Liberu: «Smaltiremo i rifiuti di Roma»
Il patto tra Regioni aprirebbe la porta a centinaia di migliaia di tonnellate di scarti
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SASSARI. Virtuosi ma pronti a essere involontariamente gabbati. È questo il punto di vista di Liberu sulla questione dei rifiuti dato che il partito indipendentista ha prima snocciolato gli ottimi dati relativi alla raccolta differenziata nell’isola a cui ha poi allegato “le ultime notizie che arrivano dal Lazio”. E le nuove non sono buone. Si parte della differenziata: «Non è solo quantitativamente interessante, ma lo è anche dal punto di vista della partecipazione complessiva: su 377 comuni totali, sono 341 quelli che superano la soglia del 65%, e di questi circa la metà superano il 75% di differenziata», spiegano gli attivisti. Il quadro idilliaco su cui è dipinta la grande attitudine dei sardi verso le possibilità di riciclo sarebbe minacciato dal pennello di un legislatore per nulla allineato: «Il 15 gennaio infatti chiuderà la discarica di Colleferro e Roma entrerà in emergenza igienico sanitaria. L’azienda municipalizzata per lo smaltimento dei rifiuti, l’Ama, ha annunciato che sta già studiando diverse alternative, tra cui l’invio in Sardegna delle montagne di rifiuti che si accumulano per le strade della capitale. Motivo per cui l’Ama ha chiesto alla regione Lazio di stipulare urgentemente accordi con la Sardegna per l’invio di rifiuti negli impianti dell’isola. In più occasioni Liberu aveva denunciato che a fronte della crescita del riciclo da parte dei comuni sardi, con conseguente diminuzione di rifiuto secco da incenerire, l’unica spiegazione per le politiche di aumento abnorme degli inceneritori doveva essere quello di accogliere centinaia di migliaia di tonnellate di spazzatura italiana. Qualcuno parlò di allarmismo ingiustificato: ora tutto lascia presagire che avessimo pienamente ragione».
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