A Bper il 100% del Banco completata l’operazione
Lo scambio di azioni si chiude questo pomeriggio. Perfezionato il nuovo assetto Il gruppo emiliano ha ora il controllo totale del capitale dell’istituto isolano
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SASSARI. Si chiuderà oggi pomeriggio l'offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria sulle azioni di risparmio del Banco di Sardegna promossa da Bper Banca. Un passaggio formale, ma determinante per il futuro dell’istituto di credito sardo, che ha permesso ai risparmiatori azionisti di ottenere titoli più liquidi e vendibili sul mercato. Uno scambio vantaggioso dal punto di vista economico, anche alla luce del forte rialzo avuto dal prezzo delle azioni Bper negli ultimi mesi. L’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria, approvata dalla Consob, è l’ultimo atto di una operazione che nel marzo 2019 aveva portato la Bper ad acquisire dalla Fondazione di Sardegna il 49 per cento del capitale sociale. Nelle sue mani sono finite il 100 per cento delle azioni ordinarie e oltre il 98 per cento di quelle privilegiate. La Fondazione ha ricevuto 33 milioni di azioni Bper. Nello scambio azionario, insomma, la Fondazione è cresciuta all’interno di Bper e ha dunque accresciuto il suo potere nella capogruppo.
Nonostante l’acquisizione di Bper dell’intero capitale sociale il Banco di Sardegna continua ad avere cuore e anima nell’isola. In più di un’occasione il Gruppo emiliano lo ha ribadito. Anche il recente accordo sulle nuove assunzioni in Sardegna va in quella direzione. Il piano che rischiava di cancellare 600 posti di lavoro nell’isola si è trasformato dopo l’accordo con i sindacati in un rilancio dell’istituto di credito. Banco e sindacati sono riusciti dopo oltre un mese di trattative ad arrivare a una intesa che prevede che al posto dei 600 esodi volontari nell’isola verranno assunti 300 giovani sardi. Lavoreranno tutti in Sardegna, perché resteranno anche tutte le operazioni che vengono svolte nella banca e che inizialmente si volevano centralizzare a Modena. Il Banco è la prima banca in Italia in cui si è scelta la formula per cui ogni due uscite ci sarà una nuova assunzione. Il piano industriale 2019-21 prevede il contenimento dei costi «anche attraverso l’ottimizzazione del dimensionamento degli organici». Dal 2020 inizieranno i pensionamenti volontari e incentivati. A livello nazionale sono previsti 1289 uscite e l’assunzione di 645 persone. Nell’isola saranno 600 quelli che andranno in pensione e 300 i nuovi assunti.
Nonostante l’acquisizione di Bper dell’intero capitale sociale il Banco di Sardegna continua ad avere cuore e anima nell’isola. In più di un’occasione il Gruppo emiliano lo ha ribadito. Anche il recente accordo sulle nuove assunzioni in Sardegna va in quella direzione. Il piano che rischiava di cancellare 600 posti di lavoro nell’isola si è trasformato dopo l’accordo con i sindacati in un rilancio dell’istituto di credito. Banco e sindacati sono riusciti dopo oltre un mese di trattative ad arrivare a una intesa che prevede che al posto dei 600 esodi volontari nell’isola verranno assunti 300 giovani sardi. Lavoreranno tutti in Sardegna, perché resteranno anche tutte le operazioni che vengono svolte nella banca e che inizialmente si volevano centralizzare a Modena. Il Banco è la prima banca in Italia in cui si è scelta la formula per cui ogni due uscite ci sarà una nuova assunzione. Il piano industriale 2019-21 prevede il contenimento dei costi «anche attraverso l’ottimizzazione del dimensionamento degli organici». Dal 2020 inizieranno i pensionamenti volontari e incentivati. A livello nazionale sono previsti 1289 uscite e l’assunzione di 645 persone. Nell’isola saranno 600 quelli che andranno in pensione e 300 i nuovi assunti.
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