La protesta dei pastori decreto di condanna per 21
di Luca Urgu
Tra loro anche donne e ragazzi. Per tutti 3 mesi e 2.350 euro di ammenda
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NUORO. A un anno circa dalla protesta dei pastori in tutta l’isola per il prezzo del latte, una mobilitazione a tratti clamorosa e di forte impatto, continuano ad arrivare dalle varie Procure gli avvisi di garanzia e dai tribunali le prime condanne per i protagonisti di quei blocchi eclatanti e senza precedenti. Ora sono altri 21, tra pastori e donne e ragazzi, i destinatari di altrettanti decreti penali di condanna emessi dal Tribunale di Nuoro per aver partecipato alla manifestazione sulla vertenza latte di Lula lo scorso 13 febbraio.
Sono soprattutto di Siniscola, ma anche di altri centri vicini della Baronia. Quella mattina la presenza in massa sulla 131 dcn avvenuta – secondo le contestazioni – era avvenuta senza averne dato preavviso alle autorità di polizia. Se entro 15 giorni dalla notifica non verrà proposta opposizione, il decreto di condanna diventerà definitivo. Il reato è punito sino ai sei mesi di arresto, ma la richiesta è stata uguale per tutti i 21 indagati: tre mesi più un ammenda, convertita in 2.350 euro.
La notizia dell’atto giudiziario è stata diffusa dall’associazione Libertade attraverso una nota. In particolare gli avvocati Giulia Lai, Adriano Sollai, Michele Zuddas e Marcella Cabras che tutelano i destinatari del decreto penale di condanna hanno già dichiarato che faranno ricorso opponendosi al provvedimento preparandosi così ad affrontare il processo. I quattro legali ricordano «che la protesta che si è svolta a Lula il 13 febbraio è stata pacifica e spontanea e a essa hanno aderito in solidarietà migliaia di cittadini, nonché numerosi rappresentanti delle istituzioni dei comuni limitrofi».
Il decreto penale di condanna è un procedimento speciale il cui scopo è quello di saltare sia l'udienza preliminare sia il dibattimento. È disposto dal giudice su richiesta del pubblico ministero quando quest'ultimo ritenga che possa essere applicata esclusivamente una pena pecuniaria, anche se in sostituzione di pena detentiva (purché non sia necessario applicare anche una misura di sicurezza). «La finalità del preavviso è quella di consentire la valutazione sulla necessità di predisporre un'adeguata vigilanza da parte delle forze dell'ordine e non può essere utilizzata, dinanzi alla mera partecipazione e alla spontaneità della stessa manifestazione, quale ostacolo al diritto di manifestare pacificamente il proprio dissenso e a riunirsi liberamente», spiegano ancora gli avvocati che tutelano i destinatari del provvedimento emesso dal gip Claudio Cozzella del Tribunale di Nuoro, «la manifestazione è stata serena e i cittadini destinatari di questo provvedimento sono uomini, donne, giovani che avvertono questi atti giudiziari come ingiusti e che li inibiscono a manifestare liberamente i loro diritti».
Per la stessa manifestazione, inoltre, aveva già avuto modo di esprimersi il Tribunale di Cagliari il quale con riferimento ad uno dei partecipanti ha affermato che: «(…) dalla visione dei filmati tratti dai servizi giornalistici sulla manifestazione di Lula da parte di un’emittente locale, ha confermato che la manifestazione ha avuto un andamento assolutamente pacifico, ad essa avevano partecipato centinaia di persone, comprese famiglie e studenti di ogni età, che avevano voluto esprimere il loro appoggio alla protesta degli allevatori». Lo stesso Tribunale di Nuoro, in riferimento ad altri partecipanti, si era già espresso con un provvedimento di archiviazione che escludeva la sussistenza di questa specifica ipotesi contravvenzionale. Gli avvocati informano che, ad oggi, i procedimenti penali attivati dalla Procura di Nuoro per le proteste avvenute nella Provincia nello scorso febbraio sono almeno nove.
Sono soprattutto di Siniscola, ma anche di altri centri vicini della Baronia. Quella mattina la presenza in massa sulla 131 dcn avvenuta – secondo le contestazioni – era avvenuta senza averne dato preavviso alle autorità di polizia. Se entro 15 giorni dalla notifica non verrà proposta opposizione, il decreto di condanna diventerà definitivo. Il reato è punito sino ai sei mesi di arresto, ma la richiesta è stata uguale per tutti i 21 indagati: tre mesi più un ammenda, convertita in 2.350 euro.
La notizia dell’atto giudiziario è stata diffusa dall’associazione Libertade attraverso una nota. In particolare gli avvocati Giulia Lai, Adriano Sollai, Michele Zuddas e Marcella Cabras che tutelano i destinatari del decreto penale di condanna hanno già dichiarato che faranno ricorso opponendosi al provvedimento preparandosi così ad affrontare il processo. I quattro legali ricordano «che la protesta che si è svolta a Lula il 13 febbraio è stata pacifica e spontanea e a essa hanno aderito in solidarietà migliaia di cittadini, nonché numerosi rappresentanti delle istituzioni dei comuni limitrofi».
Il decreto penale di condanna è un procedimento speciale il cui scopo è quello di saltare sia l'udienza preliminare sia il dibattimento. È disposto dal giudice su richiesta del pubblico ministero quando quest'ultimo ritenga che possa essere applicata esclusivamente una pena pecuniaria, anche se in sostituzione di pena detentiva (purché non sia necessario applicare anche una misura di sicurezza). «La finalità del preavviso è quella di consentire la valutazione sulla necessità di predisporre un'adeguata vigilanza da parte delle forze dell'ordine e non può essere utilizzata, dinanzi alla mera partecipazione e alla spontaneità della stessa manifestazione, quale ostacolo al diritto di manifestare pacificamente il proprio dissenso e a riunirsi liberamente», spiegano ancora gli avvocati che tutelano i destinatari del provvedimento emesso dal gip Claudio Cozzella del Tribunale di Nuoro, «la manifestazione è stata serena e i cittadini destinatari di questo provvedimento sono uomini, donne, giovani che avvertono questi atti giudiziari come ingiusti e che li inibiscono a manifestare liberamente i loro diritti».
Per la stessa manifestazione, inoltre, aveva già avuto modo di esprimersi il Tribunale di Cagliari il quale con riferimento ad uno dei partecipanti ha affermato che: «(…) dalla visione dei filmati tratti dai servizi giornalistici sulla manifestazione di Lula da parte di un’emittente locale, ha confermato che la manifestazione ha avuto un andamento assolutamente pacifico, ad essa avevano partecipato centinaia di persone, comprese famiglie e studenti di ogni età, che avevano voluto esprimere il loro appoggio alla protesta degli allevatori». Lo stesso Tribunale di Nuoro, in riferimento ad altri partecipanti, si era già espresso con un provvedimento di archiviazione che escludeva la sussistenza di questa specifica ipotesi contravvenzionale. Gli avvocati informano che, ad oggi, i procedimenti penali attivati dalla Procura di Nuoro per le proteste avvenute nella Provincia nello scorso febbraio sono almeno nove.
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