Il duce resta cittadino onorario, bufera sul sindaco
Terralba, la reazione del comitato Madiba: «Cercano i voti dei fascisti». L’Anpi: «È una vergogna»
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TERRALBA . Una decisione che ha generato reazioni sospese tra il disappunto e la curiosità. Dopo che il consiglio comunale di Terralba ha bocciato la richiesta di revoca della cittadinanza onoraria di Benito Mussolini e del generale Asclepia Gandolfo il primo a respingere la scelta dell’amministrazione è l’ex sindaco Gesuino Loi, che è anche la guida del comitato “Madiba” che aveva proposto la revoca: «Abbiamo accolto con sconcerto questa decisione, accompagnata da spiegazioni politicamente pedestri ed errate – spiega –. È evidente il tentativo di ingraziarsi i consensi fascisti, non c'è altra spiegazione». La maggioranza presieduta dal sindaco Sandro Pili ha cercato di giustificato la decisione definendo l’iniziativa “non prioritaria” e reputando i 425 firmatari della petizione “una fetta della popolazione non cospicua, se rapportata al resto del corpo elettorale”. Motivazioni che non convincono l'ex sindaco, che attacca: «Ho il sospetto che abbiano ricevuto direttive politiche dall'alto. Hanno dimostrato di essere supini alla destra col manganello: probabilmente Pili pensava di non scontentare né noi né i fascisti e invece ha scontentato tutte le forze liberal-democratiche, di sinistra, di centro e della destra moderata». Un'occasione persa dunque, in qualsiasi modo la si analizzi: «Terralba ha perso un'occasione per dare una gratificazione a chi patì in prima persona i torti del regime fascista. Madiba continuerà il proprio percorso e i propri studi. Per quanto riguarda questo caso specifico, invece, dobbiamo riunirci e valutare». Una decisione, quella assunta dalla giunta Pili, che ha creato sconcerto anche nell'Anpi provinciale: «Affermare che il fascismo è morto significa svuotare di significato l'antifascismo. Pertanto chiediamo al sindaco cosa lo spinga a venire ad Oristano, il 25 aprile, alle celebrazioni per la lotta di liberazione dal nazifascismo. Gli lasciamo l'onore e l'onere di restare concittadino di un dittatore feroce. L'Anpi non tollera il cerchiobottismo e l'antifascismo non può essere di comodo né tiepido. Vorremmo che sindaco e consiglieri di maggioranza provassero disagio, se non proprio vergogna», concludono dall’Anpi. Il sindaco Pili incassa ma conferma la delibera: «Non ho altro da aggiungere rispetto a quanto contenuto nel documento – commenta il primo cittadino –. Rifiuto le accuse sulle direttive provenienti dall’alto. Ovviamente condanniamo ogni forma di rappresentazione del fascismo, come scritto nel testo, poi ognuno è libero di pensare quel che vuole. L'attacco giunto dall'Anpi? Ho fatto le mie dichiarazioni in presenza di una loro rappresentanza. Rispetto le loro opinioni ma ritengo che il documento sia chiaro. non ho altro da aggiungere – conclude – se non prendere ulteriormente le distanze da tutto ciò che ha rappresentato il fascismo». (Stefano Sulis)
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