denuncia di confimprenditori
Ottanta incompiute affossano l’edilizia
Il presidente Seddone: ferme opere per oltre 230 milioni di euro
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NUORO. Uno studio di Confimprenditori Sardegna sulle opere pubbliche incompiute contribuisce a disegnare un quadro eloquente della difficile situazione dell’edilizia: emerge infatti che ben 80 opere sono in stato di abbandono. In una nota il direttore Gian Franco Seddone spiega che si parla di «lavori dati in appalto dal 1992 al 2018 con interesse della Regione per un importo complessivo di oltre 232 milioni di euro cosi ripartiti per provincia: Cagliari 106,3; Sassari 28,1; Oristano 25,3; Nuoro provincia 63,5; Nuoro città 8,9. Si tratta di scuole, parchi, centri ospedalieri, dighe, centri intermodali, riqualificazione di aree urbane, palazzetti dello sport e tante altre opere lasciate incompiute da circa venti anni. Secondo Seddone «la direzione regionale dei lavori pubblici, per niente preoccupata del danno, asserisce che le opere pubbliche incompiute possono avere un riutilizzo ridimensionato attraverso il completamento, anche con diversa destinazione rispetto a quella prevista». Spiega Seddone: «La legge 214/2011 salva tutti, dagli addetti ai controlli a quella della mancata direzione dei lavori e questo dimostra quanto venga ignorata la portata del fenomeno. Prevede il riuso delle opere incompiute, ma per l’inizio dei lavori forse occorreranno altri 20 anni. E chissà con quali spese per le modifiche». Infine: «Questa è l'amministrazione della Regione, che finanzia le opere pubbliche senza un adeguato controllo. Non ci sono responsabili, nessuno paga. Continua cosi la crisi dell’edilizia, a farne le spese sono centinaia di disoccupati che da anni attendono la ripresa di un asse portante dell'economia sarda». (a.palm.)
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