l’ex governatore alla commissione
Soru: sì al principio di insularità ma usiamo meglio l’autonomia
CAGLIARI. L’insularità? Il principio di sicuro è sacrosanto. Ma «la verità è che da troppo tempo non usiamo bene l’autonomia che abbiamo». L’ha detto l’ex governatore Renato Soru nell’aula della...
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CAGLIARI. L’insularità? Il principio di sicuro è sacrosanto. Ma «la verità è che da troppo tempo non usiamo bene l’autonomia che abbiamo». L’ha detto l’ex governatore Renato Soru nell’aula della commissione speciale del Consiglio regionale, presieduta da Michele Cossa, che nei giorni scorsi s’era confrontata anche con un altro ex presidente, Francesco Pigliaru. «Sono consapevole – ha esordito Soru – di rappresentare una posizione minoritaria nel dibattito sull’insularità. Mi spiego: questo tema rischia di portarci fuori campo invece che dentro il campo. Piuttosto dovremmo concentrarci sul fatto che non sappiamo usare bene quanto abbiamo e neanche sfruttiamo al meglio le risorse a disposizione». Per proseguire: «Il mondo va avanti e cambia del tutto, richiedendo sempre soluzioni nuove a problemi nuovi. In base allo Statuto, abbiamo a disposizione molte competenze, ma alcune non servono più, mentre altre mancano e invece servirebbero. Quali? Dalle energie rinnovabili alle telecomunicazioni, dai trasporti alla scuola, dall’alta formazione e ai beni culturali. La centralità della questione ambientale, ad esempio, e la crescita delle energie rinnovabili, potrebbero permettere alla Sardegna di essere protagonista. Può darsi – ha concluso – che io sia un sognatore romantico, ma le cose le fanno i sognatori che ci mettono il cuore ed è questo che auguro alla politica sarda».
Nelle conclusioni, il presidente della commissione, Cossa, ha ricordato che «questa battaglia è nata spontanea in risposta alle pretese delle Regioni del Nord. La Sardegna ha risposto subito, per richiamare l’attenzione sui troppi e storici problemi che bloccano ancora lo sviluppo».
Nelle conclusioni, il presidente della commissione, Cossa, ha ricordato che «questa battaglia è nata spontanea in risposta alle pretese delle Regioni del Nord. La Sardegna ha risposto subito, per richiamare l’attenzione sui troppi e storici problemi che bloccano ancora lo sviluppo».
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