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Tre lotti e tre aziende per una spesa di 1,7 milioni

Tre lotti e tre aziende per una spesa di 1,7 milioni

La fetta più grossa alla casa farmaceutica Mylan. Via la Glaxo: l’anno scorso non rispettò gli accordi 

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SASSARI. La campagna vaccinale si è fatta in tre, coinvolgendo tre diverse case farmaceutiche, ognuna delle quali si è aggiudicata uno dei tre lotti disposti nel capitolato d’appalto del Cat Sardegna. Un cambiamento evidente rispetto all’anno scorso, quando a fornire i vaccini doveva essere un’unica azienda. In realtà non andò così perché la Glaxo Smitkline, vincitrice dell’appalto, non riuscì a soddisfare la richiesta, pari a 266.080 dosi di vaccini per un importo complessivo di 1milione 638.848 euro: la casa farmaceutica recapitò nell’isola circa 200mila dosi, a fornire la quota restante fu la Sanofi-Pasteur, colosso francese che era arrivato secondo nella gara. Quest’anno la Glaxo non c’è più mentre la Sanofi è una delle tre aziende protagoniste del nuovo bando. In particolare, i francesi hanno in carico il lotto 1, cioé i 5mila vaccini riservati ai bimbi da 6 mesi a 3 anni per un costo complessivo di 28.500 euro. La britannica Seqirus, uno dei maggiori produttori al mondo di vaccini antinfluenzali, si è aggiudicata invece il terzo lotto: 10mila dosi destinate a soggetti immunodepressi per un importo massimo di 80mila euro. La fetta più grossa della torta è andata all’olandese Mylan che fornirà i 293.580 vaccini compresi nel lotto 2: si tratta di quelli destinati a coprire la fascia di popolazione più ampia, dai 3 anni in su compresi gli over 65. L’importo del lotto 2 ammonta a 1.673.406 euro, mentre il capitolato complessivo prevede la spesa di 1.781.906 euro, circa 150mila euro in più rispetto all’anno scorso.

Parte dei vaccini è già disponibile, gli altri arriveranno a scaglioni entro (questo è l’auspicio) entro il 15 dicembre. Ma quando è preferibile vaccinarsi? «Il periodo migliore è compreso tra novembre e metà dicembre – spiega Gabriele Mereu dell’Assl di Cagliari – ma si può fare anche dopo perché l’influenza continua a circolare sino al mese di aprile: lo scorso anno nell’ultima settimana di sorveglianza si sono verificati in Italia 56mila nuovi casi. Ecco perché il consiglio, per tutti, è andare a vaccinarsi: se non si trovasse la dose subito non è il caso di allarmarsi e aspettare l’arrivo delle nuove scorte. La nostra campagna andrà avanti sino alla fine di marzo, a prescindere dai periodi di picchi dell’influenza che sono attesi a partire da Natale». (si. sa.)

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