Reddito di cittadinanza aiuto per 40mila famiglie
Le percentuali di accesso alla misura di sostegno superano quelle nazionali Quota 100, sono 5mila i lavoratori che hanno aderito alla nuova pensione
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SASSARI. Il tenore di vita dei sardi è sempre più basso. Purtroppo non è una novità ma ora c’è la conferma da una fonte ufficiale, l’Inps, che spiega la situazione sarda con i dati relativi al reddito di cittadinanza. Nell’isola, infatti, hanno accesso alla misura di contrasto alla povertà circa quarantamila famiglie che ricevono un pagamento medio di 489,82 euro. Purtroppo i dati relativi alla rilevazione sono recenti e risalgono ad appena un mese fa. Nonostante la contemporaneità degli accertamenti, i numeri relativi al reddito di cittadinanza hanno confermato quelli altrettanto preoccupanti misurati dal Rei, il reddito d’inclusione che aveva fatto registrare tra i residente un’incidenza del 3 per cento contro il 2,2 della media nazionale. Nell’isola, poi, il Rei era stato affiancato dal Reis, il reddito di inclusione sociale. E siccome i sardi non sono molti, sapere che quarantamila famiglie ricevono il reddito di cittadinanza rende quasi drammatica l’incidenza del Reddito di cittadinanza sull’economia delle famiglie.
Inps. A scattare l’istantanea della povertà in Sardegna è stata la direttrice regionale dell’Inps, Cristina Deidda, che ha presentato i dati insieme al presidente dell’istituto nazionale della previdenza sociale, Pasquale Tridico. «Se pensiamo che la popolazione della Sardegna è pari a un quartiere di Roma – ha spiegato Cristina Deidda – capiamo come queste misure di contrasto della povertà sono vive e forti in questa Regione che ha peculiarità e criticità che vanno affrontate. Dunque, il dato assoluto e freddo ci vede in linea, rapportato invece alla realtà territoriale ci vede molto più in alto nell’erogazione di questo tipo di prestazione». A destare preoccupazione c’è la percentuale della povertà in Sardegna prodotta dalla direttrice dell’Inps: «Sulla base dei dati Istat il numero di famiglie sarde considerate povere in termini relativi è pari al 17,3 per cento – ha concluso Cristina Deidda – a fronte di un dato nazionale che si attesta al 12,3 per cento».
Le pensioni. In Sardegna ci sono oltre cinquecentomila assicurati e 422mila pensionati previdenziali, questi ultimi suddivisi tra 322mila pensioni private e circa centomila pubbliche. L’Inps gestisce prestazioni per 4,9 miliardi e vanta un ammontare in entrate stimato in 1,9 miliardi. Numeri, questi, che mettono in luce un’evidente ed enorme discrepanza fra entrate e uscite. Quanto alla presenza dell’ente nel territorio, la Sardegna può fare riferimento a 28 strutture in cui, alla fine del 2018, lavoravano 799 dipendenti
Quota 100. Oltre al reddito di cittadinanza c’è un altro provvedimento entrato in vigore nel 2019: il trattamento pensionistico noto come “Quota 100”. L’adesione nell’isola è stata pari al 60 per cento che tradotto in termini di popolazione significano cinquemila persone, un tasso inferiore rispetto alle previsioni e comunque in linea con il dato nazionale. Da gennaio a ottobre, in tutta Italia, hanno avuto accesso alla pensione anticipata circa 132 mila persone. L’adesione però non ha avuto l’effetto collaterale previsto perché sono stati registrati 250 mila assunti in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. (c.z.)
Inps. A scattare l’istantanea della povertà in Sardegna è stata la direttrice regionale dell’Inps, Cristina Deidda, che ha presentato i dati insieme al presidente dell’istituto nazionale della previdenza sociale, Pasquale Tridico. «Se pensiamo che la popolazione della Sardegna è pari a un quartiere di Roma – ha spiegato Cristina Deidda – capiamo come queste misure di contrasto della povertà sono vive e forti in questa Regione che ha peculiarità e criticità che vanno affrontate. Dunque, il dato assoluto e freddo ci vede in linea, rapportato invece alla realtà territoriale ci vede molto più in alto nell’erogazione di questo tipo di prestazione». A destare preoccupazione c’è la percentuale della povertà in Sardegna prodotta dalla direttrice dell’Inps: «Sulla base dei dati Istat il numero di famiglie sarde considerate povere in termini relativi è pari al 17,3 per cento – ha concluso Cristina Deidda – a fronte di un dato nazionale che si attesta al 12,3 per cento».
Le pensioni. In Sardegna ci sono oltre cinquecentomila assicurati e 422mila pensionati previdenziali, questi ultimi suddivisi tra 322mila pensioni private e circa centomila pubbliche. L’Inps gestisce prestazioni per 4,9 miliardi e vanta un ammontare in entrate stimato in 1,9 miliardi. Numeri, questi, che mettono in luce un’evidente ed enorme discrepanza fra entrate e uscite. Quanto alla presenza dell’ente nel territorio, la Sardegna può fare riferimento a 28 strutture in cui, alla fine del 2018, lavoravano 799 dipendenti
Quota 100. Oltre al reddito di cittadinanza c’è un altro provvedimento entrato in vigore nel 2019: il trattamento pensionistico noto come “Quota 100”. L’adesione nell’isola è stata pari al 60 per cento che tradotto in termini di popolazione significano cinquemila persone, un tasso inferiore rispetto alle previsioni e comunque in linea con il dato nazionale. Da gennaio a ottobre, in tutta Italia, hanno avuto accesso alla pensione anticipata circa 132 mila persone. L’adesione però non ha avuto l’effetto collaterale previsto perché sono stati registrati 250 mila assunti in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. (c.z.)
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