Entrate: oggi c’è la firma via libera dell’aula a Solinas
Il governatore illustra l’accordo. Accantonamenti: risparmi per 153 milioni Lo Stato restituirà 412 milioni a rate. Per l’insularità un miliardo e 425 milioni
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CAGLIARI. La firma sarà oggi, al ministero dell’economia. L’accordo fra lo Stato e la Regione su accantonamenti, rimborsi e contributi straordinari è ufficiale in tutto e per tutto. Alle 16.30 le due delegazioni sottoscriveranno le tre pagine destinate a mettere fine alla madre di tutte le battaglie, quella finanziaria. Da una parte del tavolo ci saranno il governatore Christian Solinas e l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino, dall’altra Roberto Gualtieri e Antonio Misiani, ministro e viceministro dell’economia, e Francesco Boccia, ministro per il Sud. Questo pomeriggio Solinas si presenterà, a Roma, con in tasca il sostegno della sua maggioranza, il centrodestra, che compatta ha votato un ordine del giorno in cui c’è scritto: «Ha il nostro pieno mandato». Mentre le opposizioni di centrosinistra e il Movimento 5 stelle si sono astenute, ma solo perché «tutto è accaduto molto in fretta e siamo qui a discutere un accordo che di fatto c’è stato presentato già blindato». Però, in aula, Solinas ha detto: «Comunque è evidente che ho voluto confrontarmi con il Consiglio prima di firmare, perché questo accordo riguarda e coinvolge tutti i sardi».
Il governatore. Ad aprire il dibattito è stato Solinas, che ha confermato tutte le anticipazioni. Il risparmio negli accantonamenti sarà dal 2020 di 153 milioni, scenderanno da 536 a 383 milioni l’anno. Poi alla Sardegna saranno restituiti 412 milioni a saldo del credito che vantava per i prelievi illegittimi del passato e il pagamento sarà rate. Infine, ci sono i contributi straordinari per l’insularità: un miliardo e 425 milioni. «Tutto l’accordo – ha sottolineato Solinas – è frutto di un confronto che è stato serrato, ma leale. Siamo arrivati a una soluzione condivisa». Nella replica, preciserà: «Il contributo per le infrastrutture andrà ad aggiungersi agli altri già decisi o previsti. Sono soldi tutti nuovi e ci saranno trasferiti seguendo gli stati di avanzamento delle opere che finanzieremo fino al 2033».
La maggioranza. Nell’ordine del giorno c’è scritto: «La Sardegna era rimasta l’unica Regione a Statuto speciale, che non aveva ancora firmato l’accordo su quanto dovesse essere il nostro contributo per risanare il debito pubblico nazionale. Ora quell’intesa c’è e noi la sosteniamo». Michele Cossa dei Riformatori ha però rilanciato: «È arrivato il momento anche di riaprire la trattativa sulle accise (sono le tasse sui prodotti petroliferi), perché non possiamo più incassare solo le briciole». Angelo Cocciu di Forza Italia è stato esplicito: «Grazie a questo accordo, avremo finalmente i soldi per rilanciare lo sviluppo». Fausto Piga di Fdi ha sottolineato: «Da oggi in poi lo Stato comincia a riparare agli abusi che la Sardegna ha subito negli ultimi decenni». Dario Giagoni della Lega ha detto con entusiasmo: «Grazie al governatore, l’impossibile è diventato possibile», mentre Stefano Tunis, Sardegna 20Venti, ha apprezzato la scelta di «coinvolgere il Consiglio prima della firma», e lo stesso concetto è stato ribadito anche dal presidente del Consiglio regionale Michele Pias. Gian Filippo Sechi dell’Udc ha dichiarato la «nostra piena soddisfazione per il risultato», e subito dopo Stefano Schirru ha concluso: «La Sardegna ha riconquistato quella dignità che le spettava di diritto».
La minoranza. Anche se le opposizioni – Pd, M5s e Leu – si sono astenute, però a Roma sostengono in blocco il Conte-bis, comunque hanno messo in evidenza che è stato il «nostro Governo a portare in porto la trattativa». Anche se Cesare Moriconi del Pd, Massimo Zedda per i Progressisti, Daniele Cocco, Leu, e Alessandro Solinas, M5s, hanno sollecitato «tutti i partiti a tenere alta la guardia, perché spesso lo Stato tende a non mantenere fede agli impegni che ha sottoscritto». (ua)
Il governatore. Ad aprire il dibattito è stato Solinas, che ha confermato tutte le anticipazioni. Il risparmio negli accantonamenti sarà dal 2020 di 153 milioni, scenderanno da 536 a 383 milioni l’anno. Poi alla Sardegna saranno restituiti 412 milioni a saldo del credito che vantava per i prelievi illegittimi del passato e il pagamento sarà rate. Infine, ci sono i contributi straordinari per l’insularità: un miliardo e 425 milioni. «Tutto l’accordo – ha sottolineato Solinas – è frutto di un confronto che è stato serrato, ma leale. Siamo arrivati a una soluzione condivisa». Nella replica, preciserà: «Il contributo per le infrastrutture andrà ad aggiungersi agli altri già decisi o previsti. Sono soldi tutti nuovi e ci saranno trasferiti seguendo gli stati di avanzamento delle opere che finanzieremo fino al 2033».
La maggioranza. Nell’ordine del giorno c’è scritto: «La Sardegna era rimasta l’unica Regione a Statuto speciale, che non aveva ancora firmato l’accordo su quanto dovesse essere il nostro contributo per risanare il debito pubblico nazionale. Ora quell’intesa c’è e noi la sosteniamo». Michele Cossa dei Riformatori ha però rilanciato: «È arrivato il momento anche di riaprire la trattativa sulle accise (sono le tasse sui prodotti petroliferi), perché non possiamo più incassare solo le briciole». Angelo Cocciu di Forza Italia è stato esplicito: «Grazie a questo accordo, avremo finalmente i soldi per rilanciare lo sviluppo». Fausto Piga di Fdi ha sottolineato: «Da oggi in poi lo Stato comincia a riparare agli abusi che la Sardegna ha subito negli ultimi decenni». Dario Giagoni della Lega ha detto con entusiasmo: «Grazie al governatore, l’impossibile è diventato possibile», mentre Stefano Tunis, Sardegna 20Venti, ha apprezzato la scelta di «coinvolgere il Consiglio prima della firma», e lo stesso concetto è stato ribadito anche dal presidente del Consiglio regionale Michele Pias. Gian Filippo Sechi dell’Udc ha dichiarato la «nostra piena soddisfazione per il risultato», e subito dopo Stefano Schirru ha concluso: «La Sardegna ha riconquistato quella dignità che le spettava di diritto».
La minoranza. Anche se le opposizioni – Pd, M5s e Leu – si sono astenute, però a Roma sostengono in blocco il Conte-bis, comunque hanno messo in evidenza che è stato il «nostro Governo a portare in porto la trattativa». Anche se Cesare Moriconi del Pd, Massimo Zedda per i Progressisti, Daniele Cocco, Leu, e Alessandro Solinas, M5s, hanno sollecitato «tutti i partiti a tenere alta la guardia, perché spesso lo Stato tende a non mantenere fede agli impegni che ha sottoscritto». (ua)
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