Uccise l’ex compagna a processo con l’abbreviato
di Simonetta Selloni
Ettore Sini freddò a colpi di pistola Romina Meloni e ferì il suo nuovo fidanzato Tensione al termine dell’udienza. La sorella della vittima urla: «Assassino»
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NUORO. Non è bastata la relazione del dottor Mario Deriu, psichiatra, secondo la quale Ettore Sini aveva uno status al limite della incapacità di intendere e volere quando, il 31 marzo scorso, uccise a Nuoro la sua ex compagna Romina Meloni. Il gip del tribunale di Nuoro Claudio Cozzella ha impiegato quasi un’ora a leggere il documento offerto agli atti dagli avvocati Lorenzo Soro e Pasquale Ramazzotti, legali dell’agente penitenziario di Bono autore del femminicidio. I difensori chiedevano l’ammissione al rito abbreviato ma condizionato a una integrazione probatoria, una perizia psichiatrica disposta dal giudice. Il gip non è stato dello stesso avviso. Ha accolto – e non avrebbe potuto fare diversamente – la richiesta di rito abbreviato che però si farà, a cominciare dal 20 dicembre, senza atti aggiuntivi. Per primi parleranno i due pubblici ministeri, Riccardo Belfiori e Ireno Satta, quindi i legali delle undici parti civili costituite. La difesa avrà a disposizione l’udienza del 17 gennaio per provare a contenere gli esiti di un processo in cui l’imputato rischia il massimo della pena, viste le accuse di omicidio volontario premeditato aggravato, per Romina, e di tentato omicidio – con tutto il corollario delle aggravanti – del suo nuovo compagno, Gabriele Fois, di Nuoro. Ieri non c’era, Fois: per lui era presente l’avvocato Mario Silvestro Pittalis, che lo rappresenta assieme all’avvocato Pietro Pittalis. Fois è un miracolato, in quel pomeriggio di morte nell’appartamento di via Napoli a Nuoro: un primo proiettile esploso da Sini gli aveva trapassato entrambe le gambe, poi il secondo, alla testa. Nemmeno il padre di Romina, Giuseppe, ha partecipato all’udienza preliminare. Troppo dolore da sopportare, è rimasto a casa a Ozieri con il figlio Luciano. Si sono costituiti parte civile attraverso l’avvocato Orlando Ugone, che rappresenta anche gli altri fratelli di Romina, Diego e Massimiliano, il figlio Nicola Sale, e le sorelle Franca, Claudia e Elisa. Altre due sorelle di Romina, Sabrina e Gabriela, sono tutelate dall’avvocato Bruno Conti.
La storia tristissima di Romina, che a 49 anni aveva trovato un nuovo amore a Nuoro, lontano da Ozieri dove viveva e lavorava, dopo aver scosso l’isola per quell’epilogo sancito da due colpi di pistola, si insinua ora nelle aule giudiziarie. Ma ieri si faceva fatica a contenere il dolore, tra i piani del palazzo di giustizia dove, prima e dopo l’udienza preliminare, si sono incrociati sguardi e sofferenze. Sini è stato fatto entrare dall’ingresso principale, e si è trovato faccia a faccia con le sorelle di Romina. Ci sono stati attimi di tensione, che il passare delle ore non ha stemperato. Fino a quando, a udienza conclusa, una delle sorelle di Romina non è riuscita a trattenersi e gli ha gridato “Assassino”. È finita lì, la parola più veloce del pensiero, e i conti impossibili da fare con esistente devastate. Quella di Romina, ma anche quella di tutta la sua famiglia. di Gabriele Fois. E dei figli della donna che si era allontanata da Ozieri perché a Nuoro aveva trovato un nuovo amore; e perché il pressing di Ettore Sini, incapace di accettare la fine della storia con lei, stava facendosi insostenibile.
Qualche giorno fa, le sorelle di Romina Meloni, in occasione della giornata contro la violenza delle donne, hanno ricordato come la sua felicità fosse ostaggio della paura. E hanno anche lanciato un appello perché le donne denuncino, senza fare l’errore di pensare che certe cose succedano solo ad altre.
Romina è morta, uccisa da Ettore Sini, Gabriele Fois è stato a lungo tra la vita e la morte. Il processo dirà quale sia la pena congrua per Sini, e, come prevede il nostro ordinamento, ci sarà un risarcimento che definirà la perdita in termini economici. Resterà l’indefinibile valore di vite distrutte delle vittime, delle vite sospese dei loro cari, tra muri di un’aula di giustizia e cuori gonfi di dolore.
La storia tristissima di Romina, che a 49 anni aveva trovato un nuovo amore a Nuoro, lontano da Ozieri dove viveva e lavorava, dopo aver scosso l’isola per quell’epilogo sancito da due colpi di pistola, si insinua ora nelle aule giudiziarie. Ma ieri si faceva fatica a contenere il dolore, tra i piani del palazzo di giustizia dove, prima e dopo l’udienza preliminare, si sono incrociati sguardi e sofferenze. Sini è stato fatto entrare dall’ingresso principale, e si è trovato faccia a faccia con le sorelle di Romina. Ci sono stati attimi di tensione, che il passare delle ore non ha stemperato. Fino a quando, a udienza conclusa, una delle sorelle di Romina non è riuscita a trattenersi e gli ha gridato “Assassino”. È finita lì, la parola più veloce del pensiero, e i conti impossibili da fare con esistente devastate. Quella di Romina, ma anche quella di tutta la sua famiglia. di Gabriele Fois. E dei figli della donna che si era allontanata da Ozieri perché a Nuoro aveva trovato un nuovo amore; e perché il pressing di Ettore Sini, incapace di accettare la fine della storia con lei, stava facendosi insostenibile.
Qualche giorno fa, le sorelle di Romina Meloni, in occasione della giornata contro la violenza delle donne, hanno ricordato come la sua felicità fosse ostaggio della paura. E hanno anche lanciato un appello perché le donne denuncino, senza fare l’errore di pensare che certe cose succedano solo ad altre.
Romina è morta, uccisa da Ettore Sini, Gabriele Fois è stato a lungo tra la vita e la morte. Il processo dirà quale sia la pena congrua per Sini, e, come prevede il nostro ordinamento, ci sarà un risarcimento che definirà la perdita in termini economici. Resterà l’indefinibile valore di vite distrutte delle vittime, delle vite sospese dei loro cari, tra muri di un’aula di giustizia e cuori gonfi di dolore.
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