La Nuova Sardegna

Alunna rischia di soffocare salvata dalla maestra

di Claudio Zoccheddu
Alunna rischia di soffocare salvata dalla maestra

Una caramella di traverso non permetteva a una bimba di 7 anni di respirare La docente l’ha subito soccorsa e le ha praticato la manovra di Heimlich

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VILLA SANT’ANTONIO. È stato un attimo ma è bastato a evitare una tragedia. Il merito è tutto di una maestra della scuola primaria di Villa Sant’Antonio, una delle sedi staccate dell’Istituto comprensivo di Ales, che prima ha compreso con un solo sguardo il problema di una sua alunna di appena 7 anni, poi l’ha accompagnata fuori dall’aula dove le ha praticato con successo la manovra di Heimlich, una tecnica di primo soccorso utilizzate per liberare le vie aeree ed evitare la morte per soffocamento. Che poi era quello che stava per accadere, per colpa di una caramella mangiata durante una festa di compleanno di un compagnetto della sfortunata alunna.

Il racconto. I dettagli della storia non sono ancora entrati nei verbali scolastici ma la dirigente dell’Istituto comprensivo, Annalisa Frau, racconta quello che le ha detto la maestra a fine mattinata: «È successo tutto in un attimo. La docente ha incrociato lo sguardo della piccola che non le ha parlato ma ha comunque capito che c’era qualcosa che non andava. Allora si è avvicinata velocemente e, quando si è accorta che stava soffocando, l’ha portata fuori dalla classe e le ha praticato la manovra di Heimlich. Per fortuna la bambina ha rimesso e si è ripresa all’istante». Subito dopo l’incidente, il personale scolastico ha contatto la madre dalla bambina che ha raggiunto Villa Sant’Antonio per controllare di persona le condizioni della figlia: «La bambina stava bene, si era già ripresa – aggiunge la dirigente – e allora la mamma, insieme alla docente, ha deciso di lasciarle terminare la giornata di scuola, come se nulla fosse accaduto». Qualcosa, però, è accaduto e senza l’intervento della maestra una normale mattinata di lezioni si sarebbe trasformata in un incubo senza ritorno: «Tutto merito della prontezza di riflessi e del sangue freddo della docente. È stata bravissima ad accorgersi con un solo sguardo che la sua alunna avesse qualcosa che non andava ma lo è stata ancor di più quando si è trattato di praticare la manovra di primo soccorso. Non si tratta di un’operazione semplice, a maggior ragione quando si tratta di eseguirla su una bambina. Serve sapere dove mettere le mani ed è necessario dosare la forza – spiega Annalisa Frau –. Ovviamente il personale partecipa ai corsi di primo soccorso, anche se non tutto. L’esperienza di oggi però ci ha fatto riflettere sulla necessità di estendere i corsi, perché un’eventualità di questo tipo può capitare in ogni momento ed è necessario farsi trovare preparati, come è successo nella sede di Villa Sant’Antonio».

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