La Nuova Sardegna

Stangata su Auchan-Conad stop per gli iper nell’isola

di Silvia Sanna
Stangata su Auchan-Conad stop per gli iper nell’isola

Paletti dell’Antitrust: il colosso non potrà gestirli tutti, Olbia il più a rischio

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SASSARI. La stangata è arrivata e per i dipendenti da mesi nel limbo ha il tocco di una ginocchiata sui denti: l’Antitrust ha stabilito che dei 269 punti vendita (tra piccoli negozi e ipermercati) ex Auchan acquisiti da Conad, 147 sono a rischio. E tra questi ci sono i 4 iper sardi, tutti gestiti da Conad Nord Ovest, con quello di Olbia nella graticola più degli altri. Il motivo è la sovrapposizione delle insegne, con Conad che acquisirebbe una posizione eccessivamente dominante nel mercato della distribuzione alimentare violando così il sacrosanto principio della concorrenza. Sono queste le prime conclusioni dell’istruttoria avviata sull’operazione Auchan-Conad nei confronti di Bdc Italia. Quella dell’Authority non è una sentenza definitiva, ma il numero così alto di situazioni giudicate irregolari lascia intuire che le conseguenze saranno pesanti. Con Conad che sarà costretto a rinunciare a una parte consistente dei punti vendita compresi nel pacchetto firmato a giugno, cedendo le strutture ad altri operatori. Due le opzioni: la vendita (più probabile) oppure l’affitto. Dalla lettura del bollettino di 15 pagine dell’Antitrust pare certo che sarà questo il destino dell’ipermercato di Olbia.

L’Antitrust. La Sardegna occupa un posto di primo piano nel quadro nazionale di casi dubbi delineato dall’Antitrust. La valutazione si basa sui tempi di percorrenza: se il cliente impiega in auto meno di 20 minuti per coprire la distanza tra due punti vendita con la stessa insegna, vuol dire che in quel contesto c’è un eccesso di presenza di quell’operatore. Dopo Roma e Napoli, dove le quote di mercato Conad-Auchan aggregate raggiungono la percentuale record del 95-100%, spicca il caso Olbia. Nella città gallurese Conad è presente da tempo con un super store più tre supermercati con i quali copre già – dice l’Antitrust – il 25-30% del mercato. A questa percentuale si aggiunge il 45-50% di quote dell’ipermercato ex Auchan a Sa Marinedda: si raggiunge così il 75-80%, quota nettamente superiore alla soglia del 50% fissata dall’Antitrust con un margine di tolleranza globale fissato tra il 20 e il 25%. Extra soglia sono anche Sassari e Cagliari: nel primo caso con l’acquisizione dell’ipermercato ex Auchan a Predda Niedda Conad raggiunge il 65-70%. A Cagliari invece la situazione più critica è quella di Pirri, dove Conad inglobando l’iper Marconi arriva a quota 70-75%. Già salvo appare l’altro iper a Cagliari-Santa Gilla, che non a caso fa parte del pacchetto di 109 punti vendita per i quali il passaggio al colosso italiano è stato completato tra ottobre e l’inizio di novembre. Per gli altri tre la situazione è tutta da decidere. Con l’Antitrust che ha una posizione molto chiara: nei casi in cui le sovrapposizioni creino posizioni di netto dominio da parte di Conad, l’insegna della Margherita deve sparire. Significa che Conad non può affidare i punti vendita contestati agli imprenditori o al sistema di coop che formano la struttura piramidale del gruppo. Dovrà invece cederli ad altri marchi, ad altri operatori concorrenti. Tra questi, uno dei primi nomi che hanno iniziato a circolare è Carrefour, ma pare che il colosso francese in questo momento sia interessato ad acquisire solo strutture all’estero e non in Italia.

Incubo spezzatino. Lo dicevano da giugno e ora sono i primi a dolersi di avere azzeccato la previsione. I sindacati, nel manifestare dubbi sull’acquisizione prima del pronunciamento dell’Antitrust, avevano immaginato «che sarebbe finita con uno spezzatino, cioé con la comparsa di diverse insegne nei punti vendita – dice Cristiano Ardau, segretario regionale Uil Tucs – . Un disastro le cui conseguenze ricadranno sui dipendenti che vivono una situazione difficilissima, al lavoro senza alcuna certezza sul loro futuro. In ballo ci sono 15773 dipendenti, di cui 6197 sono stati dichiarati esuberi da Conad: tra loro ci sono 369 addetti sardi. Auchan ha chiuso l’operazione disinteressandosi dei dipendenti, Conad – che ha acquistato a un prezzo vantaggioso – ora avvia lo spezzatino. I numeri degli occupati ci dicono che questa è una delle principali vertenze aperte in Italia. Per questo – aggiunge Ardau – non può restare al tavolo del Mise, dove in occasione dell’ultimo incontro Conad ha dato i numeri degli esuberi – mettendo in chiaro che per 3105 lavoratori la ricollocazione appare complicata – e ha annunciato la riduzione delle aree vendita di tutti gli ipermercati. È tempo che il confronto passi al ministero del Lavoro e che il ragionamento coinvolga anche la presidenza del Consiglio».

I prossimi passi. I sindacati Cgil Cisl e Uil regionali hanno inoltrato una richiesta urgente di incontro a Conad Nord Ovest. Nel frattempo già oggi si svolgerà l’audizione di Conad all’Antitrust con l’amministratore delegato Francesco Pugliese che risponderà alle obiezioni e ai paletti sollevati dall’Autorità garante per la concorrenza. Poi ci saranno ulteriori 45 giorni prima della sentenza definitiva. Un mese e mezzo di passione per i lavoratori, sempre più sulla graticola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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