Province, via alla leggina ma la maggioranza sbanda
In Consiglio il centrodestra non riesce ad approvare un ordine del giorno sul latte Però passa il provvedimento che prevede la nomina dei nuovi commissari
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CAGLIARI. Il centrodestra riesce a portare a casa, a fatica, la leggina sui nuovi amministratori straordinari delle Province. Ma non un ordine del giorno sul prezzo del latte, o meglio ancora a sostegno dell’assessora Gabriella Murgia, e neanche a risolvere il caso politico della presidenza della commissione bilancio del Consiglio: è sempre in ballo fra Fratelli d’Italia e Psd’Az. È stata una giornata scozzese, intesa come doccia, per la maggioranza e oggi potrebbe essere addirittura solo ghiacciata. Il Tar è chiamato a decidere sul ricorso presentato da chi sostiene: la Lega ha commesso un’infinità di errori formali nel presentare la lista per le Regionali e quindi dev’essere esclusa dal Consiglio. Se la contestazione fosse accolta dai giudici, sarebbe un colpo di scena, anche se questa maggioranza continua a metterci del suo per balbettare in più occasioni.
Il vertice. All’inizio della giornata è sceso in campo il governatore Christian Solinas per stringere i bulloni ed evitare qualunque incidente di percorso. Ha convocato i segretari di partito e diversi consiglieri per un chiarimento. Perché – dirà alla fine dell’incontro – «esiste il problema di tenere assieme una maggioranza in questa fase dove alcuni partiti della coalizione sembrano disciogliersi. Anche se dal mio punto di vista so bene che continuerò a poter contare sui 36 voti iniziali». Il suo intervento, compreso quello di mediare sul caso del presidente della commissione bilancio, ha retto per diverse ore. Tant’è che molti hanno tirato un sospiro di sollievo anche quando il governatore dirà: «Abbiamo deciso di restituire al Consiglio quel ruolo fondamentale che deve avere: produrre le leggi. Aumenteremo tempi e ritmi di produzione e anche la Giunta ha preso lo stesso impegno». Ma dopo alcune ore il centrodestra ha ripreso a sbandare.
La leggina. Fra due settimane sarà l’assessore agli enti locali, Quirico Sanna, a licenziare gli amministratori straordinari delle Province, sono quelli nominati dal centrosinistra, e a ingaggiare quelli nuovi di fiducia del centrodestra. A parte Pietrino Fois (Sassari) che è stato ingaggiato alcuni mesi fa. È questo quello che c’è scritto nella leggina approvata con i soli voti della maggioranza dopo una gestazione tutt’altro che facile nonostante gli articoli da votare fossero solo tre. Non è passato invece l’emendamento delle opposizioni che ipotizzava, come proposto dal Consiglio delle autonomie, che fossero sindaci i nuovi commissari. Tutto questo in attesa della grande riforma, entro luglio, con i Consigli provinciali storici (Sassari, Nuoro, Oristano e del Sud) che dovrebbero ritornare a essere eletti a suffragio universale, compresi anche quelli in attesa: la Gallura di sicuro e forse anche l’Ogliastra e il Sulcis. Il centrodestra, a cominciare da Pierluigi Saiu della Lega, presidente della commissione riforme, ha detto: «È l’inizio di una nuova era». Le opposizioni hanno replicato: «È solo un giro di poltrone e niente più. Non sapete ancora come andare avanti, perché siete divisi», ha detto il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau.
La presidenza. Quella della commissione bilancio continua a essere un problema per la maggioranza. La vogliono in troppi, da Fdi al Psd’Az, ma l’accordo non c’è. Anche su questo caso il governatore è intervenuto. «Siamo alla vigilia della Finanziaria – ha detto – e per quel ruolo serve una persona con la maggiore esperienza possibile tra i 36 consiglieri della maggioranza». È possibile, a questo punto, che la presidenza non vada né a Fdi e neanche al Psd’Az, bensì a un saggio sopra le parti: potrebbe essere Michele Cossa dei Riformatori. Poi Solinas ha ricostruito i retroscena di questa nomina in bilico. «All’inizio della legislatura abbiamo assegnato la commissione bilancio a Paolo Truzzu di Fdi (poi eletto sindaco di Cagliari), proprio perché lì serviva una persona d'esperienza e quindi a suo tempo quella non fu una scelta dettata dal peso politico di questo o quel partito. Ora, invece, la questione è diventata politica, riguarda gli assetti interni alla maggioranza, e quindi in questi giorni troveremo assieme la soluzione». Il caso comunque è ancora aperto.
Il flop. L’effetto della presenza conciliante del governatore è svanito però in serata. È stato quando la maggioranza non è riuscita a garantire il numero legale nel momento in cui doveva votare un ordine del giorno a sostegno dell’assessora Gabriella Murgia. Assessora che s’è difesa con passione (persino esagerata) dagli attacchi del centrosinistra, l’ha messa sotto accusa con una mozione di sfiducia politica, ma poi s’è ritrovata da sola. Le opposizioni sono uscite in blocco dall’aula ed è così che la maggioranza ha scoperto di aver predicato pace e fratellanza nel deserto. Sì, fra i suoi banchi, rimasti all’improvviso troppo vuoti. (ua)
Il vertice. All’inizio della giornata è sceso in campo il governatore Christian Solinas per stringere i bulloni ed evitare qualunque incidente di percorso. Ha convocato i segretari di partito e diversi consiglieri per un chiarimento. Perché – dirà alla fine dell’incontro – «esiste il problema di tenere assieme una maggioranza in questa fase dove alcuni partiti della coalizione sembrano disciogliersi. Anche se dal mio punto di vista so bene che continuerò a poter contare sui 36 voti iniziali». Il suo intervento, compreso quello di mediare sul caso del presidente della commissione bilancio, ha retto per diverse ore. Tant’è che molti hanno tirato un sospiro di sollievo anche quando il governatore dirà: «Abbiamo deciso di restituire al Consiglio quel ruolo fondamentale che deve avere: produrre le leggi. Aumenteremo tempi e ritmi di produzione e anche la Giunta ha preso lo stesso impegno». Ma dopo alcune ore il centrodestra ha ripreso a sbandare.
La leggina. Fra due settimane sarà l’assessore agli enti locali, Quirico Sanna, a licenziare gli amministratori straordinari delle Province, sono quelli nominati dal centrosinistra, e a ingaggiare quelli nuovi di fiducia del centrodestra. A parte Pietrino Fois (Sassari) che è stato ingaggiato alcuni mesi fa. È questo quello che c’è scritto nella leggina approvata con i soli voti della maggioranza dopo una gestazione tutt’altro che facile nonostante gli articoli da votare fossero solo tre. Non è passato invece l’emendamento delle opposizioni che ipotizzava, come proposto dal Consiglio delle autonomie, che fossero sindaci i nuovi commissari. Tutto questo in attesa della grande riforma, entro luglio, con i Consigli provinciali storici (Sassari, Nuoro, Oristano e del Sud) che dovrebbero ritornare a essere eletti a suffragio universale, compresi anche quelli in attesa: la Gallura di sicuro e forse anche l’Ogliastra e il Sulcis. Il centrodestra, a cominciare da Pierluigi Saiu della Lega, presidente della commissione riforme, ha detto: «È l’inizio di una nuova era». Le opposizioni hanno replicato: «È solo un giro di poltrone e niente più. Non sapete ancora come andare avanti, perché siete divisi», ha detto il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau.
La presidenza. Quella della commissione bilancio continua a essere un problema per la maggioranza. La vogliono in troppi, da Fdi al Psd’Az, ma l’accordo non c’è. Anche su questo caso il governatore è intervenuto. «Siamo alla vigilia della Finanziaria – ha detto – e per quel ruolo serve una persona con la maggiore esperienza possibile tra i 36 consiglieri della maggioranza». È possibile, a questo punto, che la presidenza non vada né a Fdi e neanche al Psd’Az, bensì a un saggio sopra le parti: potrebbe essere Michele Cossa dei Riformatori. Poi Solinas ha ricostruito i retroscena di questa nomina in bilico. «All’inizio della legislatura abbiamo assegnato la commissione bilancio a Paolo Truzzu di Fdi (poi eletto sindaco di Cagliari), proprio perché lì serviva una persona d'esperienza e quindi a suo tempo quella non fu una scelta dettata dal peso politico di questo o quel partito. Ora, invece, la questione è diventata politica, riguarda gli assetti interni alla maggioranza, e quindi in questi giorni troveremo assieme la soluzione». Il caso comunque è ancora aperto.
Il flop. L’effetto della presenza conciliante del governatore è svanito però in serata. È stato quando la maggioranza non è riuscita a garantire il numero legale nel momento in cui doveva votare un ordine del giorno a sostegno dell’assessora Gabriella Murgia. Assessora che s’è difesa con passione (persino esagerata) dagli attacchi del centrosinistra, l’ha messa sotto accusa con una mozione di sfiducia politica, ma poi s’è ritrovata da sola. Le opposizioni sono uscite in blocco dall’aula ed è così che la maggioranza ha scoperto di aver predicato pace e fratellanza nel deserto. Sì, fra i suoi banchi, rimasti all’improvviso troppo vuoti. (ua)
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