Centri antiviolenza in Sardegna: «Ora più risorse»
Interrogazione del deputato Vallascas (M5S): "Nell'isola pochi finanziamenti e fondi sbloccati sempre in grave ritardo"
SASSARI. «Fondi statali insufficienti a garantire operatività e continuità del servizio, con l’aggravante dell’inaccettabile ritardo di trasmissione delle risorse. Una situazione che colpisce anche le realtà virtuose come la Sardegna, tra le prime ad attivare una rete tra i Centri antiviolenza».
Il deputato del M5s, Andrea Vallascas, ha presentato un’interrogazione al ministro per le Pari opportunità sui fondi che lo Stato trasferisce alle Regioni. «Nel 2017 – spiega Vallascas – le risorse stanziate erano circa 12 milioni di euro, tra fondi per l’istituzione di nuovi centri e il finanziamento di case rifugio e centri in attività. Alla Sardegna, dove sono operativi otto centri, di cui cinque con casa rifugio, per il 2018, sono arrivati 545 mila euro su uno stanziamento complessivo di circa 20 milioni. I fondi statali vengono integrati con quelli regionali. All’insufficienza delle risorse – prosegue – si aggiunge il problema dei ritardi sui trasferimenti. Le risorse per il 2017, ad esempio, sono state sbloccate a settembre 2018. Di conseguenza, le Regioni hanno avuto la disponibilità delle risorse tra ottobre e dicembre. Per l’erogazione, i Centri hanno dovuto attendere i tempi tecnici degli uffici regionali».
«Come hanno più volte denunciato le associazioni – aggiunge Vallascas – le risorse non bastano per garantire l’assistenza e la protezione alle donne, con gravi ripercussioni sulla continuità del servizio. Al Ministro chiediamo più risorse e più rapidità».
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