La Nuova Sardegna

La proposta di legge 

«Il demanio marittimo alla Regione»

Appello dei Riformatori allo Stato: «Un’ingiustizia che ci penalizza»

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CAGLIARI. Il demanio marittimo è proprietà dello Stato, la Regione non ha voce in capitolo. «Invece in Sicilia dal 1948 e in Friuli Venezia Giulia, da una ventina d’anni, è l’esatto contrario, e non capiamo perché la Sardegna sia ancora penalizzata». È da questa constatazione che parte la proposta di legge nazionale presentata dai Riformatori e sostenuta dagli alleati del centrodestra. Il vero motivo della differenza con la Sicilia e il Friuli è solo colpa dell’articolo 14 dello Statuto speciale. che da oltre settant’anni recita: «La Regione succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare e in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo». Da allora nulla è cambiato: lo Stato continua a essere proprietario di gran parte delle coste, spiagge e rade comprese. «La nostra non è solo una rivendicazione fine a se stessa, ma anche di sostanza. Ogni anno Lo Stato incassa dagli otto ai nove milioni dalle concessioni demaniali in Sardegna e alla Regione di quei soldi rimangono sì e no 80mila euro». C’è dell’altro: «La Regione continua invece ad avere in carico gran parte della parte burocratica, oltre che, insieme ai Comuni, gli oneri di gestione, controllo e tutela del demanio statale. Dunque, abbiamo solo i costi e quasi nulla degli incassi», ha spiegato l’ex consigliere regionale Gennaro Fuoco, che nella precedente legislatura aveva presentato una proposta di legge simile. «Solo che poi quella bozza, nonostante il parere favorevole all’unanimità ottenuto in commissione, mai è stata discussa dal Consiglio. Ora che siamo un partito di maggioranza, ci riproviamo e siamo sicuri di riuscire a portarla in porto», ha aggiunto Michele Cossa. Sarà determinante il sostegno degli altri partiti del centrodestra, perché poi, dopo essere stata approvata dal Consiglio, la proposta dovrà essere votata dalla Camera e dal Senato. «È un passaggio obbligato – ha ribadito – perché si tratta di cambiare una legge costituzionale com’è lo Statuto. Anche se chiediamo di modificare solo una parola in un articolo che continua a essere un’ingiustizia per i sardi».

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