Nella nuova Finanziaria regionale 200 milioni d’entrate in più
È l’effetto dell’accordo di novembre con il Governo sugli accantonamenti. Ma la manovra è bloccata dai tempi lunghi della legge di stabilità nazionale
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CAGLIARI. Gran parte della Finanziaria regionale è ancora nelle mani del governo Conte. Se non sarà approvata prima la Legge di stabilità nazionale, saranno necessarie ancora diverse settimane, la Giunta avrà le mani legati. «È vero – conferma l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino – Vogliamo avere la certezza che ogni passaggio dell’accordo firmato a novembre sugli accantonamenti sia rispettato. Il ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia, ha confermato che il Governo presenterà un emendamento alla Manovra proprio per rispettare quel patto. Bene, lo vogliamo vedere e leggere». Comunque l’assessore sa da tempo quanti milioni la Sardegna avrà in più da spendere nella prossima Finanziaria. Per il 2020, saranno quasi 200 milioni fra accantonamenti risparmiati (153), arretrati (7) e contributi straordinari (33). «Le ultime due voci – sottolinea Fasolino – sono solo le prime rate di un accordo che prevede per i prossimi cinque anni 412 milioni di arretrati e un miliardo e mezzo fino al 2033 per gli investimenti. Poi ci sono i 111 per l’edilizia sanitaria e i 10 che resteranno nelle casse delle Province e della Città metropolitana di Cagliari». Tirate le somme, se l’ultima Finanziaria del centrosinistra era stata di 8 miliardi e 210 milioni, la prima del centrodestra dovrebbe esse intorno agli 8,5 miliardi.
I tempi. «La bozza della nostra legge di bilancio è pronta – ribadisce l’assessore –. Entro le prossime due settimane, la presenterò in Giunta per essere approvata, poi sarà trasmessa al Consiglio. È evidente che andremo incontro al cosiddetto esercizio provvisorio, ma l’auspicio è che duri il meno possibile. L’ideale sarebbe che il testo finale fosse approvato dall’Aula a cavallo fra gennaio e febbraio, a quel punto a marzo sarebbe tutto operativo». Da parte della Regione, è il segnale che arriva, «l’impegno sarà massimo perché non ci siano tempi morti».
Il metodo. Nel dibattito in Cosglio sulla manovrina da 84 milioni, la Giunta è stata accusata dall’opposizione di «aver partorito un topolino e, esclusi alcuni territori, di non aver una visione regionale dello sviluppo». Alle critiche di quei giorni, l’assessore Fasolino ha sempre replicato così: «Con quell’assestamento di bilancio, abbiamo messo in circolo appena l’un per cento della prossima Finanziaria, ma in ogni caso siamo riusciti a dare un contributo significativo a famiglie, imprese e Comuni». Ma nella prossima Legge di bilancio sarà seguito ancora il metodo dei micro-contributi, contestato tra l’altro anche dai banchi della maggioranza di centrodestra? «Assolutamente no – è la riposta dell’assessore – Punteremo soprattutto sulle macro aree d’intervento visto che la stessa struttura della contabilità ha come basi le missioni. Sono grandi “voci” su cui concentreremo consistenti risorse finanziarie in modo da garantire un ritorno immediato sul tessuto economico e sociale. Eviteremo cioè il rischio che un’esagerata frammentazione degli investimenti alla fine riduca al minimo l’effetto della scossa di cui invece la Sardegna ha bisogno».
Opposizioni all’attacco. Però fra i banchi del centrosinistra e dei Cinque stelle nessuno crede che la Giunta sia «in grado di presentare una Finanziaria di grande respiro». Il Pd, in aula col vicepresidente della commissione bilancio Cesare Moriconi, lo ha denunciato con decisione: «Se lo spettacolo non cambierà rispetto a quello cui abbiamo assistito durante l’ultimo assestamento di bilancio, il centrodestra mi pare non abbia alcuna possibilità di presentare una Finanziaria di largo respiro, finendo tra l’altro per sprecare anche i milioni in più che presto dovrebbero arrivare dal Governo». (ua)
I tempi. «La bozza della nostra legge di bilancio è pronta – ribadisce l’assessore –. Entro le prossime due settimane, la presenterò in Giunta per essere approvata, poi sarà trasmessa al Consiglio. È evidente che andremo incontro al cosiddetto esercizio provvisorio, ma l’auspicio è che duri il meno possibile. L’ideale sarebbe che il testo finale fosse approvato dall’Aula a cavallo fra gennaio e febbraio, a quel punto a marzo sarebbe tutto operativo». Da parte della Regione, è il segnale che arriva, «l’impegno sarà massimo perché non ci siano tempi morti».
Il metodo. Nel dibattito in Cosglio sulla manovrina da 84 milioni, la Giunta è stata accusata dall’opposizione di «aver partorito un topolino e, esclusi alcuni territori, di non aver una visione regionale dello sviluppo». Alle critiche di quei giorni, l’assessore Fasolino ha sempre replicato così: «Con quell’assestamento di bilancio, abbiamo messo in circolo appena l’un per cento della prossima Finanziaria, ma in ogni caso siamo riusciti a dare un contributo significativo a famiglie, imprese e Comuni». Ma nella prossima Legge di bilancio sarà seguito ancora il metodo dei micro-contributi, contestato tra l’altro anche dai banchi della maggioranza di centrodestra? «Assolutamente no – è la riposta dell’assessore – Punteremo soprattutto sulle macro aree d’intervento visto che la stessa struttura della contabilità ha come basi le missioni. Sono grandi “voci” su cui concentreremo consistenti risorse finanziarie in modo da garantire un ritorno immediato sul tessuto economico e sociale. Eviteremo cioè il rischio che un’esagerata frammentazione degli investimenti alla fine riduca al minimo l’effetto della scossa di cui invece la Sardegna ha bisogno».
Opposizioni all’attacco. Però fra i banchi del centrosinistra e dei Cinque stelle nessuno crede che la Giunta sia «in grado di presentare una Finanziaria di grande respiro». Il Pd, in aula col vicepresidente della commissione bilancio Cesare Moriconi, lo ha denunciato con decisione: «Se lo spettacolo non cambierà rispetto a quello cui abbiamo assistito durante l’ultimo assestamento di bilancio, il centrodestra mi pare non abbia alcuna possibilità di presentare una Finanziaria di largo respiro, finendo tra l’altro per sprecare anche i milioni in più che presto dovrebbero arrivare dal Governo». (ua)
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