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Piano casa, zero modifiche via libera alla proroga

Piano casa, zero modifiche via libera alla proroga

Il centrodestra con la scadenza alle porte non riesce a correggere la legge  Vani i tentativi di sintesi tra le due proposte. L’opposizione: maggioranza confusa

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CAGLIARI. Il Piano casa così com’è. Senza correggere neanche una virgola della vecchia legge. Non c’era tempo per fare qualcosa in più. A ridosso della scadenza del 31 dicembre, fra due settimane il Consiglio regionale approverà la proroga: sarà di sei mesi o forse un anno, e non ci sarà scritto nient’altro. Seppure con un bel po’ di malumori interni, il centrodestra s’è dovuto arrangiare per evitare un preoccupante vuoto legislativo. Certo, sarebbe stato tutto molto diverso se l’assessore all’urbanistica, Quirico Sanna, avesse presentato il disegno di legge della Giunta, che era stato più volte annunciato. Però a causa di non pochi disguidi, più politici che tecnici, la bozza ufficiale è rimasta a metà fra gli uffici della Regione e quelli del Consiglio. Fino all’ultimo in molti hanno provato ad evitare la figuraccia, ma alla fine il centrodestra s’è dovuto arrendere all’evidenza.

Cosa accadrà. Niente. Il Piano casa sarà ancora quello votato dal centrosinistra nella scorsa legislatura. Gli incentivi nelle volumetrie rimarranno del 25 per cento e anche nell’agro si potrà costruire secondo le vecchie regole. Mentre nelle proposte che sono circolate da maggio in poi, presentate nell’ordine dal Psd’az, da Forza Italia e infine da Udc-Cambiamo, le correzioni ipotizzate erano almeno una decina. In alcuni casi, era stato previsto anche un aumento dei bonus fino al 35 per cento. Ma ormai è solo filosofia.

La delusione. Buona parte del centrodestra ha accettato a denti stretti il piano B, quello della sola proroga tecnica. «Potevo fare di più», è stato il commento raccolto fra i banchi della maggioranza. Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, lo ha detto con chiarezza: «Peccato. Abbiamo perso l’occasione per dire la nostra anche sull’edilizia e dare una spinta decisiva a un settore, quello delle costruzioni, che è in crisi da troppo. Ci rifaremo nei prossimi mesi». Anche Forza Italia era sicura che alcune delle sue proposte sarebbero entrate nella nuova legge: «Doveva esserci una sintesi – fanno sapere – fra le diverse bozze, ma qualcosa non ha funzionato».

Il mistero. Non è chiaro perché la Giunta non sia riuscita a presentare il suo disegno di legge. L’altro giorno pareva che fosse pronto ed erano cominciati a circolare una quindicina di articoli. Anzi, l’assessore all’urbanistica aveva annunciato che l’ultima stesura era nelle mani del governatore Christian Solinas per la controfirma finale. Però negli ultimi dieci giorni qualcosa si dev’essere bloccato e l’operazione dell’ultim’ora è saltata. Comunque, stando ad alcune indiscrezioni, la prossima settimana il testo dell’assessore Sanna dovrebbe essere licenziato dalla Giunta, ma finirà per seguire il percorso ordinario e quindi sarà discusso dal Consiglio solo l’anno prossimo.

L’unica novità. Decisa la proroga d’ufficio, resta ancora un’incertezza. Nella leggina potrebbe essere inserito in corsa un articolo che proroga le concessioni nel demanio marittimo fino al 2033, allineando la Sardegna alle altre regioni. A presentare l’emendamento dovrebbe essere la Giunta.

Le opposizioni. Soprattutto dai banchi del centrosinistra il passo falso della maggioranza è stato salutato con grande soddisfazione. «Meglio un rinvio secco e poco altro», è il commento di Valter Piscedda, vicecapogruppo del Pd. Era stato proprio lui, a suo tempo, uno dei più critici nei confronti delle proposte di legge presentate da Psd’Az e Forza Italia: «Erano due bozze piene di trappole, con cui avrebbero cercato di mettere in discussione anche il Piano paesaggistico regionale che invece per noi continua a essere intoccabile». Soddisfatti anche i Progressisti: «La maggioranza è così confusa che avrebbe fatto solo danni». (ua)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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