Fancello agli ex colleghi del Movimento 5 Stelle: «Ho pagato, siete sleali»
Tre consiglieri regionali l’accusano di non aver versato le quote per Rousseau. La replica: «Ho rispettato lo statuto e loro hanno diffuso dati non aggiornati»
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CAGLIARI. L’ormai ex M5s Elena Fancello è stata accusata da tre consiglieri regionali del Movimento di essere andata via senza versare quanto dovuto. Lei ha replicato con un post su Facebook: «Ho pagato tutto, loro sono in malafede». Poi visto il clima ormai da guerra totale chi è ancora nei Cinque stelle (Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Michele Ciusa e Alessandro Solinas), chi è rimasto ma non si riconosce nel vertice (Carla Cuccu) e chi è andata via (Elena Fancello da una settimana è passata al gruppo Misto), l’ex grillina ha postato anche un bel po’ di documenti.
Prove e controprove. Per sostenere che Elena Fancello sarebbe in debito, non solo politico, con il Movimento, gli accusatori avevano utilizzato come prova regina il sito «Tirendiconto.it». È la piattaforma pubblica dei Cinque stelle in cui europarlamentari, parlamentari e consiglieri regionali dovrebbero dichiarare quanto versano dell’indennità alla Piattaforma Rousseau (sono obbligatori 300 euro al mese) e come contributo alle «cause sociali» scelte dallo stesso Movimento. Bene, secondo Ciusa, Li Gioi e Solinas, Elena Fancello sarebbe in debito, con sulle spalle un arretrato intorno ai 2-3mila euro. Sbagliato, ha replicato l’ex Cinque stelle. «In data 27 ottobre – si legge su Facebook – ho pubblicato la copia dei bonifici delle rendicontazioni. Il 29, quando ho annunciato il mio ingresso nel gruppo Misto, ho precisato anche di essermi messa in regola con tutti gli adempimenti fino a quel momento richiesti e l’ho fatto esattamente due giorni dopo essere uscita dal Gruppo M5s». Per poi affondare i colpi: «Gli stessi autori di quella ipotetica denuncia a mio carico, quindi hanno sì utilizzato Tirendiconto.it, ma sapendo benissimo che i dati pubblicati non erano aggiornati». Per chiudere con sarcasmo: «Chi sono, a questo punto, i paladini della trasparenza?».
I rendiconti. Secondo lo statuto del Movimento, ogni consigliere regionale può tenere per sé poco meno della metà dell’indennità lorda: 3.250 euro su 7.950. Da quanto avanza, deve poi detrarre le spese – vitto, alloggio, compensi ai collaboratori e iniziative politiche – e versare infine il resto al Movimento. Oltre alla quota fissa per la Piattaforma Rousseau, Elena Fancello ha pubblicato le copie di un bonifico a luglio e uno a settembre, 600 euro in tutto. Poi quelle di tutti gli altri versamenti, datati 29 ottobre. Sono quattro le prove pubblicate, per un totale di 5.499,73 euro. Con in coda anche questa frase polemica: «Non so se i tre consiglieri regionali che mi accusano siano stati solo superficiali, oppure proprio in malafede. Nel dubbio invierò loro la copia di tutti i documenti pubblicati su Facebook, per dimostrare di aver rispettato fino all’ultimo quanto previsto dallo statuto dei Cinque stelle». Per poi far sapere che comunque «da oggi in poi la quota finora destinata al Movimento, l’accantonerò per questa giusta causa: una borsa di studio destinata a uno studente universitario sardo».
Conti in tasca. Stando all’ultima videata del sito «Tirendiconto», finora la capogruppo Desirè Manca ha versato 3.871,69 euro, Michele Chiusa 7.917, Li Gioi 8.941, Solinas 7.915,56, mentre Carla Cuccu zero. Ma sono tutte cifre in corso di aggiornamento, e le differenze sarebbero dovute al fatto se i consiglieri risiedono o meno a Cagliari.
Prove e controprove. Per sostenere che Elena Fancello sarebbe in debito, non solo politico, con il Movimento, gli accusatori avevano utilizzato come prova regina il sito «Tirendiconto.it». È la piattaforma pubblica dei Cinque stelle in cui europarlamentari, parlamentari e consiglieri regionali dovrebbero dichiarare quanto versano dell’indennità alla Piattaforma Rousseau (sono obbligatori 300 euro al mese) e come contributo alle «cause sociali» scelte dallo stesso Movimento. Bene, secondo Ciusa, Li Gioi e Solinas, Elena Fancello sarebbe in debito, con sulle spalle un arretrato intorno ai 2-3mila euro. Sbagliato, ha replicato l’ex Cinque stelle. «In data 27 ottobre – si legge su Facebook – ho pubblicato la copia dei bonifici delle rendicontazioni. Il 29, quando ho annunciato il mio ingresso nel gruppo Misto, ho precisato anche di essermi messa in regola con tutti gli adempimenti fino a quel momento richiesti e l’ho fatto esattamente due giorni dopo essere uscita dal Gruppo M5s». Per poi affondare i colpi: «Gli stessi autori di quella ipotetica denuncia a mio carico, quindi hanno sì utilizzato Tirendiconto.it, ma sapendo benissimo che i dati pubblicati non erano aggiornati». Per chiudere con sarcasmo: «Chi sono, a questo punto, i paladini della trasparenza?».
I rendiconti. Secondo lo statuto del Movimento, ogni consigliere regionale può tenere per sé poco meno della metà dell’indennità lorda: 3.250 euro su 7.950. Da quanto avanza, deve poi detrarre le spese – vitto, alloggio, compensi ai collaboratori e iniziative politiche – e versare infine il resto al Movimento. Oltre alla quota fissa per la Piattaforma Rousseau, Elena Fancello ha pubblicato le copie di un bonifico a luglio e uno a settembre, 600 euro in tutto. Poi quelle di tutti gli altri versamenti, datati 29 ottobre. Sono quattro le prove pubblicate, per un totale di 5.499,73 euro. Con in coda anche questa frase polemica: «Non so se i tre consiglieri regionali che mi accusano siano stati solo superficiali, oppure proprio in malafede. Nel dubbio invierò loro la copia di tutti i documenti pubblicati su Facebook, per dimostrare di aver rispettato fino all’ultimo quanto previsto dallo statuto dei Cinque stelle». Per poi far sapere che comunque «da oggi in poi la quota finora destinata al Movimento, l’accantonerò per questa giusta causa: una borsa di studio destinata a uno studente universitario sardo».
Conti in tasca. Stando all’ultima videata del sito «Tirendiconto», finora la capogruppo Desirè Manca ha versato 3.871,69 euro, Michele Chiusa 7.917, Li Gioi 8.941, Solinas 7.915,56, mentre Carla Cuccu zero. Ma sono tutte cifre in corso di aggiornamento, e le differenze sarebbero dovute al fatto se i consiglieri risiedono o meno a Cagliari.
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