La Nuova Sardegna

Primi nove mesi sugli scudi per il Banco

Primi nove mesi sugli scudi per il Banco

Approvato il “resoconto intermedio di gestione”: crescono i ricavi e la solidità patrimoniale 

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Un Banco di Sardegna in grande salute, come dimostrano i dati dei primi nove mesi dell’anno. Il consiglio di amministrazione del Banco, guidato dal presidente Antonello Arru, ha approvato il resoconto intermedio di gestione. L’utile netto consolidato si attesta a 33,4 milioni. Ottimi gli indicatori di solidità patrimoniale del Banco di Sardegna che si confermano tra i migliori del sistema e sono largamente superiori ai requisiti normativi. La raccolta diretta da clientela sale a 9,3 miliardi (più 6,5% su dicembre 2018). La raccolta indiretta cresce a 5,3 miliardi (più 11,9%) con il risparmio gestito, a 2,9 miliardi, che aumenta del 6,4% sul fine esercizio 2018, l’amministrata sale del 25,4% a 1,6 miliardi e la componente assicurativa supera i 770 milioni (+9,5% su dicembre 2018).

I mutui a famiglie e imprese che crescono di oltre 200 milioni. I crediti netti deteriorati si riducono da inizio anno del 12,6% (meno 72,9 milioni). Tra questi, le sofferenze nette ancora in calo, meno 18,6% (meno 58,7 milioni), mentre le inadempienze probabili scendono del 6,1% (meno15,2 milioni). Il rapporto delle sofferenze nette sul totale dei finanziamenti verso la clientela continua a scendere passando dal 4,4% di fine dicembre 2018 all’attuale 3,6%. I costi operativi scendono a 186 milioni, in riduzione di 7,1 milioni (-3,7%), con le spese per il personale a 106,3 milioni (+1,1%), e le altre spese amministrative a 93,6 milioni, in calo di oltre 13 milioni (-12,3%). «L’azione svolta dal Banco di Sardegna nei primi tre trimestri del 2019 è stata focalizzata sull’attenzione al mercato, in particolare quello regionale, al fine di migliorare la propria offerta di servizi e di sostenere sia le nuove iniziative di investimento sia i settori strategici per l’economia dell’isola – riporta il comunicato –. L’offerta di credito alle famiglie, in particolare mutui e prestiti personali, ha caratterizzato l’evoluzione dell’attivo, mentre la raccolta continua a essere contraddistinta dalla preferenza della clientela per la liquidità in conto e per i prodotti del risparmio gestito e assicurativo». Soddisfatto anche il presidente Arru. «L’andamento dei primi 9 mesi del 2019 si conferma nel segno della continuità, con incoraggianti segnali positivi sia sul fronte strutturale sia su quello commerciale – dice Arru–. Sul lato del credito, registriamo con soddisfazione la crescita dei finanziamenti in bonis a clientela, con una produzione di nuove erogazioni per circa 780 milioni che ha più che compensato i rimborsi rateali e le scadenze da inizio anno; ben diversificata l’esposizione per settori di attività economica; le variazioni di crescita più significative riguardano i mutui casa a privati (+20%) e il credito al consumo. Il profilo del rischio continua a migliorare: positiva evoluzione dell’andamento dei deteriorati, con uno stock netto sceso a 506 milioni, in riduzione da inizio anno del 12,6%; l’indice di copertura sale al 47,6%, di cui le sole sofferenze passano dal 54,4% al 57,2%, accompagnato dal più basso flusso di nuovi ingressi degli ultimi anni, con un default ratio sceso allo 0,97%».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative