Vertice Solinas-Qatar al centro gli investimenti
Il governatore ha incontrato i vertici dei fondi finanziari del Paese arabo Sul tavolo la Costa Smeralda, il futuro di Air Italy, e l’ospedale Mater Olbia
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CAGLIARI. La nota asettica della Regione parla di un incontro tra il governatore Christian Solinas e il Ceo della Qatar foundation endowmnet Fahad Al-Naimi, e quello della Qatar foundatio investment Tidu Maini. Ma dentro le stanze di Villa Devoto si è discusso a lungo delle partite che la superpotenza del Golfo arabo ha aperte nell’isola.
Tre gli investimenti chiave che il Qatar ha in Sardegna. La Costa Smeralda, Air Italy e il Mater Olbia. Da sempre il Qatar ha cercato di diversificare il suo portafoglio e ha investito in aziende differenti dal suo core business, la produzione e la vendita di gas. In Sardegna ha messo piede con l’acquisto della Costa Smeralda. Ma i sogni dell’emiro, avere regole meno complicate per gli interventi immobiliari in Costa, sono sempre rimasti frustrati dalle rigide norme urbanistiche della Regione. Il Ppr in questi anni è stato il custode fedele dell’ambiente, ma per il grande investitore arabo ha anche reso quasi impossibile portare a termine alcuni interventi chiave per lo sviluppo turistico dell’ex impero dell’Aga Khan.
Il Mater Olbia resta l’investimento più acerbo. L’idea del Qatar, che ha creato una joint venture con il Bambin Gesù, è realizzare una struttura all’avanguardia che serva non solo per i sardi, ma che come eccellenza attiri il turismo sanitario. Ma serve un’intesa forte con la Regione. E c’è da superare la diffidenza di una parte della politica. Da una parte chi non ha troppo amore per un nord ovest dell’isola che da cenerentola della sanità può diventare regina. Dall’altra chi diffida della sanità privata.
Ma la partita più complicata in questi mesi sembra essere quella di Air Italy. Il Qatar è entrato nel mercato europeo con l’acquisto del pacchetto di maggioranza di Meridiana. Ma da quel momento la compagnia non solo ha cambiato nome, ma anche strategia. La base, almeno sulla carta intestata, è rimasta a Olbia, ma i suoi interessi sembrano sempre più lontani dalla Sardegna. L’hub principale spostato a Malpensa. L’apertura sempre più convinta alla trasformazione in un vettore internazionale che ha nei voli a lungo raggio il suo principale obiettivo. E una, neanche troppo nascosta, insofferenza al servizio in continuità territoriale tra Olbia, Roma e Milano. Vista da fuori la compagnia sembra pronta a non partecipare al prossimo bando, dopo avere per un anno coperto le due rotte senza compensazioni. Solinas e i vertici delle società sovrane del Qatar avranno parlato a lungo di questi aspetti. Ma il governatore si limita a dichiarazioni ad alta diplomazia. «All’incontro - fissato per discutere sulla possibilità di portare avanti un piano organico di investimenti a medio e lungo termine nei settori strategici di sviluppo dell’isola - era presente Lucio Rispo, responsabile per gli investimenti diretti di Qatar Foundation Endowment in Italia e amministratore delegato di Sardinia Healthcare and Research Properties», fa sapere la Regione. Solinas aggiunge. «La visita rappresenta un segnale di estrema attenzione e rinnovato interesse del Qatar per l’isola. La Sardegna vuole consolidare la sua immagine di terra ospitale e affidabile anche per gli interlocutori e investitori esteri».
Tre gli investimenti chiave che il Qatar ha in Sardegna. La Costa Smeralda, Air Italy e il Mater Olbia. Da sempre il Qatar ha cercato di diversificare il suo portafoglio e ha investito in aziende differenti dal suo core business, la produzione e la vendita di gas. In Sardegna ha messo piede con l’acquisto della Costa Smeralda. Ma i sogni dell’emiro, avere regole meno complicate per gli interventi immobiliari in Costa, sono sempre rimasti frustrati dalle rigide norme urbanistiche della Regione. Il Ppr in questi anni è stato il custode fedele dell’ambiente, ma per il grande investitore arabo ha anche reso quasi impossibile portare a termine alcuni interventi chiave per lo sviluppo turistico dell’ex impero dell’Aga Khan.
Il Mater Olbia resta l’investimento più acerbo. L’idea del Qatar, che ha creato una joint venture con il Bambin Gesù, è realizzare una struttura all’avanguardia che serva non solo per i sardi, ma che come eccellenza attiri il turismo sanitario. Ma serve un’intesa forte con la Regione. E c’è da superare la diffidenza di una parte della politica. Da una parte chi non ha troppo amore per un nord ovest dell’isola che da cenerentola della sanità può diventare regina. Dall’altra chi diffida della sanità privata.
Ma la partita più complicata in questi mesi sembra essere quella di Air Italy. Il Qatar è entrato nel mercato europeo con l’acquisto del pacchetto di maggioranza di Meridiana. Ma da quel momento la compagnia non solo ha cambiato nome, ma anche strategia. La base, almeno sulla carta intestata, è rimasta a Olbia, ma i suoi interessi sembrano sempre più lontani dalla Sardegna. L’hub principale spostato a Malpensa. L’apertura sempre più convinta alla trasformazione in un vettore internazionale che ha nei voli a lungo raggio il suo principale obiettivo. E una, neanche troppo nascosta, insofferenza al servizio in continuità territoriale tra Olbia, Roma e Milano. Vista da fuori la compagnia sembra pronta a non partecipare al prossimo bando, dopo avere per un anno coperto le due rotte senza compensazioni. Solinas e i vertici delle società sovrane del Qatar avranno parlato a lungo di questi aspetti. Ma il governatore si limita a dichiarazioni ad alta diplomazia. «All’incontro - fissato per discutere sulla possibilità di portare avanti un piano organico di investimenti a medio e lungo termine nei settori strategici di sviluppo dell’isola - era presente Lucio Rispo, responsabile per gli investimenti diretti di Qatar Foundation Endowment in Italia e amministratore delegato di Sardinia Healthcare and Research Properties», fa sapere la Regione. Solinas aggiunge. «La visita rappresenta un segnale di estrema attenzione e rinnovato interesse del Qatar per l’isola. La Sardegna vuole consolidare la sua immagine di terra ospitale e affidabile anche per gli interlocutori e investitori esteri».
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