Aias, con il concordato arrivano gli stipendi
di Silvia Sanna
Vertice in prefettura, i legali dei Randazzo pronti a cedere diversi immobili per evitare il fallimento
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SASSARI. Le buone notizie sono almeno due. La prima riguarda i lavoratori a secco di stipendi: la mensilità di novembre è stata pagata insieme al 45% di quella di dicembre. Ancora è poco ma almeno è una prima boccata d’ossigeno, con la rassicurazione che d’ora in avanti i pagamenti saranno regolari. Un cambio di passo dettato dalla procedura del concordato richiesto dall’Aias e concesso dal tribunale. La seconda buona notizia riguarda ancora i lavoratori e più direttamente i loro rappresentanti sindacali, quelli che in questa complicata vertenza hanno ingoiato tanti bocconi amari: per la prima volta dopo molto tempo si sono ritrovati faccia a faccia con l’azienda ed è ripartito un dialogo interrotto. L’occasione è arrivata ieri al tavolo convocato in Prefettura, presieduto dal prefetto Bruno Corda e richiesto dai legali della famiglia Randazzo alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Nieddu. È stato fatto il punto della situazione, con alcune novità importanti. I legali dei Randazzo hanno comunicato ufficialmente di avere chiesto l’unificazione delle quattro società del gruppo, Aias Cagliari, Aias Sardegna, Fondazione Randazzo e la Coop Senecta, per far sì che tutti i beni possano comporre un unico capitale: in questo modo i beni al centro dell’operazione di vendita destinata a produrre la liquidità indispensabile a salvare il gruppo dal fallimento potranno essere spostati dall’una all’altra compagine e gestiti con maggiore libertà in funzione del ripianamento finanziario ed evitare il fallimento richiesto dalla Procura di Cagliari. Con questo sistema ciascuna società potrà contare anche sui beni delle altre tre. Per questa nuova procedura sono scattati in tribunale altri 60 giorni che scadranno il prossimo 16 febbraio. Ma già tra un mese è previsto un nuovo incontro in Prefettura sollecitato dai sindacati che hanno chiesto di essere continuamente aggiornati. Gli occhi sono puntati sul piano di rilancio che, come spiegato dai legali dei Randazzo, prevede la cessione di alcuni asset: una società di Milano è stata incaricata di accertare il valore degli immobili che finiranno sul mercato. Qualsiasi passaggio con eventuali cessioni sarà seguito con particolare attenzione dai commissari nominati dal tribunale che hanno annunciato un controllo gestionale pressante. I sindacati hanno sottolineato un aspetto indispensabile: l’inserimento di una clausola sociale che garantisca i lavoratori in caso di subentro. Al centro del piano di rilancio, ancora abbastanza nebuloso, anche la vendita di alcune residenze assistite e di alcuni accreditamenti con le convenzioni per l’assistenza socio-sanitaria, oltre che dei crediti rivendicati nei confronti della Regione: su questo punto però la situazione non è chiara visto che i Randazzo sostengono di vantare ingenti crediti che però non sono stati accertati.
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