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Dall’isola all’Uganda per dare speranza a tanti piccoli orfani

Dall’isola all’Uganda per dare speranza a tanti piccoli orfani

Il viaggio di due giovani di Muravera nel Paese africano  Aperta una raccolta fondi: «Qua manca tutto, aiutateci»

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SASSARI. L’idea di fare una semplice vacanza non li attirava più di tanto. Anzi, la loro idea evadeva dagli schemi classici e così Marco Farci ed Emanuele Tocchetti, entrambi di Muravera, hanno provato a cercare qualcosa di diverso: «Eravamo già stati in Zimbabwe con un’agenzia di viaggi ma ci siamo resi conto che in quel modo non potevamo incidere, se non nelle casse dell’agenzia». E allora, meglio il fai da te: «Ho iniziato a cercare qualche contatto su Internet – spiega Marco –. Fino a quando non ho trovato quello che cercavo: un piccolo orfanotrofio in Uganda gestito da una fondazione creata da una donna coraggiosa e onesta». I primi contatti sono stati soddisfacenti e anche il parere degli altri volontari non ha fatto altro che convincere i due ragazzi. A quel punto non restava che partire. Prima però Bisognava fare un po’ di spesa: «Sono tifoso del Cagliari – spiega ancora Marco – e non avevo digerito i cori razzisti contro Lukaku dell’Inter. Allora ho comparto un po’ di maglie nelle bancarelle vicine allo stadio, alcuni palloni e li ho portati in Uganda». Ecco perché negli spiazzi dell’orfanotrofio ci sono decine di piccoli Nainggolan che rincorrono un pallone del Cagliari. Ma l’idea migliore doveva ancora arrivare: «Una volta sbarcati in Uganda abbiamo iniziato a mandare qualche foto ai nostri amici – racconta Emanuele – e tutti ci chiedevano come potessero fare per dare una mano a questi bimbi. La cosa più semplice era organizzare una raccolta di fondi. L’abbiamo fatto e siamo molto soddisfatti». Contribuire è facilissimo e sicuro: è sufficiente digitare “https://www.gofundme.com/f/aiuta-un-piccolo-orfanotrofio-in-uganda” per raggiungere la pagina web oppure contattare i due ragazzi su Facebook. Loro, poi, resaranno in Uganda ancora un po’: «Vogliamo continuare a dare una mano. Qua c’è tanto da fare e oltre all’orfanotrofio che ospita una ventina di bambini c’è veramente poco. Basta uno sguardo per rendersi conto delle difficoltà che questa gente deve affrontare ogni giorno. Eppure, nonostante la miserie e le scarse prospettive non mancano mai i sorrisi, soprattutto nei più piccoli. Nonostante le difficoltà che hanno provato nelle loro breve vita da orfani e nonostante si alzino tutti i giorni alle 6 del mattino per andare a scuola, che raggiungono dopo due ore di viaggio, sono sempre felici. Ci stano insegnando tante cose che non dimenticheremo», spiegano i due ragazzi di Muravera che in Uganda lasceranno tanti piccoli amici, un po’ del loro cuore e tante maglie del Cagliari. Prima di chiudere una comunicazione difficile, i due ci tengono ad aggiungere qualcosa: «Siamo venuti ad aiutarli a casa loro, come esortano tanti. Ora speriamo che qualcuno copi la nostra idea». (c.z.)

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