Cave in crisi, la Regione lancia i “marmo bond”
di Simonetta Selloni
Gli imprenditori potranno avere un anticipo di liquidità dando come garanzia il materiale non venduto
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OROSEI. Per fronteggiare gli agguerriti mercati esteri, in particolare la Turchia dove solo negli ultimi anni sono state aperte duemila cave, il comparto del marmo di Orosei – 1100 occupati tra diretto e indotto – avrà un sostegno importante dalla Regione. È pronto infatti un piano “marmo bond”, un sistema già applicato all’agricoltura con i “pecorino bond”. Gli imprenditori del settore potranno così avere un’anticipazione di liquidità che permetterà di limitare gli effetti della crisi. Mentre la Regione avrà in garanzia il marmo stoccato e non ancora venduto.
È questa una delle soluzioni prospettate nel corso della riunione della quinta commissione Attività produttive del Consiglio regionale. Marmo stoccato e non ancora venduto. Sono emersi primi segnali positivi dalla riunione in V Commissione Attività produttive del Consiglio regionale tenuta giovedì 21 novembre a Cagliari per analizzare le gravi problematiche del comparto del marmo di Orosei. Oltre che il presidente della Commissione, Piero Maieli, c’erano gli assessori alla regionali alla Programmazione Giuseppe Fasolino, al Lavoro Alessandra Zedda e all’Industria Anita Pili e diversi consiglieri regionali tra cui il consigliere regionale di Orosei Franco Mula, che sta seguendo con attenzione le problematiche del settore cave. E c’erano gli imprenditori del comparto cave, con il presidente di Confindustria della Sardegna centrale, Giovanni Bitti.
«Oggi sono stati fatti importanti passi avanti per garantire un presente e un futuro a un comparto industriale fondamentale per il territorio e tutta la Sardegna – ha detto il presidente Bitti al termine della riunione –. Abbiamo portato a casa un risultato inaspettato. Ciò che serve sono impegni concreti e la disponibilità a dare immediatamente gambe ai tanti dossier aperti e fermi da troppo tempo. Siamo soddisfatti dell’attenzione che la Commissione e gli assessori presenti hanno mostrato. Nel corso della riunione sono stati approfonditi alcuni temi, soprattutto quelli attinenti alla perdurante crisi di mercato con i connessi risvolti occupazionali. Confindustria e gli imprenditori si sono presentati con una serie di proposte, alcune delle quali accolte in Commissione e sostenute dagli assessori, e questo per noi è un primo risultato positivo che ci dà fiducia».
Al di là del “marmo bond”, gli imprenditori hanno chiesto che si spendano subito i 7,7 milioni di euro stanziati per il rilancio del comparto del Nuorese. Commissione e assessori si sono impegnati a costituire una unità operativa che si occupi esclusivamente del comparto cave di Orosei. È inoltre emersa la disponibilità a valutare l’obbligatorietà dell’uso in sede di appalti pubblici dei materiali secondari di lavorazione del marmo. Mentre, ha detto l’assessore Faslini, «A lungo termine potremo prevedere un intervento per la riduzione delle tassazione intervenendo anche sulla quota Irpef. Sulla questione sarà creato un gruppo di lavoro per cercare di individuare le soluzioni migliori».
È questa una delle soluzioni prospettate nel corso della riunione della quinta commissione Attività produttive del Consiglio regionale. Marmo stoccato e non ancora venduto. Sono emersi primi segnali positivi dalla riunione in V Commissione Attività produttive del Consiglio regionale tenuta giovedì 21 novembre a Cagliari per analizzare le gravi problematiche del comparto del marmo di Orosei. Oltre che il presidente della Commissione, Piero Maieli, c’erano gli assessori alla regionali alla Programmazione Giuseppe Fasolino, al Lavoro Alessandra Zedda e all’Industria Anita Pili e diversi consiglieri regionali tra cui il consigliere regionale di Orosei Franco Mula, che sta seguendo con attenzione le problematiche del settore cave. E c’erano gli imprenditori del comparto cave, con il presidente di Confindustria della Sardegna centrale, Giovanni Bitti.
«Oggi sono stati fatti importanti passi avanti per garantire un presente e un futuro a un comparto industriale fondamentale per il territorio e tutta la Sardegna – ha detto il presidente Bitti al termine della riunione –. Abbiamo portato a casa un risultato inaspettato. Ciò che serve sono impegni concreti e la disponibilità a dare immediatamente gambe ai tanti dossier aperti e fermi da troppo tempo. Siamo soddisfatti dell’attenzione che la Commissione e gli assessori presenti hanno mostrato. Nel corso della riunione sono stati approfonditi alcuni temi, soprattutto quelli attinenti alla perdurante crisi di mercato con i connessi risvolti occupazionali. Confindustria e gli imprenditori si sono presentati con una serie di proposte, alcune delle quali accolte in Commissione e sostenute dagli assessori, e questo per noi è un primo risultato positivo che ci dà fiducia».
Al di là del “marmo bond”, gli imprenditori hanno chiesto che si spendano subito i 7,7 milioni di euro stanziati per il rilancio del comparto del Nuorese. Commissione e assessori si sono impegnati a costituire una unità operativa che si occupi esclusivamente del comparto cave di Orosei. È inoltre emersa la disponibilità a valutare l’obbligatorietà dell’uso in sede di appalti pubblici dei materiali secondari di lavorazione del marmo. Mentre, ha detto l’assessore Faslini, «A lungo termine potremo prevedere un intervento per la riduzione delle tassazione intervenendo anche sulla quota Irpef. Sulla questione sarà creato un gruppo di lavoro per cercare di individuare le soluzioni migliori».
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