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Solinas soddisfatto: l’isola può ripartire

CAGLIARI. Il governatore Christian Solinas l’ha ripetuto più volte nella conferenza stampa a due voci, insieme al ministro Boccia: «Dobbiamo sfruttare di più e meglio le opportunità che lo Statuto ci...

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CAGLIARI. Il governatore Christian Solinas l’ha ripetuto più volte nella conferenza stampa a due voci, insieme al ministro Boccia: «Dobbiamo sfruttare di più e meglio le opportunità che lo Statuto ci riconosce. È proprio in questo momento che dobbiamo rilanciare con forza il tema della nostra specialità senza avere paura. Grazie all’accordo firmato col Governo, non solo risparmieremo sugli accantonamenti, ma avremo a disposizione molte risorse. Ho fatto il calcolo, in tutto saranno 4 miliardi fra risparmi e finanziamenti aggiuntivi. La Regione li potrà spendere direttamente. Bene, ora spetta a noi, negli anni, mettere in fila tutti quei progetti indispensabili per uscire dalla crisi. Il primo che mi viene in mente sono i treni ad alta velocità. Il secondo? Le strade. Poi le scuole e i beni archeologici». Alla fine dell’incontro col governatore e con gli assessori della Giunta di centrodestra, al ministro Boccia del Pd è rimasta un’altra cosa da fare: convincere le opposizioni in Consiglio regionale della bontà dell’accordo. Impresa non facile visto che i partiti in minoranza a Cagliari sono lo scheletro della maggioranza di governo a Roma. Il vertice con il Pd, i 5 stelle, Leu e i Progressisti però non ha fugato le perplessità che, una settimana fa, le opposizioni avevano reso pubbliche con l’astensione sull’ordine del giorno di mandato pieno al governatore, «Vai a Roma e firma l’accordo», proposto dal centrodestra. Soprattutto Gianfranco Ganau e Cesare Moriconi del Pd, ma anche Massimo Zedda dei Progressisti, Desirè Manca dei 5 stelle e Daniele Cocco di Leu, sono usciti con gli stessi dubbi. «Ci aspettavamo di più soprattutto sui rimborsi degli accantonamenti e una dilazione dei finanziamenti molto meno lunga. D’ora in poi vigileremo con molta attenzione su come la Giunta spenderà i soldi. Sempre che non ci siano altre sorprese. Dello Stato è meglio non fidarsi a scatola chiusa». (ua)

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