La sfida delle entrate, il Governo vuole trattare con la Sardegna
Dopo mesi di silenzio il ministro convoca la Regione per la prossima settimana. È la Corte costituzionale ad imporre l’accordo: in ballo c’è oltre mezzo miliardo
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CAGLIARI. La prossima settimana è l’ultima possibile, oppure sarà scontro totale con il governo Conte. Ancora una volata la Regione ha sollecitato un incontro a Palazzo Chigi per chiudere la vertenza sugli accantonamenti. Dopo settimane di silenzio, pare che si sia aperto uno spiraglio. Il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, avrebbe intenzione di convocare tra martedì e mercoledì l’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, per discutere di arretrati (oltre 300 milioni) e della quota di accantonamenti che la Sardegna dovrà versare nel 2020 per far fronte al debito pubblico nazionale.
La scadenza. Con la Legge di stabilità nazionale in dirittura d’arrivo, il Governo è obbligato a trovare un accordo con la Sardegna. A imporglielo è stata la Corte costituzionale con una sentenza in cui tra l’altro c’è scritto: «È indispensabile l’intesa fra lo Stato e la Regione, e non sono più ammissibili atti d’imperio da parte del Governo». In altre parole, nella prossima Legge di stabilità dovrà esserci anche un articolo dedicato ai nuovi rapporti finanziari fra la Sardegna e Roma. Se non dovesse invece saltare, la Regione avrebbe più di un motivo per rifiutarsi di pagare nuovi accantonamenti e potrebbe ricorrere alla magistratura per ottenere gli arretrati. Però pare che, in queste ore, il Governo avrebbe cambiato atteggiamento e sarebbe pronto a riaprire la trattativa.
Arretrati. Stando a una stima mai messa in discussione dal Governo, neanche da quello precedente, la Sardegna dovrebbe riavere indietro dallo Stato gli accantonamenti pagati nel 2018, 285 milioni, e poi dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale, più un’altra settantina di milioni, stavolta riconosciuti dal Tar, per mancati trasferimenti alle Province. C’è un’altra stima che calcola invece gli arretrati intorno ai 700 milioni dal 2010 in poi. Sono comunque soldi che la giunta Solinas ha già destinato in gran parte a coprire il disavanzo della sanità e quindi se non dovessero arrivare, nel bilancio ci sarebbe un buco spaventoso.
Nuovi accantonamenti. Sul tavolo del ministero dell’economica c’è da tempo una proposta della Regione. Questa: dal 2020 gli accantonamenti dovranno essere calcolati con una percentuale più bassa rispetto al passato: dall’1,6 del Prodotto interno lordo regionale dovrebbe scendere all’1,14. Se passasse questa proposta, il risparmio per la Sardegna sarebbe di 153 milioni.
La scadenza. Con la Legge di stabilità nazionale in dirittura d’arrivo, il Governo è obbligato a trovare un accordo con la Sardegna. A imporglielo è stata la Corte costituzionale con una sentenza in cui tra l’altro c’è scritto: «È indispensabile l’intesa fra lo Stato e la Regione, e non sono più ammissibili atti d’imperio da parte del Governo». In altre parole, nella prossima Legge di stabilità dovrà esserci anche un articolo dedicato ai nuovi rapporti finanziari fra la Sardegna e Roma. Se non dovesse invece saltare, la Regione avrebbe più di un motivo per rifiutarsi di pagare nuovi accantonamenti e potrebbe ricorrere alla magistratura per ottenere gli arretrati. Però pare che, in queste ore, il Governo avrebbe cambiato atteggiamento e sarebbe pronto a riaprire la trattativa.
Arretrati. Stando a una stima mai messa in discussione dal Governo, neanche da quello precedente, la Sardegna dovrebbe riavere indietro dallo Stato gli accantonamenti pagati nel 2018, 285 milioni, e poi dichiarati illegittimi dalla Corte costituzionale, più un’altra settantina di milioni, stavolta riconosciuti dal Tar, per mancati trasferimenti alle Province. C’è un’altra stima che calcola invece gli arretrati intorno ai 700 milioni dal 2010 in poi. Sono comunque soldi che la giunta Solinas ha già destinato in gran parte a coprire il disavanzo della sanità e quindi se non dovessero arrivare, nel bilancio ci sarebbe un buco spaventoso.
Nuovi accantonamenti. Sul tavolo del ministero dell’economica c’è da tempo una proposta della Regione. Questa: dal 2020 gli accantonamenti dovranno essere calcolati con una percentuale più bassa rispetto al passato: dall’1,6 del Prodotto interno lordo regionale dovrebbe scendere all’1,14. Se passasse questa proposta, il risparmio per la Sardegna sarebbe di 153 milioni.
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