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Un colosso mondiale leader della distribuzione

Un colosso mondiale leader della distribuzione

Gestisce 73 milioni di contratti ma è pronto a rinnovare il modello aziendale con le fonti alternative

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MILANO . Una multinazionale che è diventata la più grande società di distribuzione energetica del mondo e in grado di gestire qualcosa come 73 milioni di contratti divisi su una platea di circa 160 milioni di persone raggiunte dal servizio. Enel è anche il primo produttore mondiale di energia da fonti rinnovabili con la capacità di mettere in circolo 46 gigawatt di energia pulita in tutto il pianeta. Nel 2015 il gruppo ha dato una svolta al pacchetto di investimenti, rivoluzionando il modello di crescita e puntando su numerosi progetti “rinnovabili”, magari più piccoli ma decisamente più flessibili e orientati a un futuro di sostenibilità ambientale ed economica . Un investimento che ha triplicato i gigawatt “puliti” prodotti in un anno, da 1 nel 2015 a 3 nel 2019. Con la prospettiva più che concreta che la produzione da fonti rinnovabili raggiunga il 50 per cento del totale entro la fine dell’anno.

Ci sono poi le recenti acquisizioni, come quella di Enel Distribuição São Paulo in Basile, che ha portato in dote 12 milioni di nuovi clienti che garantiscono consumi sempre in aumento e ci sono anche i progetti di mobilità sostenibile di Enel X. Un insieme di programmi e progetti che hanno consentito al gruppo di aumentare il suo spread per la creazione di valore (la differenza di rendimento sul capitale investito e il costo medio ponderato del capitale), salito a 370 punti base contro i 120 del 2015. Risultati che hanno permesso a Enel di raddoppiare i dividendi per azione corrisposti tra il 2015 e il 2019, con la possibilità di introdurre un dividendo minimo garantito dal 2017. E sempre fra il 2015 e il 2019, il prezzo delle azioni Enel è aumentato del 90 per cento. Uno sfondo in cui si muove su gambe sicure il programma di sviluppo delle fonti rinnovabili, di cui Enel è fermamente convinta perché si tratta di un mercato potenzialmente sconfinato: «Non ci sono vincoli di crescita sulle rinnovabili, non ci sono limiti – ha spiegato l’Ad Starace –. Piuttosto può esserci qualche problema sulla distribuzione. Noi proseguiremo la nostra crescita costante. L’unico limite sono le presone in gamba in grado di portare avanti progetti di questo tipo. Noi ci riusciremo entro il 2025 perché andando avanti nel tempo sarà sempre meno complicato trovare alternative». E rinnovabili. (c.z.)

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