Manovra, giunta al lavoro: 9 miliardi per lo sviluppo
Nella Finanziaria previsti i fondi per la continuità territoriale per gli scali minori Via libera dalla sola maggioranza all’esercizio provvisorio, opposizioni critiche
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CAGLIARI. La Finanziaria 2020 non c’è ancora, ma su come sarà, o potrebbe essere, si sa invece quasi tutto e anche con un bel po’ d’anticipo. Nel giorno in cui il Consiglio regionale ha approvato, con i soli voti del centrodestra, l’esercizio provvisorio di tre mesi, da gennaio a marzo, la presidenza della Regione ha annunciato gran parte delle future macro voci di spesa.
Le novità. Cinquantasei milioni, in tre anni, dovranno far rinascere la continuità territoriale area verso gli aeroporti di secondo livello (Bologna, Torino, Napoli e Verona) per «decongestionare le rotte in andata e ritorno da Roma-Fiumicino e Milano-Linate». Poi, sempre fino al 2022, aumenterà di 100 milioni, era poco meno della metà, il fondo per la programmazione territoriale. Sarà destinato ad «accelerare, il più in fretta possibile, la realizzazione dei progetti indirizzati allo sviluppo locale». Ancora: dal 2020 al 2022 crescerà di 86 milioni la spesa per l’assistenza sanitaria a domicilio dei pazienti non autosufficienti e nelle stessa voce saranno previsti anche i contributi per talassemici, linfopatici, emofiliaci, nefropatici e trapiantati. L’ultimo annuncio della Giunta è stato di fatto una conferma delle notizie trapelate all’inizio della settimana: l’anno prossimo sarà sperimentato un piano straordinario di 40 milioni per il rilancio delle imprese artigiane, che potranno contare sul 40 per cento di finanziamenti a fondo perduto, mentre finora era del 10.
I conti. La prossima Finanziaria sarà intorno ai 9 miliardi e quindi più ricca di quella precedente, l’ultima del centrosinistra. Di sicuro ci saranno in più i quasi 200 milioni dell’accordo firmato a novembre fra la Regione e il Governo sugli accantonamenti (scenderanno da 536 a 383 milioni, con un risparmio ogni anno intorno ai 153 milioni), sugli arretrati (sarà incassata la prima rata di 7 milioni dei 412 milioni spalmati fino al 2025) e infine arriverà anche la tranche iniziale dei contributi straordinari per l’insularità: saranno 33,8 milioni sull’annunciato miliardo e 425 milioni fino al 2033.
Maxi emendamento. Se questo è lo scheletro, o il punto di partenza, della Finanziaria 2020, il dettaglio sarà presentato fra gennaio e febbraio. Con un emendamento, la Giunta farà sapere quali saranno le singole voci d’investimento e spesa. Anche se, ad esempio, si sa con anticipo che il costo della sanità e delle politiche sociali oscilleranno fra 3,5 e 3,7 miliardi, e continuerà essere la voce che peserà di più sul bilancio della Regione.
Le motivazioni. Il governatore Christian Solinas ha detto: «Dopo l’accordo con cui abbiamo ottenuto più risorse dallo Stato, ora ci dedicheremo a realizzare quanto promesso. Seguiremo una visione strategica che questa Giunta ha ben chiara da subito e faremo scelte coraggiose con la piena consapevolezza che più le decisioni saranno condivise più saranno efficaci». L’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino ha aggiunto: «Confidiamo di presentare quanto prima, a gennaio, una Finanziaria che, grazie al contributo di tutte le forze sociali, possa dare una scossa necessaria e immediata alla Sardegna. E quindi non punteremo a contributi disordinati o a pioggia, ma mirati su macro interventi».
Le opposizioni. In aula dal Pd ai Cinque stelle, passando per Leu e Progressisti, hanno criticato l’esercizio provvisorio: «Di fatto nei prossimi tre mesi – ha detto fra gli altri Cesare Moriconi – sarà possibile solo la spesa ordinaria, non potranno esserci investimenti e quindi la Regione rimarrà bloccata». Per poi rilanciare, con Alessandro Solinas, «Come abbiamo sollecitato con una mozione, chiediamo alla Giunta di coinvolgere le forze sociali prima che cominci il tavolo per attenuare gli svantaggi dell’insularità. La nostra richiesta non può essere disattesa se vogliamo davvero che le maggiori entrate, quelle sicure e le altre ancora da contrattare, producano effetti duraturi nel tempo». (ua)
Le novità. Cinquantasei milioni, in tre anni, dovranno far rinascere la continuità territoriale area verso gli aeroporti di secondo livello (Bologna, Torino, Napoli e Verona) per «decongestionare le rotte in andata e ritorno da Roma-Fiumicino e Milano-Linate». Poi, sempre fino al 2022, aumenterà di 100 milioni, era poco meno della metà, il fondo per la programmazione territoriale. Sarà destinato ad «accelerare, il più in fretta possibile, la realizzazione dei progetti indirizzati allo sviluppo locale». Ancora: dal 2020 al 2022 crescerà di 86 milioni la spesa per l’assistenza sanitaria a domicilio dei pazienti non autosufficienti e nelle stessa voce saranno previsti anche i contributi per talassemici, linfopatici, emofiliaci, nefropatici e trapiantati. L’ultimo annuncio della Giunta è stato di fatto una conferma delle notizie trapelate all’inizio della settimana: l’anno prossimo sarà sperimentato un piano straordinario di 40 milioni per il rilancio delle imprese artigiane, che potranno contare sul 40 per cento di finanziamenti a fondo perduto, mentre finora era del 10.
I conti. La prossima Finanziaria sarà intorno ai 9 miliardi e quindi più ricca di quella precedente, l’ultima del centrosinistra. Di sicuro ci saranno in più i quasi 200 milioni dell’accordo firmato a novembre fra la Regione e il Governo sugli accantonamenti (scenderanno da 536 a 383 milioni, con un risparmio ogni anno intorno ai 153 milioni), sugli arretrati (sarà incassata la prima rata di 7 milioni dei 412 milioni spalmati fino al 2025) e infine arriverà anche la tranche iniziale dei contributi straordinari per l’insularità: saranno 33,8 milioni sull’annunciato miliardo e 425 milioni fino al 2033.
Maxi emendamento. Se questo è lo scheletro, o il punto di partenza, della Finanziaria 2020, il dettaglio sarà presentato fra gennaio e febbraio. Con un emendamento, la Giunta farà sapere quali saranno le singole voci d’investimento e spesa. Anche se, ad esempio, si sa con anticipo che il costo della sanità e delle politiche sociali oscilleranno fra 3,5 e 3,7 miliardi, e continuerà essere la voce che peserà di più sul bilancio della Regione.
Le motivazioni. Il governatore Christian Solinas ha detto: «Dopo l’accordo con cui abbiamo ottenuto più risorse dallo Stato, ora ci dedicheremo a realizzare quanto promesso. Seguiremo una visione strategica che questa Giunta ha ben chiara da subito e faremo scelte coraggiose con la piena consapevolezza che più le decisioni saranno condivise più saranno efficaci». L’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino ha aggiunto: «Confidiamo di presentare quanto prima, a gennaio, una Finanziaria che, grazie al contributo di tutte le forze sociali, possa dare una scossa necessaria e immediata alla Sardegna. E quindi non punteremo a contributi disordinati o a pioggia, ma mirati su macro interventi».
Le opposizioni. In aula dal Pd ai Cinque stelle, passando per Leu e Progressisti, hanno criticato l’esercizio provvisorio: «Di fatto nei prossimi tre mesi – ha detto fra gli altri Cesare Moriconi – sarà possibile solo la spesa ordinaria, non potranno esserci investimenti e quindi la Regione rimarrà bloccata». Per poi rilanciare, con Alessandro Solinas, «Come abbiamo sollecitato con una mozione, chiediamo alla Giunta di coinvolgere le forze sociali prima che cominci il tavolo per attenuare gli svantaggi dell’insularità. La nostra richiesta non può essere disattesa se vogliamo davvero che le maggiori entrate, quelle sicure e le altre ancora da contrattare, producano effetti duraturi nel tempo». (ua)
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