La guerra alla plastica Incentivi per bici e bus
di Tommaso Tetro
Tutte le misure per l’ambiente. Tassa da un euro per ogni kg di imballaggio In arrivo i “green corner”. Stop ai benefici sul gasolio per i veicoli inquinanti
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ROMA. . È necessario reperire nuove risorse, e su questo fronte l'ambiente può dare una mano alla Legge di Bilancio. Si aggira intorno ai 2 miliardi il gruzzolo che – grazie alla rimodulazione selettiva delle agevolazioni fiscali, al taglio progressivo dei sussidi dannosi per l'ambiente, e alla tassa sugli imballaggi di plastica – si potrà destinare alla promozione della sostenibilità.
La cosiddetta plastic tax è la vera new entry, anche se ormai veniva data da giorni per scontata: dal primo giugno 2020 il suo peso sarà pari a un euro per ogni chilo di imballaggio di plastica. Sulla scia dell'abbattimento dei sussidi fossili, trova spazio in Manovra l'eliminazione del beneficio sul gasolio per i veicoli Euro3 e Euro4 e una tassa per i prodotti inquinanti impiegati per la produzione di energia; ed è previsto un incremento dal 30% al 100% dell’imponibile relativo alle auto aziendali su cui viene applicata l’imposta.
Non diventa ancora una misura strutturale ma rimane “roba” da Finanziaria, la proroga dell'eco-bonus e del sisma-bonus: cioè delle detrazioni per la riqualificazione energetica, per gli impianti di micro-cogenerazione e per le ristrutturazioni edilizie; si aggiunge un aiuto anche per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata. Valgono 50 miliardi i fondi dedicati a investimenti in chiave “verde”. Ma come è probabile questa formula di eco-risorse dovrebbe essere contenuta nel disegno di legge collegato, dal titolo indicativo “Green new deal” sulla transizione ecologica. La manovra, tra l'altro, apre anche una dialettica di omogeneità con il decreto Clima. Sia sul fronte della plastica che su quello della qualità dell'aria e dei cambiamenti climatici. La plastic tax inserita in Legge di Bilancio si riflette nella norma sui “green corner” per la vendita dei prodotti sfusi o alla spina contemplata dal provvedimento voluto dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa: un meccanismo (del valore di 5mila euro di contributo economico a fondo perduto per i negozianti, per un limite complessivo di 20 milioni per il 2020 e il 2021) che diventa una specie di combinato disposto perché da un lato si tassano gli imballaggi in plastica scoraggiandone cosi la diffusione e dall'altro si incentivano i negozi a commercializzare, per esempio, bagnoschiuma, detersivi o pasta purché privi del tradizionale packaging.
Mentre sul versante della qualità dell'aria, il decreto Clima mette in campo risorse per l'eco-rottamazione con un Fondo “Programma sperimentale buono mobilità” da 255 milioni: il buono mobilità vale per i cittadini che vivono in aree sotto procedure d'infrazione Ue per lo smog; e i 1.500 euro per la rottamazione delle auto (fino ai modelli Euro3) e i 500 euro per i motocicli (fino alla classe Euro2 o Euro3 a due tempi), entro il 31 dicembre 2021, potranno essere utilizzati per i successivi tre anni per abbonamenti al Trasporto pubblico locale, altri servizi, e anche per biciclette anche a pedalata assistita. Sempre per le città più inquinate verranno messi a disposizione 20 milioni di euro per eco-scuolabus, ovvero mezzi (ibridi, elettrici oppure non inferiori a Euro6 immatricolati dal primo settembre di quest'anno in poi) selezionati dal ministero in base al numero di bambini che devono trasportare e all'impatto ambientale.
La cosiddetta plastic tax è la vera new entry, anche se ormai veniva data da giorni per scontata: dal primo giugno 2020 il suo peso sarà pari a un euro per ogni chilo di imballaggio di plastica. Sulla scia dell'abbattimento dei sussidi fossili, trova spazio in Manovra l'eliminazione del beneficio sul gasolio per i veicoli Euro3 e Euro4 e una tassa per i prodotti inquinanti impiegati per la produzione di energia; ed è previsto un incremento dal 30% al 100% dell’imponibile relativo alle auto aziendali su cui viene applicata l’imposta.
Non diventa ancora una misura strutturale ma rimane “roba” da Finanziaria, la proroga dell'eco-bonus e del sisma-bonus: cioè delle detrazioni per la riqualificazione energetica, per gli impianti di micro-cogenerazione e per le ristrutturazioni edilizie; si aggiunge un aiuto anche per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata. Valgono 50 miliardi i fondi dedicati a investimenti in chiave “verde”. Ma come è probabile questa formula di eco-risorse dovrebbe essere contenuta nel disegno di legge collegato, dal titolo indicativo “Green new deal” sulla transizione ecologica. La manovra, tra l'altro, apre anche una dialettica di omogeneità con il decreto Clima. Sia sul fronte della plastica che su quello della qualità dell'aria e dei cambiamenti climatici. La plastic tax inserita in Legge di Bilancio si riflette nella norma sui “green corner” per la vendita dei prodotti sfusi o alla spina contemplata dal provvedimento voluto dal ministro dell'Ambiente Sergio Costa: un meccanismo (del valore di 5mila euro di contributo economico a fondo perduto per i negozianti, per un limite complessivo di 20 milioni per il 2020 e il 2021) che diventa una specie di combinato disposto perché da un lato si tassano gli imballaggi in plastica scoraggiandone cosi la diffusione e dall'altro si incentivano i negozi a commercializzare, per esempio, bagnoschiuma, detersivi o pasta purché privi del tradizionale packaging.
Mentre sul versante della qualità dell'aria, il decreto Clima mette in campo risorse per l'eco-rottamazione con un Fondo “Programma sperimentale buono mobilità” da 255 milioni: il buono mobilità vale per i cittadini che vivono in aree sotto procedure d'infrazione Ue per lo smog; e i 1.500 euro per la rottamazione delle auto (fino ai modelli Euro3) e i 500 euro per i motocicli (fino alla classe Euro2 o Euro3 a due tempi), entro il 31 dicembre 2021, potranno essere utilizzati per i successivi tre anni per abbonamenti al Trasporto pubblico locale, altri servizi, e anche per biciclette anche a pedalata assistita. Sempre per le città più inquinate verranno messi a disposizione 20 milioni di euro per eco-scuolabus, ovvero mezzi (ibridi, elettrici oppure non inferiori a Euro6 immatricolati dal primo settembre di quest'anno in poi) selezionati dal ministero in base al numero di bambini che devono trasportare e all'impatto ambientale.
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