Dagli Orfei a Greta: il creativo della pizza fa sorridere Sassari
di Luigi Soriga
Nicola Marongiu promuove il suo “Pizza al metro” sul web: «Se le idee funzionano sui social le trasformo in manifesti»
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SASSARI. Era giugno e le amministrative di Sassari arredavano le pareti della città. È lì che è comparso per la prima volta: testa lucida, giacca e cravatta, braccia conserte, e l’aria sicura di chi sa cosa vogliono i propri elettori. “Vota Pizzalmetro, consegna a domicilio”. Sindaco subito, hanno detto in tanti. E da quel momento Nicola Marongiu, 39 anni, fantasia che non stacca mai, continua a far i suoi blitz estemporanei da teppista della comunicazione. Si potrebbero definire instant spot, un po’ come gli instant book che surfano l’onda della cronaca. Lui coglie l’attimo e lo trasforma in pubblicità.
L’ultimo meme, un mesetto fa: Nicola Marongiu, questa volta per nulla pelato, ma con cuffietta e lunghe treccine che calano indignate sul mondo, lo sguardo di disapprovazione di una Greta Thunberg: e il messaggio ecosostenibile al pianeta che recita così: “Basta con l’abuso di carne, una pizza salverà il mondo”.
Ma a parte la margherita, la vocazione ambientalista pulsa davvero. Arriva silenzioso a bordo di un monopattino elettrico: «Ormai mi muovo così, mi ha cambiato la vita, ho dimenticato la macchina». Diplomato alle commerciali, di mestiere imprenditore, ristoratore, inventore, papà, e da poco anche comunicatore, per anni ha sfornato prima fainè e poi pizza in via Usai, prima di capire che anche sfornare idee può essere divertente e redditizio. «I manifesti di Vota Pizzalmetro, nel mio piccolo, mi hanno dato un pizzico di notorietà. Mi fa sorridere che persone mai viste prima mi riconoscano e mi fermino. Qualcuno ha voluto addirittura farsi un selfie». Siccome il talento c’è, anche qualche politico si è fatto avanti per chiedere collaborazioni nella campagna elettorale. Ma trovare poi qualcuno disposto a pagare per le buone intuizioni, è un altro paio di maniche. E infatti Nicola Marongiu continua a dosare l’estro comunicativo: «Ho il terrore di diventare pesante, e quindi preferisco centellinare le mie idee. Se sono buone le pubblico sui social, se funzionano sui social le trasformo in manifesto».
È capitato che in città arrivasse il circo, e tappezzasse i muri di locandine. Anche Pizza al Metro gli fa subito il verso: Nicola Marongiu ha la cofana e gli orecchini di Moira Orfei, e annuncia la Grande Riapertura del locale. «Le idee in genere mi vengono la notte, anche se a dire il vero la mia testa non fa altro che macinare. Generalmente uso delle semplici app del telefono, con le quali ritocco le foto. Ma altre volte, come per Moira Orfei, mi serve più cura nei dettagli, e allora mi faccio aiutare da un’amica grafica. Con lei abbiamo scelto i caratteri del Circo, i colori giusti, in modo che il richiamo a quel mondo fosse immediato».
L’1 agosto l’astronauta italiano Luca Parmitano, dalla sua stazione orbitante, scatta delle foto col cellulare e posta su Facebook una immagine della Sardegna insolita e affascinante, presa dallo spazio. I neuroni di Nicola Marongiu cominciano a frullare: sulla foto aerea dell’isola aggiunge il segnapunto rosso di Google, con una geolocalizzazione precisa: Pizza al Metro a Sassari. «Quando gli ho fatto il meme – dice – avevo la risatina isterica, sicuro che avrebbe spaccato».
E infine l’ultima trovata, un “carpe diem” raffinato e non per tutti. A maggio, in occasione della Biennale, l’artista di strada Bansky allestisce un’installazione in piazza San Marco contro l’approdo delle grandi navi nella Laguna. Si finge ambulante, espone nove quadri sui cavalletti e in ognuno di loro è dipinto un pezzo della nave. Tempo un giorno e c’è la rivisitazione in chiave sassarese: dalle tele scompare la nave e si materializzano delle lettere dell’alfabeto. E il nome che compongono, neanche a dirlo, è quello di Pizza al Metro.
L’ultimo meme, un mesetto fa: Nicola Marongiu, questa volta per nulla pelato, ma con cuffietta e lunghe treccine che calano indignate sul mondo, lo sguardo di disapprovazione di una Greta Thunberg: e il messaggio ecosostenibile al pianeta che recita così: “Basta con l’abuso di carne, una pizza salverà il mondo”.
Ma a parte la margherita, la vocazione ambientalista pulsa davvero. Arriva silenzioso a bordo di un monopattino elettrico: «Ormai mi muovo così, mi ha cambiato la vita, ho dimenticato la macchina». Diplomato alle commerciali, di mestiere imprenditore, ristoratore, inventore, papà, e da poco anche comunicatore, per anni ha sfornato prima fainè e poi pizza in via Usai, prima di capire che anche sfornare idee può essere divertente e redditizio. «I manifesti di Vota Pizzalmetro, nel mio piccolo, mi hanno dato un pizzico di notorietà. Mi fa sorridere che persone mai viste prima mi riconoscano e mi fermino. Qualcuno ha voluto addirittura farsi un selfie». Siccome il talento c’è, anche qualche politico si è fatto avanti per chiedere collaborazioni nella campagna elettorale. Ma trovare poi qualcuno disposto a pagare per le buone intuizioni, è un altro paio di maniche. E infatti Nicola Marongiu continua a dosare l’estro comunicativo: «Ho il terrore di diventare pesante, e quindi preferisco centellinare le mie idee. Se sono buone le pubblico sui social, se funzionano sui social le trasformo in manifesto».
È capitato che in città arrivasse il circo, e tappezzasse i muri di locandine. Anche Pizza al Metro gli fa subito il verso: Nicola Marongiu ha la cofana e gli orecchini di Moira Orfei, e annuncia la Grande Riapertura del locale. «Le idee in genere mi vengono la notte, anche se a dire il vero la mia testa non fa altro che macinare. Generalmente uso delle semplici app del telefono, con le quali ritocco le foto. Ma altre volte, come per Moira Orfei, mi serve più cura nei dettagli, e allora mi faccio aiutare da un’amica grafica. Con lei abbiamo scelto i caratteri del Circo, i colori giusti, in modo che il richiamo a quel mondo fosse immediato».
L’1 agosto l’astronauta italiano Luca Parmitano, dalla sua stazione orbitante, scatta delle foto col cellulare e posta su Facebook una immagine della Sardegna insolita e affascinante, presa dallo spazio. I neuroni di Nicola Marongiu cominciano a frullare: sulla foto aerea dell’isola aggiunge il segnapunto rosso di Google, con una geolocalizzazione precisa: Pizza al Metro a Sassari. «Quando gli ho fatto il meme – dice – avevo la risatina isterica, sicuro che avrebbe spaccato».
E infine l’ultima trovata, un “carpe diem” raffinato e non per tutti. A maggio, in occasione della Biennale, l’artista di strada Bansky allestisce un’installazione in piazza San Marco contro l’approdo delle grandi navi nella Laguna. Si finge ambulante, espone nove quadri sui cavalletti e in ognuno di loro è dipinto un pezzo della nave. Tempo un giorno e c’è la rivisitazione in chiave sassarese: dalle tele scompare la nave e si materializzano delle lettere dell’alfabeto. E il nome che compongono, neanche a dirlo, è quello di Pizza al Metro.
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