Nel 2017 tragedia nello stesso ospedale
Un bambino morì in grembo alla madre prima di venire al mondo: la magistratura aprì un’indagine
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LANUSEI. La tragedia ha il volto desolato di un padre e una madre che non potranno mai abbracciare il loro piccolo. Un cesareo d’urgenza, un bimbo che non riuscirà mai a vedere la luce e una famiglia che piomba nel dolore più cupo. La peggiore tragedia che possa capitare a una donna che per nove mesi ha portato in grembo il proprio figlio si è consumata nell’ottobre del 2017 nel reparto di Ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Lanusei. Allora un bimbo morì nel grembo della madre prima di venire al mondo. In quell’occasione si trattò di “morte intrauterina del feto”: il che significa che quando l’equipe del reparto di Ostetricia del Nostra signora della Mercede intervenne per eseguire il cesareo d’urgenza il cuoricino del piccolo già non batteva più. Della vicenda si occupò la magistratura ogliastrina: la Procura della Repubblica di Lanusei aprì immediatamente un’inchiesta dopo la segnalazione fatta dal padre del bimbo e giunta a poche ore dal fatto. La magistratura dispose, inoltre una serie di esami e il sequestro della salma del piccolo, primogenito di una giovane coppia ogliastrina. Anche l’Assl di Lanusei avviò un’indagine interna per capire come fossero andate le cose al primo piano dell’ospedale dove un allegro e colorato reparto maternità attende le centinaia di mamme ogliastrine che ogni anno, anche se sempre di meno, si affidano alle cure del personale sanitario della struttura. Allora come oggi le domande si susseguono. Cosa è successo realmente in quelle drammatiche ore che hanno preceduto la morte del bimbo nel grembo della madre e la nascita della piccola Giovanna? Ci sono state delle avvisaglie che avrebbero potuto far prevedere le complicanze che poi hanno portato alla tragedia in un caso e all’emorragia nell’altro o si è trattato di una circostanza del tutto imponderabile? Sia che si sia trattato di un errore (e questo sarà la magistratura ad accertarlo) o di una disgraziata fatalità da una parte rimane l’immenso dolore di due genitori che non potranno mai abbracciare il loro bambino , dall’altra la sofferente attesa di un padre e una madre che temono per la sorte della loro bimba ricoverata in una culla del Policlinico. (g.f)
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