Cna: tariffe navi, salasso per le imprese
L’associazione: le aziende di autotrasporto dovranno sborsare cifre da capogiro
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SASSARI. «I calcoli sui sovra costi tariffari restituiscono cifre da capogiro per le aziende artigiane di autotrasporto, che come è doveroso ricordare rappresentano ben il 73 per cento del totale delle imprese in Sardegna», Lo dice Valentina Codonesu, responsabile regionale dell'unione di trasporto Fita di Cna in merito all'incremento di circa il 25 per cento delle tariffe sui traghetti per gli autotrasportatori. Un aumento che trae origine dal regolamento Ue che dal 1 gennaio imporrà agli armatori la riduzione globale delle emissioni di anidride carbonica attraverso l’uso di carburanti contenenti basse concentrazioni di zolfo. L'organizzazione, che sostiene di ricevere «tante segnalazioni di protesta ed esasperazione», ha svolto un approfondimento sui volumi di traffico settimanale, mensile e annuale di diverse aziende, «certificando aumenti per centinaia di migliaia di euro all'anno in capo ai singoli operatori, che segneranno una distanza incolmabile dei nostri operatori con le aziende concorrenti della penisola e siderale con la concorrenza europea».
Francesco Pinna, presidente Cna Fita, osserva che «da anni abbiamo fatto nostra la battaglia per la mobilità delle merci da e per la Sardegna e la riduzione dei sovra costi generati dal dover necessariamente utilizzare i trasporti marittimi. E in verità ci siamo spesso sentiti soli, come se questo fosse un problema del solo autotrasporto e non dell'intera economia isolana. Oggi finalmente anche le imprese di altri comparti dialogano con noi riconoscendo che questa è una priorità dell'intero mondo produttivo e dei servizi, e che le rivendicazioni di condizioni di competitività paritarie sono interesse comune e condiviso».
Francesco Pinna, presidente Cna Fita, osserva che «da anni abbiamo fatto nostra la battaglia per la mobilità delle merci da e per la Sardegna e la riduzione dei sovra costi generati dal dover necessariamente utilizzare i trasporti marittimi. E in verità ci siamo spesso sentiti soli, come se questo fosse un problema del solo autotrasporto e non dell'intera economia isolana. Oggi finalmente anche le imprese di altri comparti dialogano con noi riconoscendo che questa è una priorità dell'intero mondo produttivo e dei servizi, e che le rivendicazioni di condizioni di competitività paritarie sono interesse comune e condiviso».
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