Cagliari verso la tassa di soggiorno
La proposta del sindaco Truzzu: «Prima però ci confronteremo con i cittadini»
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CAGLIARI . Cagliari ha scelto ed è pronta a introdurre la tassa di soggiorno, come del resto capita in diverse città e paesi a vocazione turistica dell’isola, anche se ancora c’è un margine di ragionamento da superare. L’annuncio dell’ingresso del capoluogo nel gruppo è arrivato direttamente dal sindaco, Paolo Truzzu (Fdi), in occasione del Salone nazionale del turismo extra-alberghiero che in questi giorni è in corso di svolgimento nei padiglioni della Fiera. Per il momento c’è l’intenzione, che potrebbe anche essere quantificata in un contributo di 1 euro per chi soggiorna in città, ma la nuova tassa, ha subito chiarito il primo cittadino, non verrà imposta d’ufficio ma verrà ufficializzata solo dopo «un confronto e con la piena collaborazione delle associazioni di categoria». «Il turismo cresce - spiega Truzzu in un post su Facebook - è un pezzo importante della nostra economia, e l’extra-alberghiero si conferma un settore trainante in città. Nel 2018 – ricorda ancora il sindaco – Cagliari ha fatto realizzare quasi 600mila presenze e quest’anno le supereremo sicuramente. Con un euro a testa – sottolinea ancora Truzzu – potremo finanziaria la Dmo (Destination management organization, ndr), migliorare la promozione turistica della città, migliorare i servizi di accoglienza ma anche incentivare l’occupazione e le attività produttive della città». L’idea, dunque, è matura anche se prima di prendere una forma definitiva dovrà essere condivisa.
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