Insularità, Senato pronto all’esame della legge
Il presidente della commissione Affari costituzionali rassicura i consiglieri: presto all’ordine del giorno
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CAGLIARI. Un anno abbondonante di purgatorio è più che sufficiente: la proposta di legge d’iniziativa popolare per il riconoscimento dell’insularità in Costituzione va sdoganata. Lo sarà, ha giurato Stefano Borghesi della Lega, presidente della commissione affari costituzionali del Senato. Ha preso l’impegno davanti agli inviati del Consiglio regionale che, a Roma, hanno conquistato se non una data almeno la certezza che il testo sarà messo all’ordine del giorno. «Abbiamo ottenuto un ottimo risultato», è stato il commento a caldo del presidente commissione speciale per l’insularità, Michele Cossa dei Riformatori, e degli altri inviati: Dario Giagoni, Lega, Giuseppe Meloni, Pd, ed Eugenio Lai di Leu. A convincere Borghesi che i tempi sono ormai maturi è stato anche il fronte compatto dei senatori sardi: Gianni Marilotti, M5s, Lina Lunesu, Lega, Giuseppe Luigi Cucca, Italia Viva, ed Emilio Floris di Forza Italia. «Abbiamo dimostrato – è scritto in diversi comunicati – che la Sardegna si sta muovendo compatta e l’obiettivo comune per tutti è il ritorno del principio d’insularità in Costituzione, che invece è stato cancellato nel 2001».
Calendario. Nelle prossime settimane, la proposta di legge – sostenuta da oltre 200mila firme raccolte in Sardegna ma non solo – dovrebbe cominciare a muovere i primi passi. «Tutti i gruppi del Senato – ha sottolineato Marilotti – sono d’accordo perché in commissione affari costituzionali cominci la discussione sul testo presentato dal Comitato promotore». Non sarà di sicuro un percorso breve visti i diversi passaggi obbligatori quando il Parlamento decide di mettere mano alla Carta fondamentale della Repubblica, ma comunque «era indispensabile – hanno ribadito i commissari del Consiglio regionale – smuovere le acque dopo un anno di silenzio». Tutti i senatori hanno garantito il massimo appoggio ed è stato Marilotti a sollecitare, insieme agli altri parlamentari, che «nel calendario dei lavori della commissione di Palazzo Madama sia inserita anche l’insularità».
Tempi stretti. Al di là delle necessarie tappe previste dall’iter parlamentare, la commissione speciale del Consiglio regionale ha sollecitato «l’urgenza d’inserire il principio dell’insularità in Costituzione». Sarebbe questo «un passo fondamentale per consentire finalmente alla Sardegna di superare gli svantaggi dovuti alla condizione geografica e avere così a disposizione tutte le opportunità possibili per competere alla pari con le altre regioni italiane ed europee». È una priorità, la proposta di legge, ha ribadito il senatore Marilotti: «Siamo davanti a un bivio se vogliamo gettare le basi di un progetto futuro per una Sardegna più moderna, più competitiva, più giusta, più solidale. La mia idea – ha aggiunto – è che, partendo dal recupero della vera sovranità e dell’effettivo esercizio della specialità, possiamo essere in grado di proporre un modello di sviluppo basato sul sapere e sulla ricerca, sull’innovazione tecnologica, sulla green economy, e sulla valorizzazione di un sistema capace che integri fra loro i diversi territori della Sardegna». Giuseppe Luigi Cucca ha messo l’accento sul gioco di squadra che finora ha funzionato: «È fondamentale e tutti insieme dobbiamo continuare la barra dritta senza perderci strada facendo. Continuiamo a dimostrare che l’insularità è una battaglia di tutti, ripeto tutti, i sardi». (ua)
Calendario. Nelle prossime settimane, la proposta di legge – sostenuta da oltre 200mila firme raccolte in Sardegna ma non solo – dovrebbe cominciare a muovere i primi passi. «Tutti i gruppi del Senato – ha sottolineato Marilotti – sono d’accordo perché in commissione affari costituzionali cominci la discussione sul testo presentato dal Comitato promotore». Non sarà di sicuro un percorso breve visti i diversi passaggi obbligatori quando il Parlamento decide di mettere mano alla Carta fondamentale della Repubblica, ma comunque «era indispensabile – hanno ribadito i commissari del Consiglio regionale – smuovere le acque dopo un anno di silenzio». Tutti i senatori hanno garantito il massimo appoggio ed è stato Marilotti a sollecitare, insieme agli altri parlamentari, che «nel calendario dei lavori della commissione di Palazzo Madama sia inserita anche l’insularità».
Tempi stretti. Al di là delle necessarie tappe previste dall’iter parlamentare, la commissione speciale del Consiglio regionale ha sollecitato «l’urgenza d’inserire il principio dell’insularità in Costituzione». Sarebbe questo «un passo fondamentale per consentire finalmente alla Sardegna di superare gli svantaggi dovuti alla condizione geografica e avere così a disposizione tutte le opportunità possibili per competere alla pari con le altre regioni italiane ed europee». È una priorità, la proposta di legge, ha ribadito il senatore Marilotti: «Siamo davanti a un bivio se vogliamo gettare le basi di un progetto futuro per una Sardegna più moderna, più competitiva, più giusta, più solidale. La mia idea – ha aggiunto – è che, partendo dal recupero della vera sovranità e dell’effettivo esercizio della specialità, possiamo essere in grado di proporre un modello di sviluppo basato sul sapere e sulla ricerca, sull’innovazione tecnologica, sulla green economy, e sulla valorizzazione di un sistema capace che integri fra loro i diversi territori della Sardegna». Giuseppe Luigi Cucca ha messo l’accento sul gioco di squadra che finora ha funzionato: «È fondamentale e tutti insieme dobbiamo continuare la barra dritta senza perderci strada facendo. Continuiamo a dimostrare che l’insularità è una battaglia di tutti, ripeto tutti, i sardi». (ua)
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