Blitz all’Unione dei Comuni presi fascicoli sul personale
di Enrico Carta
La Finanza preleva documenti su concorsi e mobilità: nuovo filone d’inchiesta?
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MACOMER. È successo tutto qualche giorno fa. E la concomitanza con gli sviluppi ultimi dell’indagine Ippocrate a Oristano ha fatto venire in mente a più persone che ci possa essere un collegamento tra l’affare sanità nel capoluogo arborense e quanto accaduto all’inizio della scorsa settimana a Macomer. Certezze da questo punto di vista però non ce ne sono. L’unica cosa inconfutabile è che nella sede dell’Unione dei Comuni del Marghine c’è stata una visita inattesa. Gli agenti del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Oristano sono arrivati nella palazzina di via Umberto che ospita gli uffici.
Niente caffè, ma un giro abbastanza rapido in certe stanze da dove, accompagnati da qualche dipendente dell’Unione, si sono fatti consegnare alcuni fascicoli. Sapevano bene cosa cercare e dove andare a frugare, sapevano che documenti richiedere anche se poi l’operazione è passata sotto silenzio per alcuni giorni. Pare che si siano concentrati soprattutto su documentazione relativa al personale, a concorsi e alla mobilità dei dipendenti dell’ente, cosa che farebbe ipotizzare l’esistenza di un ulteriore filone d’inchiesta che si affiancherebbe a quello legato alla sanità oristanese. Il minimo comune denominatore sarebbe quindi la presenza sia ai vertici dell’Assl sia ai vertici dell’Unione dei Comuni del Marghine di persone molto vicine o di spessore all’interno del Partito dei Sardi.
Secondo le ipotesi investigative il metodo che sarebbe stato esercitato a Oristano potrebbe anche essere stato replicato. Secondo l’accusa relativa all’Assl, incarichi e assunzioni farebbero o avrebbero fatto da contropartita a voti da incanalare proprio nella direzione del partito. A rendere più solido il collegamento tra le due indagini, che comunque non è stato confermato dagli inquirenti, è il fatto che il sindaco (sospeso) di Macomer, Antonio Succu ovvero colui che viene indicato come il deus ex machina nell’inchiesta Ippocrate, sia anche il presidente dell’Unione dei Comuni.
Negli ultimi giorni poi, attraverso gli atti del tribunale, erano arrivate conferme sul fatto che la procura oristanese non avesse ancora concluso il suo lavoro e che l’inchiesta possa allargarsi ulteriormente, magari anche non nell’ambito della sanità.
Per ora però è proprio sull’ospedale San Martino e sugli uffici dell’Assl di Oristano che l’attenzione si concentra anche perché la settimana si preannuncia calda sul fronte delle indagini. Domani ci sarà infatti il riesame di Gianni Piras, l’ex capo delle professioni sanitarie del San Martino coinvolto nell’inchiesta Ippocrate. Assistito dall’avvocato Luigi Satta, si era già sottoposto a interrogatorio di fronte al giudice per le indagini preliminari, ma non aveva ottenuto la revoca della misura cautelare che lo vede ai domiciliari assieme ad Antonio Succu (assistito dagli avvocati Guido Manca Bitti e Luciano Rubattu), in quanto ex primario di Ginecologia a Oristano; ad Augusto Cherchi (assistito dagli avvocati Pier Luigi ed Enrico Meloni), in quanto ex consigliere regionale e primario di Anestesia al San Martino; e a Salvatore Manai (assistito dall’avvocato Antonello Spada), in quanto responsabile del personale infermieristico del reparto di Ginecologia.
Ancora non è stata presa una decisione per Maria Giovanna Porcu, ex commissaria dell’Assl oristanese che, a sua volta figura tra i diciannove indagati. Si era sottoposta a interrogatorio assistita dagli avvocati Guido Manca Bitti e Carlo Figus, dopo che i pubblici ministeri Armando Mammone e Marco De Crescenzo avevano chiesto la sospensione dall’incarico lavorativo – è responsabile amministrativa del Distretto di Ales-Terralba nell’Assl di Oristano –. Ancora però la giudice Annie Cecile Pinello non ha sciolto la riserva.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Niente caffè, ma un giro abbastanza rapido in certe stanze da dove, accompagnati da qualche dipendente dell’Unione, si sono fatti consegnare alcuni fascicoli. Sapevano bene cosa cercare e dove andare a frugare, sapevano che documenti richiedere anche se poi l’operazione è passata sotto silenzio per alcuni giorni. Pare che si siano concentrati soprattutto su documentazione relativa al personale, a concorsi e alla mobilità dei dipendenti dell’ente, cosa che farebbe ipotizzare l’esistenza di un ulteriore filone d’inchiesta che si affiancherebbe a quello legato alla sanità oristanese. Il minimo comune denominatore sarebbe quindi la presenza sia ai vertici dell’Assl sia ai vertici dell’Unione dei Comuni del Marghine di persone molto vicine o di spessore all’interno del Partito dei Sardi.
Secondo le ipotesi investigative il metodo che sarebbe stato esercitato a Oristano potrebbe anche essere stato replicato. Secondo l’accusa relativa all’Assl, incarichi e assunzioni farebbero o avrebbero fatto da contropartita a voti da incanalare proprio nella direzione del partito. A rendere più solido il collegamento tra le due indagini, che comunque non è stato confermato dagli inquirenti, è il fatto che il sindaco (sospeso) di Macomer, Antonio Succu ovvero colui che viene indicato come il deus ex machina nell’inchiesta Ippocrate, sia anche il presidente dell’Unione dei Comuni.
Negli ultimi giorni poi, attraverso gli atti del tribunale, erano arrivate conferme sul fatto che la procura oristanese non avesse ancora concluso il suo lavoro e che l’inchiesta possa allargarsi ulteriormente, magari anche non nell’ambito della sanità.
Per ora però è proprio sull’ospedale San Martino e sugli uffici dell’Assl di Oristano che l’attenzione si concentra anche perché la settimana si preannuncia calda sul fronte delle indagini. Domani ci sarà infatti il riesame di Gianni Piras, l’ex capo delle professioni sanitarie del San Martino coinvolto nell’inchiesta Ippocrate. Assistito dall’avvocato Luigi Satta, si era già sottoposto a interrogatorio di fronte al giudice per le indagini preliminari, ma non aveva ottenuto la revoca della misura cautelare che lo vede ai domiciliari assieme ad Antonio Succu (assistito dagli avvocati Guido Manca Bitti e Luciano Rubattu), in quanto ex primario di Ginecologia a Oristano; ad Augusto Cherchi (assistito dagli avvocati Pier Luigi ed Enrico Meloni), in quanto ex consigliere regionale e primario di Anestesia al San Martino; e a Salvatore Manai (assistito dall’avvocato Antonello Spada), in quanto responsabile del personale infermieristico del reparto di Ginecologia.
Ancora non è stata presa una decisione per Maria Giovanna Porcu, ex commissaria dell’Assl oristanese che, a sua volta figura tra i diciannove indagati. Si era sottoposta a interrogatorio assistita dagli avvocati Guido Manca Bitti e Carlo Figus, dopo che i pubblici ministeri Armando Mammone e Marco De Crescenzo avevano chiesto la sospensione dall’incarico lavorativo – è responsabile amministrativa del Distretto di Ales-Terralba nell’Assl di Oristano –. Ancora però la giudice Annie Cecile Pinello non ha sciolto la riserva.
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