La Nuova Sardegna

Zedda attacca Solinas: solo annunci, poche idee

di Silvia Sanna
Zedda attacca Solinas: solo annunci, poche idee

Il leader dell’opposizione in consiglio regionale critico su sanità ed enti locali. «Non c’è un piano di sviluppo, l’obiettivo prioritario è assegnare nuove poltrone»

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SASSARI. Dice che è impossibile non essere d’accordo con lui quando afferma che bisogna garantire ai sardi il diritto di viaggiare e di godere di una sanità migliore. «Chi oserebbe dire che non ha ragione? Ma il vero nodo della questione è un altro, cosa fare per raggiungere obiettivi giusti e condivisibili? Ecco, questo il governatore Solinas non lo dice. Probabilmente perché non lo sa». Massimo Zedda, leader dei Progressisti e dell’opposizione di centrosinistra in consiglio regionale, sconfitto dallo stesso Solinas alle Regionali del 24 febbraio, commenta l’intervista rilasciata dal governatore alla Nuova Sardegna. Trasporti, sanità, urbanistica, enti locali, energia: l’ex sindaco di Cagliari è molto critico «perché non vedo sostanza nelle sue affermazioni, ma solo una forte “annuncite”. Non capisco quali siano le strategie di Solinas, quale sia il piano di sviluppo, quale futuro il governatore immagini per la Sardegna. Devo però constatare come su alcuni argomenti – vedi urbanistica ed energia – si vada nella direzione opposta rispetto alle indicazioni dell’Europa, che punta a tutelare l’ambiente e i territori. E a premiare le amministrazioni che seguono questa linea».

Trasporti. Una delle priorità secondo Solinas è la continuità territoriale aerea e marittima. Il governatore pensa da un lato alla tariffa unica per sardi e a collegamenti verso più scali, a partire da Roma e Milano. Mentre per quanto riguarda i trasporti marittimi, immagina un modello che privilegi il passeggero, libero di scegliere con chi viaggiare. Ecco Zedda: «Bene, ma Solinas ci dica intanto come intende superare gli scogli dell’Unione europea e come intende tutelare innanzitutto i diritti dei sardi: ben venga la tariffa unica, ma prima che unica deve essere bassa e accessibile. Più rotte oltre Roma e Milano? Si, ma Solinas dica cosa intende fare per ottenere più risorse e come vuole migliorare il sistema di trasporti complessivo, a partire dai collegamenti su ferro».

Urbanistica. Solinas dice che riuscirà nel complicato tentativo di armonizzare le diverse proposte senza suscitare l’ira degli ambientalisti e ribadisce la necessità di approvare in tempi rapidi la legge urbanistica. La critica del leader Progressista è doppia. «Anche in questo caso Solinas pensa prima all’involucro che al contenuto. Un testo legislativo poco o nulla serve se gli uffici comunali sono sguarniti di tecnici e risorse: prima il governatore pensi a potenziare gli organici, altrimenti le pratiche urbanistiche, anche quelle più semplici, continueranno a stare bloccate per mesi o anni». Poi il nodo centrale: «La legge non c’è ma le idee che circolano, nuove cubature anche nelle coste, sono in antitesi rispetto alla direzione indicata dall’Europa e precludono alla possibilità di ottenere finanziamenti mirati alla tutela dell’ambiente. Il mondo segue una strada, noi andiamo dalla parte opposta».

Enti locali. Approccio sbagliato anche per quanto riguarda la riforma degli enti locali: «Non ha senso ricreare 5-8 o 20 province – dice Zedda – se non hanno i soldi per funzionare. Prima serve la riforma della Regione, che deve diventare organismo che legifera, controlla ed eroga risorse. Solo così il sistema funziona. Altrimenti è solo un nuovo poltronificio, come nella sanità».

Riforma sanitaria. Zedda in campagna elettorale aveva contestato la riforma dell’ex giunta Pigliaru che aveva creato l’Ats. Ora critica Solinas «perché ha un approccio fotocopia. Pensa prima a ricreare i luoghi di potere e di gestione amministrativa invece di lavorare sulle persone: la sanità di qualità parte dalla prevenzione, dalla diagnosi precoce, da uno stile di vita sano. L’obiettivo deve essere limitare il numero di ammalati, non moltiplicare le strutture».

Energia. Solinas vuole il metano e dice no all’elettrodotto Sicilia-Sardegna. Zedda è agli antipodi: «Anche in questo caso è un approccio vecchio. Il metano non è il futuro, può essere utile solo in una fase di transizione. Il futuro è l’energia elettrica. E se il presidente del Consiglio offre ai sardi l’elettrodotto mi sembra assurdo dire di no. Poi ragioniamo su tutto il resto, ma intanto prendiamolo».

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