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Migranti, numero in calo e crollo dei clandestini

Migranti, numero in calo e crollo dei clandestini

Il centro studi Idos: gli stranieri residenti sono appena il 3,4% della popolazione Putzolu, Pari opportunità: «Gli episodi di intolleranza sono ingiustificati»

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CAGLIARI. C’è una percezione distorta della realtà. Circola troppa paura ingiustificata, o meglio ancora, è «spesso indotta e forzata a sostegno di tesi preconcette». Accade questo, o addirittura peggio, quando la gente discute di migranti, regolari o clandestini che siano. Eppure le statistiche del «Dossier Immigrazione», pubblicato come ogni anno dal Centro studi Idos, sostengono tutt’altro. In Sardegna non dovrebbe esserci nessun allarme. Lo confermano i numeri, tutt’altro che freddi in questo caso. Gli immigrati residenti sono appena 55.900, il 3,4 per cento della popolazione, mentre sulla terra ferma sfiora i 9 punti.

È vero che dal 2011 in poi sono quasi raddoppiati, ma quelli che abitano fra Olbia, Sassari, Cagliari e le altre province, rappresentano appena l’1 per cento degli stranieri residenti in Italia. Cioè niente. Ancora: il numero dei clandestini, arrivati soprattutto sulla rotta Algeria-Sulcis, è crollato dai 4.500 del 2017 ai 1.600 di quest’anno. È anche questo un piccolo fenomeno, ma da tenere comunque sotto controllo. Nel Dossier c’è anche un altro numero rassicurante: nei centri di accoglienza dell’isola le presenze registrate nel 2017 sono state quasi 5mila, mentre a giugno sono crollate fino a poco meno di 2mila. «Chi studia il fenomeno con attenzione e segue le statistiche, conosce qual è la realtà: da noi non esiste alcuna emergenza», ha confermato Maria Teresa Putzolu della commissione regionale per le Pari opportunità e autrice del capitolo dedicato alla Sardegna.

Tutt’altro aspetto è quello legato alla percezione sociale. «Di sicuro – ha aggiunto la ricercatrice – nessuno nasce razzista. Purtroppo però, almeno in Sardegna, sono stati semmai alcuni casi singoli e la circolazione esasperata di diversi messaggi non positivi, a scatenare un’intolleranza che però appare ingiustificata». Soprattutto perché la Sardegna continua a essere l’isola dell’integrazione: aumentano, anno dopo anno, gli stranieri che lavorano e mettono su famiglia dalle nostre parti.

Le statistiche. Il numero degli stranieri in Sardegna è aumentato, ma di pochissimo. Nel 2018 l'incremento è stato del 3,1 per cento, decisamente inferiore rispetto all’anno precedente, 7,7. È una percentuale esigua, tanto che non è riuscita neanche a compensare il calo della popolazione e delle nascite che c’è stato. Nel 2017, ad esempio, sono nati solo 421 bambini da genitori entrambi stranieri, il 4,5 per cento del totale delle nascite.

La provenienza. Di tutti gli immigrati residenti, 26.862 (intorno al 50 per cento) arrivano da un paese del Continente europeo, 10mila dall'Asia (3.437 i cinesi, la comunità più numerosa), e 16.585 dall’Africa. In particolare, dei 26.862 europei, 14.143 sono nati in Romania (di cui 9.578 donne) e sono presenti soprattutto nella provincia di Sassari e in Gallura. In generale l'immigrazione dall'Est è donna, con il fenomeno in crescita insieme a quello dell’arrivo delle badanti straniere. Tornando all'Africa, le comunità più numerose sono quelle marocchina e senegalese, che contano tra i quattromila e cinquemila residenti. (ua)
 

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