A New York contro dazi e finto Romano
C’era anche il Consorzio di tutela del pecorino romano, con i vicepresidenti Gianni Maoddi (foto) e Leonardo Tilocca, all’evento #Istandwithitalianfood, organizzato in occasione della IV Settimana...
1 MINUTI DI LETTURA
C’era anche il Consorzio di tutela del pecorino romano, con i vicepresidenti Gianni Maoddi (foto) e Leonardo Tilocca, all’evento #Istandwithitalianfood, organizzato in occasione della IV Settimana della cucina italiana nel mondo, nel prestigioso Institute of culinary education di New York. Ovvero nella terra che più apprezza questo formaggio, delle 30.000 tonnellate (1 milione di forme) prodotte quasi il 50% finisce sulle tavole degli americani. Ma è anche quella del Romano cheese, prodotto ovviamente di imitazione, fatto in America con latte di vacca, come quello importato dal Sud America o dell’Est Europa, che niente hanno in comune con il pecorino romano. «La difesa della Dop è un impegno quotidiano del Consorzio», ha sottolineato Maoddi anche nella Grande Mela. E del mese scorso lo scampato pericolo dall’introduzione dei dazi sull’importazione dei prodotti caseari europei. A New York il Consorzio ha detto che non si deve abbassare la guardia: «Ci auguriamo che nei prossimi mesi il preannunciato sistema del “carosello” non penalizzi il nostro prodotto, sarebbe un danno incalcolabile per l’intero sistema produttivo che l’isola non può permettersi». (a.palm.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
