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Continuità marittima: la Regione sarà coinvolta

Continuità marittima: la Regione sarà coinvolta

L’assessore Todde: «Previsto un tavolo permanente con il ministero»

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SASSARI. Il governo non sembra avere proprio il timone in mano della nuova continuità marittima. Qualche giorno fa il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut aveva tracciato un quadro preciso su come l’esecutivo si stesse muovendo sulla nuova convenzione. Nessuna proroga, telaio della proposta già pronto e mostrato all’Ue in attesa di un primo riscontro.

Ma la ministra Paola De Micheli ha tutta un’altra verità. La presenta al governatore Christian Solinas e all’assessore ai Trasporti Giorgio Todde. Il governo ha iniziato ora a discutere della nuova convenzione e la vuole costruire insieme alla Regione.

La conferma arriva dall’assessore Todde. «C’è un dialogo molto positivo con il ministero per tutte le questioni che riguardano la continuità marittima e aerea – dice Todde –. In questi giorni il faccia a faccia ha portato a ulteriori risultati. Abbiamo chiesto e ottenuto che venga istituito un tavolo permanente tra direzione generale del ministero dei trasporti e assessorato regionale. Servirà per elaborare la nuova continiutà marittima. Il ministero ci ha garantito che il parere della Regione sarà sempre tenuto in considerazione. Ho trovato una totale apertura. E questo non può farmi che piacere».

Ma è evidente che il ministero è ancora molto indietro sulla nuova continuità marittima. «Ci hanno assicurato che il servizio non sarà interrotto – continua l’assessore –. Si troverà il modo per non fermare la continuità. Ma certo qualche preoccupazione la abbiamo. È innegabile. Non voglio fare polemica, al contrario. Il clima è molto positivo, ma i tempi per fare l’indagine di mercato non saranno brevissimi e non si può non tenere conto di questo aspetto».

E che il governo non sia molto avanti con il lavoro lo dimostra anche il fatto che non esiste un modello già pronto su cui il ministero ha deciso di portare. «Non ce ne è stato proposto nessuno – spiega Todda –. Noi abbiamo le nostre idee e le nostre preferenze, le presenteremo nel tavolo permanente. Speriamo siano condivise e sostenute anche davanti all’Europa dal governo. Oggi Bruxelles e i suoi divieti sembrano il principale ostacolo ai modelli di continuità che non penalizzino i sardi e la loro economia. Per noi avere una continuità dei passeggeri e delle merci rimane uno dei punti fondamentali. Per questo la nostra attenzione sarà massima su questo tema».

Ma il governo qualche punto fermo sembra averlo già messo. L’idea che prevale, qualunque sia il modello adottato, è spacchettare le rotte e fare bandi ad hoc per ogni tratta. Si vuole evitare il monopolio e si vuole evitare anche che tutte le rotte finiscano, come ora, gestite da una sola compagnia. C’è ancora da capire se la nuova Continuità ricalcherà quella attuale, che prevede una compensazione alla compagnia che gestisce la rotta, o se le risorse saranno investite in modo diverso, magari con un buono per ogni passeggero, che in autonomia decide a quale compagnia affidarsi. (l.roj)

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