Un tesoro per l’isola ecco l’accordo col governo
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Il governatore Christian Solinas firma l'accordo Stato-RegioneNel testo finale anche l’impegno a certificare il gap insularità entro il 2020 A siglare l’intesa il governatore Solinas, il viceministro Misiani e il ministro Boccia
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CAGLIARI. Prima della firma, che c’è stata, qualcosa doveva essere ancora aggiustato nella bozza. Così, nelle ultime ore, l’accordo fra il Governo e la Regione su accantonamenti, arretrati e contributi straordinari è cresciuto di una pagina, da quattro a cinque. Quali sono le novità? La prima è che l’intesa ha una data di scadenza, il 2025, e poi dovrà essere aggiornata sia nella quota versata dalla Sardegna per ripianare il debito pubblico nazionale, è la voce accantonamenti, ma anche nei rapporti finanziari fra lo Stato e la Regione. Queste due clausole in più lasciano intendere che in futuro quella stessa quota, dal 2020 sarà di 383 milioni con un risparmio ogni anno di 153 milioni, in futuro potrebbe anche diminuire ma molto dipenderà dall’andamento del deficit nazionale. Mentre di contro – sempre a essere ottimisti – potrebbero aumentare invece i trasferimenti dello Stato, ma dipenderà da come andrà l’economia nazionale. La seconda novità dell’ultim’ora è che ci sarà un Tavolo specifico sugli «svantaggi economici e sociali provocati dall’insularità», e dovrà essere chiuso entro il 30 giugno. È proprio da questa seconda trattativa che potrebbero (o dovrebbero) arrivare altri miliardi dallo Stato, oltre i 2,1 dell’accordo firmato a Roma. Quanti potranno essere? È difficile fare ipotesi, ma da sempre la Sardegna ha stimato in almeno un miliardo e mezzo l’anno il deficit strutturale per il suo essere un’Isola. La terza novità è che i contributi straordinari previsti dall’intesa, 1,4 miliardi per infrastrutture e beni culturali, più i 111 milioni destinati la sanità, saranno trasferiti a rate, l’ultima nel 2033, ma ogni anno arriverà un acconto del 20 per cento, il resto sarà riconosciuto secondo lo stato di avanzamento di progetti e cantieri.
La firma. Assente il ministro all’economia Roberto Gualtieri, per il Governo c’erano Francesco Boccia, ha la delega per il Sud, e Antonio Misiani, viceministro alle finanze, entrambi del Pd. Per la Regione, il presidente Christian Solinas e l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino. La foto ufficiale conferma che il clima, nel salone degli Affari regionali, è stato quello del grande evento: tanti sorrisi e molte strette di mano, dopo «una trattativa serrata ma leale», secondo Palazzo Chigi.
Il Governo. Di firma storica hanno parlato proprio il ministro Boccia e il viceministro Misiani: «Risaniamo uno squilibrio forte, annoso e ingiusto che finora c’è stato nei confronti della Sardegna». Con Boccia che sarà martedì a Cagliari, incontrerà Solinas, per definire i futuri passaggi. Misiani ha aggiunto: «Solo con i 153 milioni di accantonamenti risparmiati ogni anno e fino al 2025, la Sardegna avrà a disposizione oltre 765 milioni in più».
La Regione. «È un accordo – ha detto Solinas – che per la Sardegna apre importanti prospettive di crescita e sviluppo. Ora spetterà a noi utilizzare al meglio le risorse». L’assessore Fasolino ha aggiunto: «Abbiamo chiuso una lunga battaglia che ho seguito spalla a spalla con il governatore. Ci siamo confrontati a più riprese con lo Stato, fino a quando, con caparbietà e determinazione, siamo riusciti a scrivere una pagina decisiva per l’ Autonomia».
Pro e contro. I parlamentari sardi dei partiti che sostengono il governo Conte hanno dichiarato tutti la loro soddisfazione. A cominciare da quelli dell’M5s fino ai Dem Gavino Manca, «finalmente c’è un accordo, non sarà il migliore possibile ma è un importante punto fermo», e Romina Mura: «Al nuovo Governo sono bastati appena due mesi per chiudere la vertenza ed ecco dimostrata la differenza fra fatti concreti, i nostri, e la vuota propaganda della Lega». Ma ci sono stati anche i contro. Il primo è arrivato da Andrea Murgia, candidato alle Regionali per gli indipendentisti: «I soldi sembrano essere sempre tanti, ma poi dovrai aspettare che ti siano trasferiti durante gli anni. Come sempre lo Stato comincerà con pochino e poi promette, leggete bene promette, che arriveranno sempre più soldi. Chissà però se sarà o meno di parola». Anche Paolo Maninchedda, ex candidato alla presidenza per il Pds, ha bocciato l’accordo: «Lo Stato ci doveva per sentenze ormai definitive circa 700 milioni. Cosa fa Solinas? Ha accettato un rimborso di soli 412 milioni, ma neanche tutti e subito, No, a rate, con la prima erogazione nel 2020 ma sarà di appena 7 milioni». Fino al giudizio secco di Emiliano Deiana, presidente dell’Anci: «Capisco bene che quando si fa una trattativa da qualche parte si debba cedere. Però in questo caso, mi pare, che i sacrifici siano ancora una volta sempre da un lato: dal lato dei sardi. Perché è alto il rischio che quest’accordo prima o poi travolga e stravolga i principi sacrosanti previsti dalla Costituzione e dal nostro Statuto sui doveri dello Stato verso la Sardegna». (ua).
La firma. Assente il ministro all’economia Roberto Gualtieri, per il Governo c’erano Francesco Boccia, ha la delega per il Sud, e Antonio Misiani, viceministro alle finanze, entrambi del Pd. Per la Regione, il presidente Christian Solinas e l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino. La foto ufficiale conferma che il clima, nel salone degli Affari regionali, è stato quello del grande evento: tanti sorrisi e molte strette di mano, dopo «una trattativa serrata ma leale», secondo Palazzo Chigi.
Il Governo. Di firma storica hanno parlato proprio il ministro Boccia e il viceministro Misiani: «Risaniamo uno squilibrio forte, annoso e ingiusto che finora c’è stato nei confronti della Sardegna». Con Boccia che sarà martedì a Cagliari, incontrerà Solinas, per definire i futuri passaggi. Misiani ha aggiunto: «Solo con i 153 milioni di accantonamenti risparmiati ogni anno e fino al 2025, la Sardegna avrà a disposizione oltre 765 milioni in più».
La Regione. «È un accordo – ha detto Solinas – che per la Sardegna apre importanti prospettive di crescita e sviluppo. Ora spetterà a noi utilizzare al meglio le risorse». L’assessore Fasolino ha aggiunto: «Abbiamo chiuso una lunga battaglia che ho seguito spalla a spalla con il governatore. Ci siamo confrontati a più riprese con lo Stato, fino a quando, con caparbietà e determinazione, siamo riusciti a scrivere una pagina decisiva per l’ Autonomia».
Pro e contro. I parlamentari sardi dei partiti che sostengono il governo Conte hanno dichiarato tutti la loro soddisfazione. A cominciare da quelli dell’M5s fino ai Dem Gavino Manca, «finalmente c’è un accordo, non sarà il migliore possibile ma è un importante punto fermo», e Romina Mura: «Al nuovo Governo sono bastati appena due mesi per chiudere la vertenza ed ecco dimostrata la differenza fra fatti concreti, i nostri, e la vuota propaganda della Lega». Ma ci sono stati anche i contro. Il primo è arrivato da Andrea Murgia, candidato alle Regionali per gli indipendentisti: «I soldi sembrano essere sempre tanti, ma poi dovrai aspettare che ti siano trasferiti durante gli anni. Come sempre lo Stato comincerà con pochino e poi promette, leggete bene promette, che arriveranno sempre più soldi. Chissà però se sarà o meno di parola». Anche Paolo Maninchedda, ex candidato alla presidenza per il Pds, ha bocciato l’accordo: «Lo Stato ci doveva per sentenze ormai definitive circa 700 milioni. Cosa fa Solinas? Ha accettato un rimborso di soli 412 milioni, ma neanche tutti e subito, No, a rate, con la prima erogazione nel 2020 ma sarà di appena 7 milioni». Fino al giudizio secco di Emiliano Deiana, presidente dell’Anci: «Capisco bene che quando si fa una trattativa da qualche parte si debba cedere. Però in questo caso, mi pare, che i sacrifici siano ancora una volta sempre da un lato: dal lato dei sardi. Perché è alto il rischio che quest’accordo prima o poi travolga e stravolga i principi sacrosanti previsti dalla Costituzione e dal nostro Statuto sui doveri dello Stato verso la Sardegna». (ua).
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