reati e di inquinamento delle prove. Il gip Giampaolo Casula però la pensa diversamente: Scanu deve restare rinchiuso in una cella del penitenziario di Uta.
A questo punto diventa decisivo l’appuntamento del 23 ottobre, quando a decidere sulle esigenze cautelari sarà il tribunale del riesame cui l’avvocato Meloni ha ricorso immediatamente. Sempre il riesame dovrà decidere anche sulle altre posizioni, quelle di Laura Scanu, Giovanni Pinna e Valdemaro Peviani, che si trovano da sabato scorso agli arresti domiciliari con accuse analoghe ma livelli di responsabilità diversi da quelli contestati a Scanu dal pm Giangiacomo Pilia.
Intanto la Guardia di Finanza è impegnata nell’esame del computer dell’ex amministratore delegato di Sogaer e di alcuni smartphone che sono stati sequestrati al momento della notifica della misura cautelare in carcere da parte delle Fiamme Gialle. Il contenuto del pc e quello dei telefoni potrebbe essere importante per ricostruire o confermare la rete di rapporti gestita da Scanu negli ultimi anni, chi ha sostenuto la sua candidatura ad Ad della società di gestione dello scalo di Elmas malgrado i fallimenti maturati nel recente passato, chi l’ha aiutato a evitare un tracollo finanziario che pure doveva essere inevitabile, considerate le esposizioni bancarie. Altri aspetti all’attenzione della Guardia di Finanza, che lavora su delega del pm Pilia, riguardano la situazione delle tre società riferibili a Scanu scampate fino ad oggi al fallimento grazie all’opposizione dei legali.
Sulla base della documentazione riferita a quelle società la Procura potrebbe mettere insieme nuovi elementi d’accusa e indizi utili a ricostruire i rapporti con gli istituti bancari, sui quali gli ispettori di Bankitalia hanno espresso, in una relazione consegnata alla Procura, pesanti dubbi . (m.l)
A questo punto diventa decisivo l’appuntamento del 23 ottobre, quando a decidere sulle esigenze cautelari sarà il tribunale del riesame cui l’avvocato Meloni ha ricorso immediatamente. Sempre il riesame dovrà decidere anche sulle altre posizioni, quelle di Laura Scanu, Giovanni Pinna e Valdemaro Peviani, che si trovano da sabato scorso agli arresti domiciliari con accuse analoghe ma livelli di responsabilità diversi da quelli contestati a Scanu dal pm Giangiacomo Pilia.
Intanto la Guardia di Finanza è impegnata nell’esame del computer dell’ex amministratore delegato di Sogaer e di alcuni smartphone che sono stati sequestrati al momento della notifica della misura cautelare in carcere da parte delle Fiamme Gialle. Il contenuto del pc e quello dei telefoni potrebbe essere importante per ricostruire o confermare la rete di rapporti gestita da Scanu negli ultimi anni, chi ha sostenuto la sua candidatura ad Ad della società di gestione dello scalo di Elmas malgrado i fallimenti maturati nel recente passato, chi l’ha aiutato a evitare un tracollo finanziario che pure doveva essere inevitabile, considerate le esposizioni bancarie. Altri aspetti all’attenzione della Guardia di Finanza, che lavora su delega del pm Pilia, riguardano la situazione delle tre società riferibili a Scanu scampate fino ad oggi al fallimento grazie all’opposizione dei legali.
Sulla base della documentazione riferita a quelle società la Procura potrebbe mettere insieme nuovi elementi d’accusa e indizi utili a ricostruire i rapporti con gli istituti bancari, sui quali gli ispettori di Bankitalia hanno espresso, in una relazione consegnata alla Procura, pesanti dubbi . (m.l)
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