Insularità, Solinas a Conte: «Ora acceleriamo»
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Il premier Conte con il governatore SolinasIl governatore ricorda al presidente del Consiglio i tempi dell’accordo per ottenere le compensazioni
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CAGLIARI. Ventotto giorni dopo la firma dell’accordo col Governo sugli accantonamenti, il governatore Christian Solinas ha scritto di nuovo al presidente del Consiglio dei ministri. Stavolta per ricordare a Giuseppe Conte che «proprio quell’accordo prevede l’avvio, entro 60 giorni dall’intesa, del confronto fra lo Stato e la Regione sugli svantaggi permanenti dell’insularità e le necessarie compensazioni». Dunque, manca molto meno di un mese alla scadenza prevista, dovrebbe essere i primi di gennaio, e il governatore ha voluto ricordare al Governo quali sono i tempi della scaletta. Soprattutto perché, all’articolo 10 dell’accordo di novembre, c’è scritto che, oltre ai 2,1 miliardi previsti come sanatoria degli accantonamenti e ai finanziamenti straordinari fino al 2033, «entro la fine di giugno il tavolo per l’insularità dovrà concludere i lavori e decidere quali dovranno essere gli interventi per contrastare gli effetti negativi sociali ed economici che gravano da sempre sulla Sardegna». Nella parte finale della lettera indirizzata a Conte, il governatore ha scritto: «Con i ministri per gli affari regionali e il Sud, abbiamo dato inizio ad un dialogo costruttivo che ha portato a ottenere i primi risultati importanti. Ora al Governo chiediamo una risposta in tempi rapidi anche sui successivi punti dell’accordo che poi sono quelli con cui ai sardi saranno riconosciuti altri diritti fondamentali, a cominciare da quello alla mobilità con la nuova continuità territoriale». Va detto però che la data della convocazione del tavolo per l’insularità dipenderà molto dai tempi con cui il Parlamento riuscirà ad approvare la Manovra finanziaria nazionale. Perché è solo da quel momento in poi che l’accordo di novembre diventerà davvero operativo.
L’accordo. Firmata a novembre dal governatore Solinas e dal ministro Francesco Boccia, l’intesa Stato-Regione ha tre punti fondamentali. Il primo è che dal 2020 gli accantonamenti – sono i soldi che Roma non trasferisce alla Sardegna per ripianare il debito pubblico nazionale– saranno inferiori rispetto al passato, I risparmio netto supererà i 153 milioni e saranno soldi in più che la Sardegna potrà inserire nella prossima Finanziaria. Il secondo punto dell’accordo riguarda invece gli accantonamenti che la Sardegna non avrebbe dovuto pagare in passato e invece poi il prelievo l’ha subito lo stesso. In questo caso, lo Stato s’è impegnato a rimborsare 412 milioni entro il 2025. La prima rata sarà pagata il prossimo anno: 7 milioni. Il terzo punto dell’accordo ha come punto di forza i contributi straordinari per le infrastrutture. In tutto saranno intorno al miliardo e 200 milioni spalmati fino al 2033. La prima rata, anche in questo caso, sarà pagata il prossimo anno: 33,8 milioni. Poi, infine, sono previsti 111 milioni per investimenti nell’edilizia sanitaria e 10 milioni alle Province. A mancare all’appello, come ha ricordato Solinas a Giuseppe Conte, sono le compensazioni per l’insularità.
L’accordo. Firmata a novembre dal governatore Solinas e dal ministro Francesco Boccia, l’intesa Stato-Regione ha tre punti fondamentali. Il primo è che dal 2020 gli accantonamenti – sono i soldi che Roma non trasferisce alla Sardegna per ripianare il debito pubblico nazionale– saranno inferiori rispetto al passato, I risparmio netto supererà i 153 milioni e saranno soldi in più che la Sardegna potrà inserire nella prossima Finanziaria. Il secondo punto dell’accordo riguarda invece gli accantonamenti che la Sardegna non avrebbe dovuto pagare in passato e invece poi il prelievo l’ha subito lo stesso. In questo caso, lo Stato s’è impegnato a rimborsare 412 milioni entro il 2025. La prima rata sarà pagata il prossimo anno: 7 milioni. Il terzo punto dell’accordo ha come punto di forza i contributi straordinari per le infrastrutture. In tutto saranno intorno al miliardo e 200 milioni spalmati fino al 2033. La prima rata, anche in questo caso, sarà pagata il prossimo anno: 33,8 milioni. Poi, infine, sono previsti 111 milioni per investimenti nell’edilizia sanitaria e 10 milioni alle Province. A mancare all’appello, come ha ricordato Solinas a Giuseppe Conte, sono le compensazioni per l’insularità.
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