La Nuova Sardegna

Postava le foto sui social arrestato il baby latitante

di Luciano Onnis
Postava le foto sui social arrestato il baby latitante

Un 25enne era il capo della banda che per due anni aveva terrorizzato il paese Era stato condannato ma era riuscito a fuggire in Spagna durante un permesso

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CAGLIARI . Faceva la bella vita in Spagna, dove era fuggito dopo la condanna ottenuta nei primi due gradi di giudizio per una serie di rapine – ne sono state accertate nove – compiute tra il 2013 e il 2015 in tutto il territorio comunale di Elmas. Un’attività che aveva terrorizzato la cittadina perché la sua banda agiva con violenza, utilizzando tecniche di tortura in stile “Arancia meccanica” nei confronti delle vittime, prevalentemente persone anziane che vivevano sole in casa e isolate dal paese.

La fuga in Spagna. Dal suo paradiso spagnolo, il leader della banda delle rapine, pubblicava regolarmente con un suo falso profilo social (Miguel Hernandez Heredia) foto che lo ritraevano a bordo piscina con in mano una coppa di champagne, spesso circondato da belle ragazze e spesso con un sorriso beffardo stampato sulle labbra. Ma mentre Andrea Carboni, 25 anni di Elmas, se la spassava beatamente, in Italia gli davano la caccia dallo scorso settembre i carabinieri della squadra Catturandi del nucleo investigativo del comando provinciale di Cagliari per eseguire nei suoi confronti un ordine di carcerazione che lo avrebbe portato dietro le sbarre, con sentenza definitiva in terzo grado, per 6 anni e nove mesi.

L’arresto. La bella vita dei criminali è spesso fugace e la libertà di Andrea Carboni è terminata l’altra mattina all’alba, quando gli investigatori dell’Arma, con il supporto dei Cacciatori di Sardegna, sono andati a prenderlo in una casa di Elmas dove era ospite di una 40enne dallo scorso novembre, quando è tornato dalla Spagna. Dormivano entrambi sonni profondi quando si sono ritrovati in camera da letto i carabinieri con le armi spianate. Carboni non ha opposto resistenza, si è vestito e, in manette, ha preso la strada del carcere di Uta su un’auto dei carabinieri.

L’attività criminale. Le gesta da rapinatore di Andrea Carboni sono cominciate quando aveva poco più di 18 anni ma già si sentiva già un baby leader della Mala. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo, diretto dal colonnello Michele Lastella, il giovane aveva messo su una banda con altri quattro elementi, tutti di età compresa fra i 20 e i 40 anni, con il preciso intento di compiere rapine e furti ad Elmas. Era il 2013 e, nei due anni successivi di attività criminale il gruppetto realizzò almeno nove colpi rapinando preferibilmente anziani soli in casa, ma anche attività commerciali. Con le vittime non risparmiarono violenze di ogni genere pur di ottenere il denaro: una 90enne venne picchiata selvaggiamente mentre a un pastore di 70 anni rifilarono scariche elettriche sui genitali con una pistola taser. La banda venne però scoperta e smantellata dai carabinieri e i cinque componenti, con Andrea Carboni in testa, finirono in manette nel 2015 per poi tornare in libertà durante i vari gradi di processo. Lo scorso settembre i quattro complici sono finiti in carcere per scontare la pena, mentre il capobanda era già fuggito in Spagna. È tornato a novembre in incognito ma l’altra mattina i carabinieri sono andati a prenderlo. I militari sapevano che era ospite di una 40enne, che è stata denunciata per favoreggiamento.

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