L’area più “giovane” vuole un posto al sole
POSADA. Il percorso è appena cominciato, l’area di Tepilora è diventata una “Riserva della Biosfera” dell’Unesco appena due anni fa, ma la volontà di completarlo è evidente. Così come i benefici...
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POSADA. Il percorso è appena cominciato, l’area di Tepilora è diventata una “Riserva della Biosfera” dell’Unesco appena due anni fa, ma la volontà di completarlo è evidente. Così come i benefici garantiti dal brand appena ricevuto. Ne è convinto il sindaco di Posada, Roberto Tola, che scommette sul futuro di un parco che inizia a farsi conoscere: «Stiamo lavorando per non perdere questa occasione – spiega – con gli alti 16 comuni riuniti dalla Riserva cerchiamo di completare i programmi di sviluppo sostenibile e di informazione, anche coinvolgendo le scuole». Tola snocciola i vantaggi garantiti dall’ingresso negli elenchi dell’Unesco: «Oltre all’immagine, ci sono i turisti che visitano l’area. Ora dobbiamo alzare il grado di consapevolezza e costruire un sistema». I costi, poi, sono contenuti: «Per realizzare il dossier non siamo andati oltre i 40mila euro ma il ministero dell’Ambiente ha destinato 30mila euro per la gestione del Parco». Intano, le “biosfere” italiane fanno sistema partendo dalla comunicazione: i responsabili di ogni sito hanno partecipato, al Circeo, a un corso di comunicazione. Obiettivo: una strategia unica per tutte le aree. Parola d’ordine: fare sistema.
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