La Nuova Sardegna

Regione, i superburocrati saranno tutti confermati

Regione, i superburocrati saranno tutti confermati

Dopo il via libera alla legge salva nomine i contratti di sei mesi diventeranno più lunghi

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. I sedici superburocrati della Regione saranno tutti riconfermati dopo gli ultimi sei mesi di apprendistato come direttori generali. I contratti sono in scadenza alla fine dell’anno, ma non dovrebbero esserci cambi significativi nelle caselle più importanti. Ancora meno ci saranno stravolgimenti dopo che la Giunta e il centrodestra hanno messo al sicuro la «salva-nomine», approvata sabato al termine di una maratona, cominciata alle 11 e conclusa alle 23.47. Forte dell’unico articolo della legge, che ha allargato le maglie di titoli e criteri necessari per la nomina dei candidati esterni all’amministrazione regionale, il governatore Solinas dovrebbe aver spazzato via tutte le contestazioni di questi ultimi mesi. Non tanto sulle nomine passate, quanto su quelle future soprattutto se i sedici direttori generali saranno tutti confermati. Va ricordato che grazie alla nuova legge, ormai allineata a un’altra simile nazionale, i nominati non dovranno più dichiarare di aver ricoperto incarichi dirigenziali per almeno cinque anni nell’amministrazione pubblica o in aziende private. Ora basteranno anche titoli equivalenti, master e ricerche universitarie, o anche l’iscrizione a ordini professionali.

Il centrodestra resistente. Per tutto il dibattito sulla legge, la maggioranza ha dato prova di compattezza dall’inizio alla fine. Dopo le ultime fibrillazioni in maggioranza, con i Riformatori e l’Udc abbastanza critici, poteva esserci il rischio di qualche defezione. Invece e forse anche per la presenza in aula del governatore Solinas, non ci sono stati strappi in aula e anche nei corridoi i malumori sembrano essere svaniti.

Le opposizioni scatenate. Nel dibattito in Consiglio regionale sulla «salva nomine», la minoranza ha provato a bloccare la legge in tutti i modi. Il Partito democratico puntando soprattutto sull’inutilità di «recepire una norma nazionale in vigore». I Cinque stelle l’hanno fatto con continui richiami all’azzeramento della meritocrazia nelle nomine, sostituita con un «clientelismo sempre più sfacciato». Fra i pentastellati c’è chi ha ricordato anche l’inchiesta avviata dalla procura della Repubblica sulle nomine di alcuni consulenti nella segreteria del presidente della Regione. Però a mettere sotto accusa la Giunta e il centrodestra sono stati soprattutto i Progressisti. In ogni loro intervento, hanno sostenuto che la «legge è stata studiata dalla maggioranza solo per far sparire gli errori commessi dalla Giunta nelle prime nomine, quelle a tempo, dei direttori generali e avere da dicembre in poi le mani più libere quando saranno prorogati i contratti degli atuali direttori generali ». Secondo i Progressisti, alla fine la legge approvata dal Consiglio sarà impugnata molto presto dal Governo per «alcuni palesi abusi di potere». Poi di sicuro non mancheranno i ricorsi al Tar e al giudice del lavoro da parte di chi «si sentirà tagliato fuori dalle future candidature per l’ennesimo arrogante colpo di mano da parte del centrodestra».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative